REGGIO EMILIA – Domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, torna L’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC. Per la prima volta dal 1984, le piantine di azalea, simbolo della ricerca sui tumori delle donne, non coloreranno le piazze delle città e saranno disponibili esclusivamente online – info su airc.it – a fronte di una donazione di 15 euro. Una scelta doverosa per tutelare la salute di volontari e sostenitori della Fondazione dai rischi dell’emergenza Covid-19. Una scelta necessaria che porta con sé un messaggio ancora più forte sull’urgenza di garantire continuità alla ricerca oncologica, cardine del futuro della nostra salute.

Tiziana Conti, coordinatrice dei volontari sulle piazze di Reggio Emilia, ci spiega come è stata ripensata quest’anno la vendita delle Azalee della ricerca, appuntamento importante per l’ente di ricerca.

Cosa vuol dire per l’AIRC il mancato appuntamento con la tradizionale vendita di azalee in occasione della festa della mamma?

“La manifestazione dell’Azalea della Ricerca è la più importante  per AIRC – spiega Tiziana Conti – e quest’anno per la prima volta in 36 anni le azalee non coloreranno le 3700 piazze italiane!

Questo è un appuntamento storico, atteso e puntualmente onorato dai sostenitori di AIRC, perciò la distribuzione avverrà comunque ma con una modalità speciale ricevendo a casa l’azalea per la festa della mamma.

I reggiani hanno sempre dimostrato grande generosità nei confronti degli enti benefici e nelle iniziative di solidarietà. Come ha risposto negli anni la città in occasione della vendita delle azalee?

La risposta dei reggiani a questo evento  è sempre stata generosa. Sono sempre stati presenti a migliaia nelle 36 piazze tra città e provincia e spero che, seppure con modalità diversa, rispondano allo stesso modo con un regalo alle mamme che mai come quest’anno assume un significato ancora più importante, in quanto contributo alla ricerca, cardine del futuro della nostra salute.

Quanto ha significato in termini di fondi la vendita delle azalee per la ricerca in questi 36 anni?

L’Azalea, oltre a essere un regalo speciale per le mamme e per le donne, è diventata nel corso del tempo una preziosa alleata per i ricercatori AIRC: più di 270 milioni di euro sono infatti stati raccolti in 36 anni attraverso la sua distribuzione e hanno dato continuità al lavoro dei migliori scienziati impegnati nello studio dei tumori che colpiscono le donne per sviluppare diagnosi sempre più precoci e terapie personalizzate, più efficaci e meglio tollerate. Un impegno straordinario per contrastare tutte le forme tumorali che solamente lo scorso anno in Italia hanno colpito circa 175.000 donne.

Si potranno ugualmente acquistare le azalee? In che modo?

E’ stato necessario sostituire la piazza con la distribuzione a casa: in collaborazione con Amazon e con il contributo di Banco BPM le azalee si potranno ordinare e acquistare prenotandole su Amazon.it. o su lafestadellamamma.it a fronte di un contributo di 15 euro e verranno consegnate gratuitamente a casa.

Oltre all’acquisto delle azalee, come è possibile sostenere AIRC ?

È possibile garantire continuità al lavoro dei ricercatori anche con una DONAZIONE

  • con tutte le carte di credito su airc.it o chiamando un operatore AIRC al numero verde 800 350 350 (attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 19.30)
  • chiamando il 4 5 5 2 1 da telefono fisso per donare 5 o 10 euro o inviando al 4 5 5 2 1 uno o più SMS del valore di 2 euro (Fino al 31 agosto dona 2 euro con un SMS al 45521 dal tuo cellulare personale Wind Tre, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali oppure chiama il 45521 per donare da telefono fisso 5 euro con TWT, Convergenze e PosteMobile, oppure 5 o 10 euro con TIM, Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Tiscali)
  • Banco BPM con bonifico bancario IT63R0503401633000000007226, per i clienti presso tutti gli sportelli bancomat abilitati e attraverso home banking.

TUMORI L’importanza della ricerca

“C’è una sola forza più forte del cancro: – si legge sul sito della Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro –  le migliaia di sostenitori e volontari AIRC. Ogni giorno tanti piccoli grandi gesti che alimentano la ricerca rendendo il cancro sempre più curabile”.

Chi può testimoniare in prima persona l’importanza della ricerca nella lotta al cancro è la dott. Alessia Ciarrocchi, biologa e coordinatrice del Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’ASMN di Reggio Emilia, che ha spiegato a Stampa Reggiana alcuni dati della ricerca sui tumori.

Dott.ssa Ciarrocchi, il Laboratorio di Ricerca Traslazionale, da lei diretto è una realtà importante nel nostro panorama scientifico. Può spiegarci qual è l’ambito principale della vostra attività di ricerca?

Ricerca Traslazionale è un termine un po’ cacofonico che però indica un settore di ricerca molto specifico. Traslare significa muovere qualcosa da una un punto ad un altro. Nel nostro caso, la nostra ricerca ha l’obiettivo di trasferire nella maniera più efficace e più rapida possibile le scoperte che facciamo ,dal laboratorio ai pazienti oncologici al fine di migliorare le terapie, gli strumenti diagnostici e quelli per la prognosi. Nello specifico tutti i nostri progetti si occupano del genoma e della sua funzione nei tumori.

Voi vi occupate di ‘genoma’, può spiegarci brevemente di cosa si tratta?

Il nostro DNA (genoma) è una lunghissima sequenza di lettere che nel corso della vita deve essere copiato più e più volte. Può succedere che durante questo processo di copiatura si facciano errori, come ci capita ad esempio quando copiamo un testo. Se questi errori non vengono corretti è possibile che si alterino funzioni importanti e che le cellule comincino a comportarsi in maniera anomala dando origine a malattie fra cui i tumori.

Il tumore è una malattia del genoma. Per questo studiarlo ci permette da un lato di capire meglio la malattia dall’altro di proporre soluzioni più efficaci

Come hanno cambiato l’approccio alle cure oncologiche gli studi sul genoma?

Radicalmente. Sentiamo parlare quotidianamente di farmaci a bersaglio molecolare diretti contro vari tipi di tumore. Beh, questi farmaci sono stati sviluppati proprio partendo dalle informazioni che abbiamo ottenuto nel corso di questi anni dallo studio del genoma. Non solo, da queste ricerche sono stati sviluppati tantissimi strumenti per la categorizzazione dei pazienti sulla base del rischio.

Lo studio del genoma è quello che ci consente di attuare una medicina sempre più mirata sulle reali esigenze del paziente 

L’AIRC negli ultimi anni ha finanziato alcuni progetti importanti, su cosa vi state concentrando in questo momento?

Il nostro laboratorio ha un debito di riconoscenza grosso verso AIRC che oramai dal 2011 supporta costantemente la nostra attività di ricerca. Attualmente, i progetti sostenuti da AIRC nel nostro laboratorio parlano al femminile, non solo perché le ricercatrici che li stanno eseguendo sono quasi esclusivamente donne ma perché si occupano di tumori a prevalenza femminile come il tumore della tiroide e quello del seno. Dallo scorso anno inoltre AIRC sostiene una delle nostre giovani ricercatrici con una borsa di studio volta ad investigare un nuovo tipo di linfoma che sembra essere connesso all’impianto delle protesi in silicone al seno. Insomma, per noi l’azalea dell’AIRC ha un significato molto speciale.

E’ essenziale che la gente riesca a cogliere il ruolo primario della ricerca nell’obiettivo di ‘rendere il cancro sempre più curabile’.

Mai come ora nella storia contemporanea il senso del nostro lavoro di ricerca è stato così chiaro. Nel corso dell’emergenza sanitaria dovuta al COVID19 la ricerca è stata percepita dalle persone come l’unica speranza di trovare soluzioni per salvaguardare le nostre vite. Ecco questo è il senso del nostro lavoro sempre, migliorare le conoscenze per avere strumenti più numerosi ed efficaci contro le malattie. Nel caso dei tumori che sono malattie estremamente complesse e in costante evoluzione avere più alternative nelle terapie è l’unica strategia vincente. Per cui abbiamo bisogno di conoscere, di ricercare di più per poterlo fare. Oggi più che mai sostenere la ricerca è il migliore investimento sul futuro che si possa immaginare.  “

Quanto sono importanti campagne di raccolta fondi come quelle dell’Airc per finanziare la ricerca scientifica in ambito oncologico, ma anche per sensibilizzare la comunità in questo senso?

AIRC svolge un enorme servizio in entrambe i sensi.

Una parte consistente della ricerca oncologica in Italia è sostenuta dai finanziamenti AIRC. Questi finanziamenti non solo permettono la realizzazione di numerosi progetti di ricerca ma consentono anche a moltissimi ricercatori italiani di poter svolgere il loro lavoro nel nostro paese. La scommessa che AIRC fa sulle idee di ciascuno di noi è l’occasione di trattenere in Italia le migliori idee di ricerca e farle fiorire nei laboratori sul territorio nazionale.

Ma AIRC svolge una funzione fondamentale anche relativamente all’educazione delle persone su questi temi. Le persone si informano sui tumori attraverso le campagne AIRC. Inoltre, attraverso la narrazione positiva della ricerca, AIRC colma la distanza che troppo spesso si crea fra le persone e gli scienziati. Questa distanza non esiste, noi lavoriamo per le persone con l’aiuto delle persone. E il lavoro di AIRC è fondamentale nella costruzione di questa alleanza fra la ricerca e la comunità.