di Domizia Dalia

Interno della Ghiara (Foto Nino Evola)

Il conto alla rovescia è quasi terminato. Il prossimo ventotto aprile inizieranno le celebrazioni per ricordare i quattrocento anni dalla translazione della miracolosa immagine della Madonna in Adorazione del Bambino, che avvenne alla fine della costruzione della nuova Basilica della Ghiara, uno degli esempi più virtuosi tra i santuari mariani presenti in Italia. Fino al prossimo otto dicembre – quando avverrà la celebrazione solenne di chiusura del periodo Giubilare presieduta da S.E. il Vescovo Massimo Camisasca – si susseguiranno eventi, mostre e concerti volti a valorizzare la Basilica. Celebrazioni che coinvolgeranno un pubblico vasto e trasversale composto non soltanto da turisti religiosi, ma anche da studiosi e appassionati di cultura. Un’occasione unica con l’obiettivo di portare questo luogo di culto ad essere nuovamente meta di pellegrinaggio, così come avveniva tra il XVII e il XVIII secolo, quando giungevano a Reggio Emilia stranieri provenienti da tutta Europa. Fedeli, non solo in cerca di una grazia, ma anche attratti dalle bellezze artistiche che tutt’oggi caratterizzano la Basilica, scrigno di tesori eseguiti dai più importanti Mastri del Seicento Emiliano; pittori del calibro di Ludovico Carracci e Gian Francesco Barbieri detto il Guercino, sono solo due dei tanti artisti che furono chiamati a raccolta per decorarne gli interni.

2017: NASCE IL COMITATO

Il 13 ottobre 2017 è stato creato un comitato di Soci Fondatori (composto dalla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, dal Comune e dalla Provincia di Reggio Emilia, dalla Fondazione Pietro Manodori, da Unindustria di Reggio Emilia, da Stefano Landi, dalla Provincia di Piemonte e Romagna dei Servi di Maria e dalla Fabbriceria Laica della Ghiara ) e un Comitato Scientifico costituito da figure di spicco con competenze legate al patrimonio culturale ed artistico della Basilica della Ghaira, con lo scopo di creare un programma di elevato valore storico, artistico e religioso. Il Comitato Scientifico è composto da padre Cesare Antonelli, Carlo Baja Guarienti, Carla Bazzani, Elisa Bellesia, Alberto Cadoppi, Gino Farina, Elisabetta Farioli, Azzio Gatti, Lucia Gramoli, Luigi Grasselli, Giancarlo Grassi, Roberta Grassi, Angelo Mazza, Maria Montanari, Massimo Mussini, Renato Negri, padre Anacleto Tommasi e don Lorenzo Zamboni. Tra loro un prezioso lavoro è stato fatto da giovani studiosi reggiani come Carlo Baja Guarienti. Proprio lui ci parla della storia, degli eventi organizzati e dell’importanza della Basilica della Ghiara.

Carlo Baja Guarienti

Carlo, il 2019 è un anno molto importante per Reggio Emilia perché la Basilica della Ghiara, uno dei simboli più amati dai cittadini reggiani, celebra i Quattrocento Anni dalla translazione dell’immagine miracolosa della Beata Vergine della Ghiara, opera cinquecentesca dell’artista emiliano Giovanni de’ Bianchi …

Alla fine del Cinquecento sul muro dell’orto dei Servi di Maria, affacciato sul corso della Ghiara,  si trovava un’immagine della Vergine con il Bambino dipinta da Giovanni Bianchi detto il Bertone sulla base di un disegno di Lelio Orsi. Nel 1595 comincia a diffondersi la voce che questa immagine, oggetto di una profonda devozione popolare, elargisca grazie ai pellegrini e l’anno successivo, nella notte fra il 28 e il 29 aprile 1596, Marchino, quindicenne garzone di beccaio sordo e muto fin dalla prima infanzia, recupera l’uso della parola mentre sta pregando davanti all’affresco del Bertone. Dal processo istituito per verificare le circostanze del presunto miracolo ha inizio la storia della basilica.

La Basilica della Ghiara, nata dalla fede e dalla devozione del popolo reggiano, è uno dei più importanti esempi di santuari mariani presenti in Italia…

Sull’onda della devozione popolare il duca Alfonso II d’Este approva il progetto di costruzione di una nuova basilica, la cui prima pietra viene posata dal duca stesso – assieme alla moglie Margherita Gonzaga e al vescovo Claudio Rangone – già nel maggio 1597. Alle decorazioni del nuovo santuario, un tempio di proporzioni grandiose realizzato demolendo la chiesa già esistente, lavorano maestri come Lionello Spada, Alessandro Tiarini e Luca Ferrari; inoltre, nelle cappelle saranno inserite opere di Ludovico Carracci, del Guercino e di altri importanti artisti. La basilica viene completata e inaugurata nel 1619 con la traslazione dell’immagine sacra.

Per celebrare questa importante ricorrenza il 13 dicembre del 2017 si è costituito un comitato di soci fondatori e un comitato scientifico, di cui tu fai parte. Qual è il programma che avete studiato e che proporrete ai cittadini? 

Il programma è molto articolato e include mostre, conferenze, esposizioni, rappresentazioni teatrali, concerti e pubblicazioni. Abbiamo cercato di dedicare attenzione a tutti gli aspetti di questa lunga storia (arte, storia, devozione, musica) e a tutte le fasce di pubblico, dai bambini agli studiosi.

Il periodo delle Celebrazioni diviene un tempo giubilare con indulgenza concessa dalla Santa Sede attraverso la Diocesi, accompagnato da numerose manifestazioni culturali che inizieranno il 28-29 aprile per terminare il prossimo dicembre. Quali sono gli eventi organizzati?

Gli eventi sono numerosi, ma fra i più importanti si possono citare due mostre: una sui paramenti sacri, oggetto di restauro, e una sulla diffusione dell’iconografia della Madonna della Ghiara; diversi concerti, fra i quali spicca l’esecuzione del Vespro della Beata Vergine di Monteverdi l’otto dicembre e la presentazione della strenna della Fondazione Manodori, dedicata al santuario.

Nel Seicento, Reggio Emilia è stata meta di pellegrinaggio e numerosissimi fedeli giungevano in città alla ricerca di una grazia o di un miracolo. Una tradizione che nei secoli è andata perduta. I festeggiamenti per questi quattrocento anni dalla prima messa, il 12 maggio 1619, possono in qualche modo riportare l’attenzione verso questo importante luogo di culto? 

Uno degli obiettivi di questa celebrazione è proprio sottolineare la grande importanza devozionale della Basilica della Ghiara nei secoli: i resoconti dei viaggiatori dimostrano come la Ghiara fosse meta di pellegrinaggi e fosse considerata una tappa obbligata per gli stranieri di passaggio, sia per il suo valore storico-artistico sia per la sua importanza come santuario mariano. Speriamo che l’inserimento nei cammini di pellegrinaggio porti nuova attenzione anche su questi aspetti.

Per l’occasione sono stati apportati alla Basilica alcuni rinnovamenti, come l’impianto illuminotecnico…

L’illuminazione è un fattore fondamentale per la valorizzazione di un gioiello di arte e architettura come la Basilica della Ghiara; per questo si è deciso di dotare la chiesa di un nuovo impianto all’avanguardia, capace non solo di svelare tutti i particolari delle decorazioni, ma anche di creare diverse illuminazioni per i diversi momenti liturgici e culturali.

È vero che il MISE e Poste emetteranno anche un francobollo celebrativo? Ciò rafforza l’importanza dell’evento, visto che ne emettono al massimo quaranta in un anno …

Sì, è con grande soddisfazione che possiamo annunciare l’emissione di un annullo celebrativo dei 400 anni del Tempio della Beata Vergine della Ghiara: un’ulteriore conferma della rilevanza a livello nazionale di questo straordinario edificio sacro e di questa ricorrenza.

LA TORRE CAMPANARIA

La Torre Campanaria

Contemporaneamente all’apertura del cantiere della Basilica della Ghiara iniziava anche la costruzione della torre campanaria, sotto la guida dell’architetto Francesco Pacchioni, già sovrintendente dei lavori del Tempio. La costruzione della torre, alta circa 52 metri, durò un decennio, dal 1623 al 1633. Per i festeggiamenti dei Quattrocento anni dalla traslazione dell’immagine miracolosa, anche l’Unione Campanari Reggiani darà il suo contributo, riportando la tradizione del suono manuale – da tempo persa in questa Basilica – e rendendo visitabile la torre per tre sabati: l’8 giugno, il 22 giugno e il 31 agosto. Per poter partecipare alla visita occorrerà effettuare una prenotazione sul sito www.campanarireggiani.it

Dettaglio del nuovo progetto di illuminazione

LE NOVITÀ: UNA NUOVA ILLUMINAZIONE

In occasione delle Celebrazioni del IV Centenario dell’apertura al culto della Basilica della Ghiara, il tempio è stato dotato di una nuovo impianto illuminotecnico studiato nei minimi dettagli dagli architetti Giancarlo Grassi, Daniele Canuti e l’ingegnere Gian Paolo Roscio di Iren Rinnovabili, azienda che sponsorizza l’intervento.  Un progetto che sarà in grado di valorizzare in modo adeguato i ricchi interni e le bellissime opere presenti, grazie ad una moderna illuminazione Led, più economica e più duttile attraverso le diverse possibilità di regolazione di intensità e di colore. Tra le numerose zone d’intervento ricordiamo la cupola grande, l’altare maggiore, l’abside, l’altare del Guercino e le volte affrescate.

Dettaglio del nuovo progetto di illuminazione

IL FRANCOBOLLO CELEBRATIVO

Gli appassionati di filanteria, poi, potranno collezionare il francobollo celebrativo che verrà emesso per l’occasione dal MISE – Ministero dello Sviluppo Economico – e da Poste Italiane. Un evento eccezionale che onora la Basilica della Ghiara, visto che sono pochissimi gli eventi celebrativi che hanno il privilegio di poter vantare un francobollo. Il valore filatelico sarà dato dall’annullo del giorno di emissione, l’11 maggio, per coloro che lo possiedono.