Il Vescovo Socche posa la prima pietra del nuovo Seminario (foto 1)

REGGIO EMILIA – Settant’anni or sono il vescovo Beniamino Socche deponeva la prima pietra del nuovo Seminario diocesano; al suo fianco aveva il rettore mons. Giuseppe Bonacini, che poi divenne vescovo di Bertinoro. Si trattava di un grande macigno proveniente dalla Valle del Secchia.

La cerimonia avvenne il 12 novembre 1950, come documenta la foto tratta dalla pubblicazione edita dal settimanale diocesano nel 2004 (foto 1).

Il nuovo vescovo dava così piena attuazione al progetto da lui delineato nella memorabile ”ispirata omelia” – come la definì il Bollettino Diocesano del giungo 1946 – pronunciata nel pontificale celebrato in piazza del Duomo per il suo memorabile ingresso in diocesi il 12 maggio 1946 (foto 2).

L’ingresso in diocesi del vescovo Socche, 12 maggio 1946 (foto 2)

Mons. Socche affermò: “Voi sapete che una grande impresa ci sta sommamente a cuore e da compiersi subito con la più stringente urgenza: il Seminario Diocesano in Città; ne abbiamo bisogno e non possiamo farne a meno; abbiamo già deciso di metterci all’opera perché Reggio abbia il suo grande Seminario quale si conviene ad una grande Diocesi”. Inoltre il presule annunciava l’inizio dei lavori per la costruzione della chiesa votiva di Regina Pacis nell’immediata periferia cittadina.

Il progetto del moderno edificio fu firmato dall’arch. Enea Manfredini e i lavori furono affidati all’impresa Benassi Pierino di Castellarano.

24 novembre 1954 – anno mariano – il vescovo Beniamino procede all’inaugurazione dell’edificio alla presenza del cardinale Giacomo Lercaro, dei presuli della regione, delle autorità (foto 3)

Si trattò di uno sforzo immane sotto il profilo finanziario che coinvolse sacerdoti e fedeli, ma nel giro di pochissimi anni la costruzione era conclusa. Infatti in occasione della festa di San Prospero, il 24 novembre 1954 – anno mariano – il vescovo Beniamino poteva procedere all’inaugurazione dell’edificio alla presenza del cardinale Giacomo Lercaro, dei presuli della regione, delle autorità. (foto 3 e 4).

24 novembre 1954 alcuni momenti dell’inaugurazione (foto 4)

Da allora il Seminario – voluto tenacemente dal vescovo Socche – ha curato la formazione di centinaia di sacerdoti sotto la guida di docenti di altissimo spessore – alcuni dei quali elevati alla porpora cardinalizia e alla dignità episcopale (foto 5, 6, 7).

Foto 5 Gruppo studenti nell’atrio del Seminario con vescovo Baroni giugno 1965
Foto 6 Gruppo di seconda media, estate 1964 nel cortile del Seminario con don don Luigi Guglielmi
Foto 7 Pranzo in refettorio 1965

Inoltre è stato sede di incontri, conferenze, corsi di formazione, assemblee di Azione Cattolica – a cui il vescovo Socche non mancava (foto 8 e 9).

Foto 9 Assemblea Azione Cattolica in Seminario
Foto 8 Il Vescovo Socche parla in aula magna del Seminario

Ora il grande edificio di viale Timavo 93 si avvia verso una nuova destinazione, quella di sede universitaria; ma resta pur sempre un centro di formazione in particolare per chi vuole dedicarsi all’impegnativo campo dell’educazione delle nuove generazioni.

Perché allora, una volta finiti i lavori, non intitolarlo al vescovo Beniamino Socche che ne è stato l’artefice e perpetuare così la memoria di un vescovo che in tempi difficilissimi sotto tutti i profili – la guerra era appena finita – volle e realizzò con grande coraggio e tenacia questa importante struttura?

Giuseppe Adriano Rossi

Referenze fotografiche: le foto 1,2,3,4, sono tratte dalla pubblicazione celebrativa edita nel 2004 dal settimanale diocesano “La Libertà”. Le foto 5,6,7,8,9 provengono dall’archivio privato dell’autore dell’articolo.