di Ercole Spallanzani

Se il compleanno di Andrea Griminelli è stato l’evento dell’anno sul tema musicale, l’inaugurazione del museo della bici nel ricordo di Giannetto Cimurri e dei suoi campioni, è sicuramente l’evento reggiano dell’anno sul piano sportivo.

Merito del Credem che ha presa al volo l’idea di Giorgio e della famiglia Cimurri di far uscire le bici della loro collezione dal magazzino dove sono state confinate dal Comune di Reggio, e organizzare una Mostra che richiamerà sino al 30 Aprile le migliaia di appassionati del ciclismo che potranno ammirare le bici dei loro beniamini.

Chissà se il cav. Giannetto Cimurri, da lassù avrà ascoltato tutti gli elogi che nel corso della conferenza stampa e nel pomeriggio alla inaugurazione della mostra “Giannetto Cimurri il masseur e le bici dei suoi campioni”, sono stati pronunciati, se lo ha fatto sicuramente si sarà commosso. Diciamo subito, per averlo conosciuto, ed aver fatto un percorso sportivo insieme, che erano tutti elogi meritati e che probabilmente peccavano per difetto.

Tanti personaggi all’inaugurazione

La mostra allestita al Credem ha colpito nel segno, e lo si è capito dalla partecipazione di grandi personaggi del mondo delle due ruote, ed anche personaggi delle istituzioni. Allestita con cura e buon gusto, non poteva essere altrimenti vista la location e la storia che accompagna Palazzo Spalletti Trivelli, le trentasei bici che rappresentano la storia del ciclismo, ricordano Giannetto in tutto e per tutto, un masseur, ma soprattutto un innamorato delle due ruote. Ebbene alla cerimonia di inaugurazione, il dottor Luigi Maramotti, il prof. Romano Prodi, i campioni del mondo Moser e Adorni, il C.T. Davide Cassani, il presidente della FCI Di Rocco, Bruno Reverberi, Danilo Barozzi, il Vescovo dii Reggio Mons.Camisasca, il sindaco Luca Vecchi, il Questore Sbordone e il vicario Salmeri, il comandante della Polizia Municipale Poma, l’allenatrice della nazionale di calcio femminile Milena Bertolini, Gianmaria Manghi, il presidente della fondazione Mauro Rozzi, l’ex assessore Giordano Gasparini, lo showman Paolo Belli, il dirigente della Virtus basket Luca Baraldi, il presidente della Reggiana Luca Quintavalli, il presidente di Unindustria Fabio Storchi, l’on. Antonella Incerti, e Paola Toniato figlia del pittore Udo che aveva immortalato tante vicende ciclistiche.

Giannetto mental coach dei tempi moderni

Ma Giannetto non era solo il massaggiatore, la mano santa dei muscoli dei campioni, era un confidente di tanti personaggi che hanno fatto la storia di questo sport. Ha detto bene il presidente del Credem, Lucio Iginio Zanon di Valgiurata, che usando un termine moderno lo ha definito come mental coach dell’era moderna.

“Sono un collezionista – ha debuttato il presidente Credem che si è detto orgoglioso di ospitare questa mostra nel ricordo di Giannetto Cimurri – e le collezioni parlano. Questa poi parla in modo particolare, dimostra la passione, la cura e l’amore di un uomo per il suo lavoro e per il mondo della bici. Una mostra che parla di grandi imprese e di rivalità, come Girardengo-Guerra, Coppi-Bartali, Merckx-Gimondi, Moser-Saronni, senza queste rivalità non si celebra un mito. Un mito come Marco Pantani, la cui Bianchi troneggia all’ingresso dell’anfiteatro romano”.

Storia di un grande uomo

Il direttore generale Nazzareno Gregori ha parlato invece di Giannetto come ambasciatore reggiano della nostra cultura in giro per il mondo.

“Questa mostra si inserisce perfettamente nel solco delle iniziative che organizziamo con grande soddisfazione da anni – ha concluso Gregori – per valorizzare la cultura dell’Italia e dei territori.

Lo sport incarna molti dei valori in cui crediamo e sui quali abbiamo costruito il nostro successo”.

“E’ la storia di un grande uomo di sport” ha aggiunto Alessandro Ligabue responsabile delle relazioni istituzionali del Credem che ha seguito l’allestimento della mostra sin dai primi passi.

Chi era Giannetto Cimurri

Classe 1905, originario di Bazzarola, Giannetto fu massaggiatore della nazionale di ciclismo per 34 anni. Sotto le sue mani passarono Bartali e Coppi, Moser e Bugno, Maspes e Messina sino al campione di ciclocross Renato Longo. Seguì personalmente 40 Giri d’Italia, 11 Tour de France e 8 Olimpiadi.

Avrebbe voluto fare il corridore, lo fece per un solo giorno e per una sola corsa. Un amico gli prestò una bici, me nella concitazione non si accorse che sul telaio oltre al tricolore c’era il fascio littorio, gli avversari se ne accorsero e lo buttarono a terra, ginocchio rotto, fine della carriera di corridore, inizio di quella di massaggiatore, e per il ciclismo e i suoi campioni fu davvero l’uomo della Provvidenza.

Ingresso gratuito su prenotazione

Un viaggio nel ciclismo del passato, nel nome del reggianissimo Giannetto Cimurri. E’ quello che è iniziato lunedì 20 gennaio e si protrarrà fino al prossimo 30 aprile, in un vero e proprio amarcord del ciclismo eroico.

L’ingresso è gratuito su prenotazione alla mail [email protected]

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