di Domizia Dalia

Reggio Emilia non è certamente una città costiera né tanto meno si affaccia su uno dei grandi laghi della nostra penisola, eppure anche questo capoluogo vanta una campionessa di vela che già da qualche anno riesce a conquistare risultati importanti, come – nel 2017 – il titolo nazionale nella classe 555 FIV. Il suo nome? Sara Catalini, quindici anni residente ad Albinea e neo debuttante nella classe 29er, sempre nella squadra agonistica dello Yacht Club Punta Ala. La distanza con la Toscana, dove si allena ogni fine settimana, non è certo stato un ostacolo per questo giovanissimo talento che con costanza e determinazione sale sulla barca cercando di migliorare la tecnica e apprendere ogni segreto di questa nuova imbarcazione. Un impegno non indifferente visto che Sara contemporaneamente alla vela ha deciso di continuare con successo gli studi presso il Liceo Scientifico Spallanzani di Reggio Emilia. Da Punta Ala, dove già si trova per la preparazione estiva in vista delle importantissime gare di settembre, ci racconta di quanto questo sport sia degno di maggiore attenzione poiché, inoltre, rispetta costantemente l’ambiente e promuove la salvaguardia del mare.

Sara quando hai incominciato a praticare lo sport della vela e come mai?

Ho cominciato a frequentare la scuola di vela dello Yacht Club Punta Ala quando avevo otto anni in quanto ero solita trascorrere i mesi di giugno e luglio in vacanza nella casa dei miei nonni proprio a Punta Ala. Inoltre mio padre è sempre stato appassionato di vela per cui senz’altro il suo incoraggiamento ha contribuito nella scelta di questo sport.

Essendo di Albinea, non sarà certo facile per te allenarti. Come ti organizzi e dove ti eserciti?

Facendo parte della squadra agonistica della Yacht Club Punta Ala il principale campo di allenamento è il mare antistante Punta Ala, in Toscana. A volte ci alleniamo anche a Carrara in quanto il nostro allenatore, Edoardo, è di quelle zone. Durante l’anno mi alleno tutti i fine settimana. Ci fermiamo solo da metà dicembre a fine gennaio. Spesso riesco ad allenarmi sia il sabato sia la domenica, a volte – invece – solo la domenica, per via dei miei impegni scolastici. È un bel sacrificio, ma ne vale la pena.

La vela è uno sport molto tecnico. Anche la preparazione fisica conta molto?

Certo. Soprattutto la classe 29er richiede una notevole preparazione fisica per cui ci alleniamo anche in palestra. Il mio ruolo è quello di prodiere, mentre Vittoria Vecchioni, la mia compagna, è al timone. Nelle virate e nelle strambate bisogna essere molto veloci a cambiare bordo per cui la resistenza fisica, alla lunga è messa a dura prova, soprattutto nelle regate invernali. Anche l’issata e la gestione del gennaker – vela di prua per andature portanti – è molto faticosa e richiede un buona preparazione atletica.

Giovanissima, ma con già diverse vittorie alle spalle. Ricordiamo quando nel 2017 sei diventata campionessa italiana di vela, nella classe 555 FIV…

È stata un esperienza bellissima. Abbiamo duellato fino all’ultima regata con le barche di Yacht Club Alghero e del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo di Anzio. Nonostante fossimo l’equipaggio più giovane siamo riusciti a vincere sia il titolo under 16 sia il titolo assoluto. La giusta ricompensa per tanto lavoro e tante ore di allenamento.

Nel 2018 arriva la medaglia d’argento ai giovanili di vela…

Esatto, purtroppo lo scorso anno non ci siamo ripetuti. Quella del 2018 è stata un’edizione dei campionati italiani in doppio, piuttosto sfortunata. Eravamo a Loano in Liguria e abbiamo gareggiato solo due giorni sui quattro previsti di regate, per assenza di vento. Puntavamo molto sulle regate dell’ultimo giorno per recuperare i pochi punti che ci separavano dall’equipaggio del circolo velico  “Campeggiatori Romani” di Anzio, ma purtroppo le regate non si sono disputate e il titolo è andato a loro.

Il 2019 è per te un anno sicuramente importante, per prima cosa perché sei passata dalla classe 555 FIV alla 29er, ovvero la barca propedeutica per la classe olimpica 49er…

Il 555 FIV è una barca molto divertente, ma non è diffusa a livello europeo. Diciamo che è la barca giusta per iniziare e per imparare a lavorare in equipaggio in quanto sul 555 FIV si gareggia in quattro. Il 29er è invece una barca molto più veloce, divertente ed atletica e, soprattutto, è molto diffusa in tutta Europa per cui abbiamo iniziato a confrontarci con equipaggi provenienti da tutto il continente. Normalmente ci troviamo sul campo di regata con più di sessanta imbarcazioni, questo è davvero molto emozionante.

Che differenza c’è tra queste due barche…

Il 555 FIV è una barca che ti permettere di approfondire il lavoro di squadra essendo che l’equipaggio è formato da quattro persone. Oltre la randa e il fiocco porta anche lo spinnaker per cui il lavoro di squadra è fondamentale per ottenere dei buoni risultati e ottimizzare tutte le andature. Il 29er è invece tutta un’altra imbarcazione. In primo luogo in equipaggio siamo in due, timoniere e prodiere. La barca è molto leggera, velocissima e non perdona gli errori. Un piccolo sbaglio e si scuffia; se questo avviene gli altri non li riprendi più…

Osservare da fuori una regata è sempre un’emozione, ma immagino che viverla in prima persona sarà sicuramente qualcosa di più…

L’adrenalina scorre a fiumi, soprattutto in partenza quando si lotta con decine di altre barche per cercare la traiettoria migliore dovendo però rispettare le regole di regata che stabiliscono, in caso di incrocio quali barche debbano avere la precedenza. Urliamo tutti come matti sia per caricarci sia per intimidire gli avversari. E poi questa barca letteralmente vola sull’acqua ed è bellissimo…

In vista delle competizioni di settembre, passerai l’estate ad allenarti?

E sì, in effetti sono già a Punta Ala ad allenarmi e sarà così fin verso la fine di luglio anche se ci sposteremo sia a Formia sia sul Lago di Garda per provare diversi campi di regata. Dopo di che andrò in vacanza con i miei genitori per riprendere gli allenamenti a fine agosto in vista dei campionati italiani di Bari che si terranno dal 4 all’8 settembre.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? 

Sinceramente per quest’anno sarei contenta di riuscire ad entrare nei primi venti equipaggi assoluti.

Quest’anno il miglior piazzamento è stato a Napoli dove in alcune regate siamo entrate nei primi venti e spero che riusciremo a ripeterci a questo livello anche a Bari.

È comunque il nostro primo anno sul 29er per cui dobbiamo giocoforza pagare per la nostra inesperienza.

Come ogni atleta sognerai di certo anche le Olimpiadi…

Per ora rimane solo un sogno. Purtroppo non abitando in una località di mare o di lago per me è molto difficile mantenermi a livello degli equipaggi più forti. Ma chissà…

Il supporto della famiglia è importante?

Ovviamente, riesco ad allenarmi solo grazie a miei genitori che mi portano avanti e indietro da Punta Ala per gli allenamenti. Anche nei momenti difficili dovuti alla necessità di conciliare studio e sport, il loro sostegno è fondamentale. Anche il supporto dello Yacht Club e degli allenatori Edoardo, Paolo e Alessandra è indispensabile per la nostra crescita sia come ragazzi, sia come atleti.

Che cosa rappresenta per te la vela?

Gioia, amicizia, competizione e libertà.