di Isabella Trovato

Da sinistra Andrea Corsini, Natalia Maramotti, Pierangelo Romersi

‘Destinazione Emilia’ è un progetto turistico recente che abbraccia le tre province di Reggio Parma e Piacenza. Le destinazioni turistiche sono una felice intuizione della Regione Emilia Romagna. Nel 2016 la legge regionale approvata dal Consiglio Regionale ha previsto un cambio di prospettiva nella promozione turistica, si è passati dalla promozione del prodotto alla promozione del territorio.

Natalia, cosa cambia con la nascita di Destinazione Emilia?

Castell’Arquato – Foto di Perazzoli

La legge regionale precedente prevedeva di promuovere i prodotti trasversali come l’Appennino, le città d’arte, la costa. Non vi è dubbio che, per esempio, per promuovere le città d’arte, da Piacenza a Rimini, la distanza, la vastezza dell’area non aiutasse a favorire la costruzione di reti realmente efficaci, come è accaduto per la costa, realtà molto più compatta. Passare alla promozione del territorio, tramite le destinazioni, ha voluto dire costruire aree territoriali più compatte all’interno delle quali poi costruire i singoli prodotti turistici. I territori di Parma Piacenza e Reggio Emilia stanno quindi lavorando assiduamente da maggio 2017 in questa logica del tutto nuova e non facile. In Italia l’orgoglio di campanile è frutto di una realtà che affonda le radici nella ricca storia dei liberi comuni e poi delle signorie e dei principati. Le tre città capoluogo hanno però capito da subito che, senza sacrificare la propria identità, lavorare sulle assonanze e lavorare sull’area vasta aiuta ad essere visibili in Italia, ma soprattutto all’estero.

I recenti numeri sul turismo da voi presentati parlano di un aumento del 6,8% e questo incremento riguarda anche le visite dall’estero. Quali sforzi sono stati fatti per registrare questo incremento?

Siamo partiti dal fatto, difficile da contestare, che noi siamo il cuore della Food Valley rappresentata dalla intera regione. Il nostro territorio è quello che origina i 2 prodotti Dop più famosi al mondo, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, è quello in cui si producono 14 dei 44 prodotti Dop e Igp che fanno della regione Emilia Romagna la più ricca regione d’Italia, è il territorio dove l’Unesco riconosce Parma come città della gastronomia creativa. Mi sembra che ci sia da essere davvero orgogliosi della reputazione di Emilia a partire da questo aspetto, al quale poi si lega una cultura millenaria testimoniata da città d’arte, castelli, borghi e piccole corti rinascimentali, dalla capacità di produrre eventi culturali di straordinaria qualità, e da una natura di tale bellezza in Appennino e lungo il Po da meritare il riconoscimento dell’Unesco, ossia quella di territorio MAB dove l’equilibrio tra presenza umana e biosfera è rispettato e valorizzato. Può bastare? Siamo seduti su una miniera, stiamo scavando. L’incremento del 6,8% tra 2017 e 2018 è il frutto misurabile del nostro lavoro di…”miniera”.

Cosa mancava prima e ora invece c’è per il visitatore di queste terre rispetto a prima?

Potrei partire da un’affermazione: noi siamo un territorio bello e autentico e lo eravamo anche prima dell’avvento di Destinazione Turistica Emilia, tanto che diversi bravi imprenditori della nostra area hanno saputo crescere ed avere ottimi risultati economici. Cosa c’è in più dunque? C’è l’azione congiunta che dà potere e visibilità e la costruzione strutturata dei prodotti turistici da offrire sul mercato internazionale e interno.

Ma cosa vuol dire costruire prodotti turistici?

Destinazione Turistica Emilia – Borgotaro – Val di Taro (PR) – Foto di Elisa Delgrosso

Significa fare da regia per la messa a sistema di un insieme di beni e servizi che compongono un’offerta in grado di rispondere alle esigenze di specifici segmenti della domanda turistica. La risposta alla domanda turistica è data sia da imprese private che da enti pubblici. Il nostro obiettivo è di costruire 3 prodotti turistici di base che sono “Food and Wine experience”, già strutturato con l’adesione, sempre in crescita, di 250 operatori che hanno aderito a un disciplinare e che si possono vedere sul sito www.visitemilia.com. Il prodotto “Culture and castles” che stiamo costruendo e per il quale abbiamo un primo traguardo per il 30 settembre, data in cui raccoglieremo le adesioni al disciplinare e poi cominceremo a pubblicare le schede sul sito. Ultimo, non per importanza, il prodotto “Outdoor, terme, sport e benessere” che verrà ultimato all’inizio del 2020 e per il quale ci stiamo già attivando, a partire dalla valorizzazione dei tre cammini che attraversano Destinazione Turistica Emilia, ossia da occidente “la via degli Abati”, “la via Francigena”, “La via Matildica del Volto Santo”.

Pochi mesi ancora e decolla l’anno di Parma capitale italiana della cultura 2020. Quali le iniziative più significative in programma con destinazione Emilia e come queste si declineranno sul territorio reggiano?

Destinazione Turistica Emilia – Frutti Antichi – Castello di Paderna

Parma 2020, che diventa Emilia 2020 con Parma capitale italiana della cultura, è un miracolo possibile grazie all’abitudine a collaborare che le tre città hanno sperimentato in Destinazione Emilia. Non succede spesso che tre sindaci, di orientamenti politici differenti, quali sono Pizzarotti, Barbieri e Vecchi, decidano prima di conoscere la designazione della città capitale della cultura, di dichiarare pubblicamente l’auspicio che a vincere sia una delle 3 città considerando l’esito auspicato comunque una vittoria della Destinazione. Parma ce l’ha fatta e l’affermazione non è stata solo retorica. Il nostro territorio è stato per questo ulteriormente sostenuto economicamente dalla Regione Emilia Romagna che ha visto, in questo modo di operare, una pratica di valore istituzionale che si traduce in maggiori opportunità economiche per le imprese del territorio.

Stiamo lavorando nella Cabina di regia del 2020, che è istituita sulla base di un protocollo d’intesa tra Destinazione Turistica Emilia, Regione Emilia Romagna e le tre città.  Il vero palcoscenico di “Emilia 2020 per Parma capitale europea” della cultura sarà il TTG di Rimini, ad ottobre 2019, una importantissima fiera del turismo dedicata agli operatori interni ed internazionali.

A novembre anche i territori di Piacenza e Reggio Emilia vedranno una occasione pubblica di presentazione di questo lavoro comune e del relativo calendario; nel frattempo le tre città stanno lavorando ai loro programmi, ma la cosa riguarda anche altri comuni della nostra bellissima area vasta.

Castelli e borghi del territorio in rete. Quali sono i punti di forza di Destinazione Emilia, quali numeri anche a livello economico puntate a muovere? Come reagisce il territorio alle vostre iniziative? Fate rete per esempio con le strutture ricettive del territorio?

Castello di Paderna

Destinazione Turistica Emilia deve puntare a un incremento progressivo che non credo sarà sempre entusiasmante come quello che abbiamo registrato, perché è difficile crescere di un 7% l’anno. I risultati sono il frutto di un ottimo lavoro di squadra non solo tra amministratori, ma anche con la Cabina di Regia costituita dai privati, ossia dalle associazioni d’impresa più rappresentative a livello locale (Confesercenti, Confcommercio CNA e Legacoop per il mondo cooperativo), nonché con le 23 imprese che preparano pacchetti turistici per la visita del nostro territorio, aderenti a DT Emilia, che sono in ultima analisi insieme al vasto mondo degli imprenditori alberghieri, ristoratori, produttori di prodotti Dop, guide turistiche, i beneficiari della attività di Destinazione Turistica Emilia. Come ricordo sempre noi amministratori siamo impegnati a favorire attraverso il turismo nuove opportunità di sviluppo economico per il territorio e quindi benessere diffuso. Naturalmente sappiamo che accanto alle nostre azioni di promozione e di marketing del turismo di destinazione, concordate sempre con la cabina di regia che vede come coordinatore Stefano Cantoni di Confesercenti Parma, ci sono fattori che incidono sul turismo e che non governiamo quali il tempo atmosferico, che ha agito molto negativamente ad esempio su maggio, che per noi è forse il mese più rilevante per la nostra destinazione. Migliorare le performance del turismo significa anche essere promotori di reti tra gli operatori interessati dal turismo che sono in primo luogo le attività ricettive, hotels, agriturismi, b&b, appartamenti in affitto con struttura imprenditoriale, campeggi, ostelli, aree camper, ma anche ristoranti luoghi di produzione dei prodotti Dop del territorio, imprese di trasporto, guide turistiche e ambientali escursionistiche, agenzie di incoming. Costruire prodotti turistici significa proprio questo: costruire reti territoriali capaci di proporre qualità e accoglienza anche agli ospiti internazionali.

Dal suo punto di vista, dopo questa prima recente esperienza alla guida di Destinazione Emilia, che potenzialità ancora ha da sfruttare questa terra per attirare il turismo interno ed estero? A cosa può puntare?

Destinazione Turistica Emilia – Tartufo di Fragno (PR) – Credit Parma Turismi A. Samaritani , Meridiana I.

Destinazione Turistica Emilia compie 2 anni e 4 mesi il 30 settembre, quello di cui ha bisogno è continuità nel lavoro fin qui svolto, avere ben chiaro in mente che il turismo è un’industria con le proprie regole, è un mercato di offerta che deve partire dalla conoscenza della domanda turistica. Per questo è prezioso il lavoro che la regione Emilia Romagna fa in collaborazione con l’ufficio studi delle Camere di Commercio che ci restituisce dati, profilati per i singoli territori, capaci di segnalarci gli andamenti dei mercati di riferimento. Per DT Emilia l’obiettivo è aumentare la presenza media nel nostro territorio che per gli italiani è dei 2,3 giorni e per gli stranieri di 1,9 giorni. Sull’estero la nostra presenza, anche grazie al buon lavoro di squadra con APT Servizi, che è l’azienda di promozione turistica della Regione Emilia Romagna, ha avuto un incremento dell’11,1% rispetto all’incremento sull’Italia che è stato del 4,9%. Il mercato italiano per noi è comunque importante, perché rappresenta da solo il 68% degli arrivi, al primo posto c’è la Lombardia, poi l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Lazio, il Veneto e la Toscana, per parlare delle provenienze che sono pari o superiori almeno al 7% degli arrivi. Per il mercato estero la prima provenienza è la Francia con il 12,7% poi la Cina e la Germania con l’11,9 e l’11,7 rispettivamente e di seguito la Svizzera, gli Stati Uniti e il Regno Unito. Emilia 2020 rappresenta una straordinaria opportunità di visibilità creata da Parma e allargata a Piacenza e Reggio, che ci vedrà affermare come una Destinazione Turistica con ambizioni di tutto rispetto.