
La maturità 2020 “L’esame rappresenterà la conclusione di un percorso, questo deve tranquillizzare molto i ragazzi – assicura Azzolina – i loro professori (ricordiamo che la commissione sarà tutta interna) li conoscono, da cinque anni”.
Come si svolgerà dunque l’esame di stato? “Prima della pandemia i crediti curricolari erano 40; ho pensato che quel sistema non potesse restare così – continua la ministra – Voglio che venga valorizzato di più il percorso. Ho perciò deciso di invertire quel sistema: 60 crediti al curriculum dello studente, 40 all’orale”.

Come verrà calcolato il punteggio di partenza? “Sarà una riconversione delle vecchie tabelle proporzionata ai crediti ottenuti negli anni precedenti, nell’ultimo triennio”.
Cambiano anche le prove, con gli scritti cancellati e un orale più lungo. E con una novità: “Interverremo – sottolinea Azzolina – sulla possibilità di far partire gli studenti da un argomento sulle materie d’indirizzo, scelto assieme ai loro professori. Ma non sarà assolutamente una tesina”.
Sull’alternanza scuola lavoro i maturandi racconteranno la loro esperienza ma “Nella massima libertà, fin dove sono arrivati. Perché non tutti hanno concluso le ore previste”. Mentre su Cittadinanza e Costituzione, altro elemento entrato nell’orale dallo scorso anno la Ministra vorrebbe che “in qualche modo vi rientrasse anche il coronavirus. Vorrei che gli insegnanti ascoltassero quello che hanno da dire gli studenti su questo periodo, come cittadini”. Gli esami secondo il ministro si dovrebbero svolgere ‘dal vivo’: “Mai e poi mai metterei a rischio la loro vita. Tramite il comitato tecnico-scientifico possiamo portare gli studenti a farli in presenza”.
Nessun dubbio, invece, sulle date: si parte il 17 giugno, come previsto.

Sulla Maturità in queste settimane il dibattito è aperto e molto acceso. Una petizione lanciata online da un gruppo di studenti che vorrebbe annullarlo, ha raccolto migliaia di adesioni. “Ritengo sia un momento fondamentale nella vita di un ragazzo, – ha commentato la ministra – lo porta alla vita adulta, è un passaggio a una fase successiva (università, lavoro), meno protetta”. Provando a trovare uno spunto per convincere anche i più scettici: “Tra vent’anni non lo ricorderete come un qualsiasi esame. Sarete i ragazzi della Maturità 2020, quella svolta in un momento che andrà a finire sui libri di storia”.
Terza media e valutazioni finali, come funzioneranno
Sostanziosi cambiamenti in vista anche per gli esami di terza media: “A loro faremo preparare una tesina, poi ci sarà lo scrutinio finale. Niente orale”. Per tutti gli altri, invece, si avvicina il momento delle valutazioni di fine anno. Un altro aspetto su cui c’è ancora molta confusione. “A breve uscirà l’ordinanza sulla valutazione – assicura il Ministro – ma già ci sono delle regole ben precise. Gli insegnanti godranno di piena libertà, saranno loro a valutare gli studenti sulla base di quanto hanno potuto effettivamente fare durante quest’anno; mi fido ciecamente di loro. Gli studenti devono fare altrettanto, fidarsi dei loro docenti”.
E per chi dovrà recuperare eventuali lacune, come si organizzeranno le scuole? “Di base c’è che più si studia oggi meno si deve recuperare domani – prosegue Azzolina – sappiamo però che la didattica a distanza ha avuto un grande successo, ma non dappertutto. Ho dovuto pensare a chi ha avuto più difficoltà negli ultimi mesi. Ma le valutazioni si faranno. Chi avrà 8 è perché lo avrà meritato, chi avrà 4 dovrà recuperarlo. Ma più che concentrarci sul numero dobbiamo concentrarci sulle competenze acquisite o non acquisite. A partire dagli inizi di settembre dovranno essere recuperate quelle competenze che ancora non si possiedono, altrimenti per quegli studenti il prossimo anno potrebbe rivelarsi più difficile”.
Un bilancio sulla didattica a distanza
“Siamo partiti subito – racconta – perché quando è scoppiata l’emergenza la prima domanda che mi sono fatta da docente prima che da ministro è stata la seguente: cosa farei per evitare che i miei studenti restino soli, visto che non possono uscire da casa? Mi sono detta: Se gli studenti non possono andare a scuola è la scuola che deve andare da loro. Abbiamo dato tantissimi device ai ragazzi, abbiamo lavorato sulla connettività e stiamo ancora lavorando affinché nessuno rimanga indietro. Ovviamente la didattica a distanza non può sostituire quella in presenza, ma era l’unico modo per stare al fianco degli studenti”.
Rientro a settembre: “si deve assolutamente tornare”
Infine una prospettiva su settembre, quando in teoria dovrebbero riaprire le scuole: “Ci stiamo lavorando, il comitato di esperti mi sta dando una grande mano. A settembre – sottolinea la Ministra – si deve assolutamente ritornare. Stiamo pensando a diverse opzioni, spero nei prossimi giorni di dare maggiori dettagli. La scuola è uno dei primi pensieri non solo del ministro dell’Istruzione ma dell’intero governo. Vogliamo che si possa tornare nella massima sicurezza. Oggi non c’erano purtroppo le condizioni per farlo. Ma a settembre noi vogliamo risentire il suono delle campanelle nelle nostre aule”.


