
Sui trattamenti del Covid 19 ci sono importanti novità. Riassumendo i principali elementi, il primo presidio è l’ isolamento che sia in casa, in ospedale o in casa di riposo, poi l’utilizzo di farmaci che si sono mostrati potenzialmente attivi nella forma iniziale della malattia ovvero, Vitamina D, Idrossiclorochina e Zinco associate o meno ad antibiotico tipo Azitromicina per evitare il sovrapporsi di infezioni batteriche soprattutto se la persona è anziana.
In terapia ospedaliera, per situazioni più gravi, si arriva all’utilizzo di anticorpi monoclonali come il Tocilizumab, Eparina, Cortisonici oltre alla indispensabile assistenza ventilatoria.
Una novità importante è che oggi al San Raffaele inizia anche la sperimentazione di un nuovo farmaco, l’IVERMECTINA.
Il suo utilizzo è stato approvato in via sperimentale dall’AIFA, l’ente Italiano del farmaco. I ricercatori della Nova Zelanda hanno già dimostrato che nella sperimentazione in vitro il nuovo farmaco ha una grande potenzialità perché in grado di distruggere il 98% del virus in sole 48 ore. Adesso si ricerca la conferma clinica, si tratta di un farmaco da tempo usato contro la scabbia, i vermi ed altre malattie prodotte da parassiti la cui specifica modalità di azione è stata chiarita. Aumenta la concentrazione di cloro all’interno delle cellule che hanno specifici recettori, Covid 19 compreso. Questo fatto determina la paralisi e poi la morte del virus. Ora resta la rapida sperimentazione clinica autorizzata in Italia essendo uno dei paesi più colpiti.


