Un nuovo locale nella centralissima e molto frequentata zona di Piazza Fontanesi e Via del Guazzatoio. Intimo, accogliente, basato su una cucina fatta di ingredienti genuini. Abbiamo chiesto a Nicky Murphy, neozelandese di nascita e reggiana di adozione, di raccontarci lo Story Kitchen “good approach”
Tutti noi abbiamo una storia e lo stesso succede per il cibo che mangiamo. A noi dello Story Kitchen piace conoscere, raccontare e condividere le storie dei cibi che utilizziamo nella nostra cucina e dei produttori e agricoltori che stanno dietro a quelle storie. Il nostro intento è quello di conoscere la provenienza di tutti gli ingredienti e favorire e promuovere il più possibile prodotti biologici e produttori locali. La maggior parte delle nostre verdure viene dalle stupende fattorie biologiche che sorgono in questa zona, come La lucerna, Orto di Lucia, Petite Rosso, solo per nominarne alcuni. La segale per la farina con cui realizziamo il nostro pane nero viene coltivata sulle colline di Reggio Emilia e macinata dal Forno di Lucia. Usiamo il miele prodotto da Api Libere, due ragazze apicultrici di Codemondo che seguono il programma educativo “Adottare un’arnia”. I nostri vini vengono dai vigneti del Podere Cipolla di Denny Bini, selezionato da Slow wine 2018 per la sua Malvasia Levante 90 e compriamo le uova che utilizziamo da La Quercia.
Ci sono così tanti bravi produttori e agricoltori locali in questa zona che spero di poter raccontare alcune delle loro storie nel mio blog su www.storykitchen.it dove ogni settimana cercherò di dare un assaggio di quanto succede nel nostro locale. Il blog è in inglese perchè è rivolto anche agli amici e ai famigliari che sono in Nuova Zelanda e a potenziali visitatori neozelandesi, oltre che a turisti da altri paesi! Spero tra non molto di riuscire a farne anche una versione italiana!
Cosa cerca e cosa trova chi viene del vostro ristorante?
La nostra cucina non è facile da definire. I nostri clienti possono aspettarsi di trovare una cucina basata molto su erbe e verdure, ma non solo. Occasionalmente proponiamo piatti di carne che comunque hanno sempre anche un’alternativa vegetariana.
Il nostro chef Philipp Schmitz ama giocare coi sapori, creando accostamenti e combinazioni insolite. E’ un amante delle spezie ed è in grado di nominare e descrivere appassionatamente almeno 10 tipi diversi di pepe (quattro dei quali noi usiamo abitualmente). Per il nostro primo week end allo Story Kitchen abbiamo utilizzato la zucca proposta con il pompelmo, ginepro con mandorle, yogurt con il cardamomo e liquerizia con aceto balsamico. Non tutto viene riportato sul menu perché i piatti vengono tutti preparati al momento e il menu cambia di frequente. Bisogna dire però che non ci spingiamo a servire pasta o salumi!
La ricetta vincente dello Story Kitchen…
Il pranzo al momento rispecchia il nostro amore per l’Asia. Philip ha viaggiato moltissimo e la Nuova Zelanda, mio paese d’origine, offre una scelta di piatti asiatici che mi manca moltissimo. In queste prime settimane abbiamo proposto un curry di verdure thailandese, su riso nero venere italiano integrale, servito con parmigiano vegano realizzato da anacardi. Non rinunciamo anche a gusti e sapori più orientali, infatti usiamo per la nostra cucina anche cocco, caffè e banane. Ma quando succede utilizziamo sempre prodotti di alta qualità anche a costo di pagarli di più, per avere la certezza della provenienza. Il nostro cocco è accompagnato da un certificato che garantisce che si tratta di frutti non trattati e preparati entro 48 ore dalla raccolta, che avviene secondo un sistema eco sostenibile. In un mondo sempre più gestito da multinazionali in cui si coltivano sempre più spesso specie alimentari monocolturali, vogliamo che chi viene nel nostro locale sappia che la provenienza e la storia che nasconde ogni ingrediente viene presa molto seriamente.
Da dove è nata l’idea?
Prima di Story Kitchen ho gestito un piccolo negozio di cibo biologico nel luogo in cui ora ha aperto il ristorante Bottega 39. Il mio desiderio era quello di tenere eventi e incontri su cibo, libri, alimentazione corretta, vita sana, e quando possibile combinarli anche con la lingua inglese. Però ogni volta che ero in procinto di realizzare un incontro mi veniva detto che mancavano le licenze, che non potevo tenere aperto oltre l’orario di chiusura, che non era possibile servire un bicchiere di vino, che sarei stata multata. Le leggi in Italia a volte riescono a paralizzare idee e iniziative! Io però ho deciso di non demordere, e per fare le cose in modo ufficiale ho cercato di capire come aggiungere una licenza da ristorazione al mio locale. E’ stato sviluppando questa ricerca che ha preso vita il progetto dello Story Kitchen.
Avendo avuto un negozio di alimenti biologici avevo il privilegio di averne una buona conoscenza. Avevo imparato a chiedere sempre la provenienza di ogni singolo prodotto e questo mi ha permesso di passare molto tempo con gli straordinari produttori che coltivano il cibo che noi mangiamo. Io non sono vegetariana e non sono vegana. Non mangio cibi esclusivamente biologici. Mangio di tutto ma quando preparo dedico particolare attenzione nel lavare e tagliare frutta e verdura. Credo moltissimo nei prodotti biologici non perché sia più sano per me, ma perché quando scavi sotto la superficie scopri che l’industria del cibo e degli alimenti commerciali non è sempre sostenibile.
Sono i piccoli coltivatori, in genere di agricolture biologiche e a basso impatto ambientale quelli che preservano le varietà di semi e che hanno a cuore il suolo, l’ecosistema e di conseguenza noi.
Una ragazza neozelandese a Reggio Emilia… vuoi raccontarci un po’ della tua storia? Come ti sei trovata a Reggio?
La Nuova Zelanda mi manca moltissimo. Il mio voler scrivere un blog in inglese ogni settimana deriva in parte dal desiderio di condividere le storie di questa parte di mondo con quella agli antipodi.
Però adoro Reggio! Penso che sia uno scrigno segreto d’Italia. Una piccola città della misura giusta che offre ogni servizio possibile, ai piedi degli Appennini e a un’ora e mezza dal mare! I reggiani sono davvero viziati!
Cosa vorresti per il tuo locale?
Stiamo iniziando ora… Non credo che si possa già definire cosa è e cosa può diventare Story Kitchen. Immagino che alterneremo ai nostri racconti quello che i reggiani vogliono che venga loro raccontato. La fantasia e le idee non mi mancano. La sfida è riuscire a realizzarle tutte… Ci sarà da divertirsi! Il festival di Reggio Narra è iniziato l’anno dopo il mio arrivo in Italia e io ho partecipato condividendo e raccontando storie. Mi piacerebbe che Story Kitchen potesse diventare un posto in cui condividere storie. Sul cibo, su Reggio, sulla salute e sullo stile di vita. Coinvolgendo scuole, produttori, coltivatori, la comunità locale e anche quella internazionale.
Quali sono i tuoi ‘ispiratori’?
Direi che a Reggio potrei nominare le tre sorelle Braglia di Disanapianta, e poi Lucerna , Petit rosso, Orto di Lucia e Forno di Lucia, Interno tre, Mangiamore, Monica di Gustosapiens, Gian franco Gasparini, e molti molti altri. A livello internazionale invece potrei dire Michael Pollen, Food tank, the Black Fish, ma la lista è troppo lunga!

Story Kitchen – Via del Guazzatoio 6A – Reggio Emilia
storykitchen.it – mail: info@storykitchen.it
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