Le autorità in piazza della Vittoria questa mattina (Foto Artioli)

REGGIO EMILIA – La Filarmonica Città del Tricolore ha accompagnato la cerimonia dell’Alzabandiera in occasione delle celebrazioni per il 74° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.

Le autorità si sono ritrovate questa mattina alle ore 10 in Piazza della Vittoria, in presenza ma distanti e con la mascherina, per rispettare le norme di sicurezza.

Quest’anno più che mai, dopo i difficili mesi caratterizzati dall’emergenza Coronavirus, la festa della Repubblica è occasione per ritrovare i valori che hanno aiutato il paese a uscire dalla guerra per ripartire.

Dopo la lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella,  sono seguiti gli interventi del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, del presidente della Provincia Giorgio Zanni e del prefetto Maria Forte.

Foto Artioli

“Dopo anni in cui si era percepito un allontanamento dei cittadini dalle istituzioni, abbiamo assistito, nelle fasi drammatiche della pandemia, a un ritorno delle istituzioni quali riferimenti dei cittadini. – ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, intervenendo alla Celebrazione del 74° anniversario della Repubblica, in piazza della Vittoria – Non disperdiamo il patrimonio di valori, maturità, civiltà, riposto nella nostra Repubblica, nella nostra Costituzione e consolidato da noi in tempi così difficili. Quel patrimonio serve soprattutto adesso, va investito ora, perché il tempo presente è – come lo fu il secondo Dopoguerra – quello della ricostruzione: è il tempo di un Patto ricostruttivo per la comunità e non può che fondarsi su quello stesso spirito di comunità che ha tenuto insieme Reggio Emilia e tutta la comunità nazionale”.

Oggi la bellezza convive con il dolore. La bellezza di poter celebrare insieme la Festa della nostra Repubblica – ha proseguito il sindaco – si associa al doloroso e commosso ricordo dei nostri concittadini, poco meno di 600, che hanno perso la vita nella pandemia; la nostra vicinanza e cordoglio vanno alle loro famiglie. Eppure il binomio bellezza-dolore non stona, perché Repubblica significa Costituzione e Costituzione significa unità e comunità, capacità di affrontare insieme le prove e di trovare insieme le vie d’uscita. E questo è accaduto, ed accade ancora oggi, in questa dura esperienza.

“La pandemia ci ha messo di fronte a nuove prospettive, nuove e urgenti necessità di adattamento e nello stesso tempo ci ha riportato all’attenzione valori, modi di essere, dignità e necessità di cura che appartengono a coloro che vivono in una comunità nazionale basata sulla Repubblica e sulla Costituzione – ha aggiunto il sindaco – Penso alle fragilità, alle marginalità vecchie e nuove, che si sono poste ai nostri occhi e alle nostre coscienze: le abbiamo viste molto chiaramente, anche perché nella drammaticità della situazione abbiamo avuto il tempo, siamo stati in qualche modo ‘costretti’ a rallentare, a fermarci, a riflettere e guardarci intorno più di quanto prima facessimo.

“Nuova consapevolezza ha ottenuto per noi il valore inestimabile della libertà, certo fortemente limitata e proprio per questo ancora più apprezzata e amata; però una libertà non solitaria, ma saldamente legata alla responsabilità. Il senso di responsabilità, di autodisciplina personale e collettiva, sono stati determinanti per contenere il virus pandemico nei mesi trascorsi e lo saranno in quelli che verranno. Il senso delle regole – ha concluso il sindaco – ha consentito di affrontare i momenti più duri e drammatici. La nostra comunità ne ha dato prova ed è chiamata a proseguire su questa strada. Un approccio responsabile e coeso, oltre alla salute, tutela la libertà, che è il primo elemento dell’essere non sudditi ma cittadini liberi della Repubblica”.