Nico Giberti, sindaco di Albinea

Lo scorso 29 maggio il sindaco Nico Giberti ha firmato due ordinanze con indicazioni da rispettare nei giorni di giovedì, venerdì, sabato, domenica, nei prefestivi e nei festivi infrasettimanali, dalle 19 alle 6, dalla data di emanazione e fino alla fine dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Le prescrizioni dell’ordinanza numero 15 riguardano il tratto di Via Caduti della Libertà, compreso tra via via Leopardi/via da Vinci e Piazza Cavicchioni e tutta via Crocioni.

Nel documento si vieta a tutte le attività artigianali, commerciali, ai pubblici esercizi di somministrazione di cibi o bevande, la cessione per asporto di bevande, alcoliche e analcoliche, in ogni forma, cedute dietro corrispettivo o gratuitamente, insieme o separate dagli alimenti. Questo per evitare la permanenza dei clienti negli spazi vicini alle attività e sulle strade.

Viene invece consentita la vendita per asporto di alimenti solidi soltanto in idonei contenitori monouso, accuratamente chiusi e quella per asporto di gelati in coni o coppette.

Le prescrizioni dell’ordinanza numero 16 riguardano l’obbligo di indossare correttamente le mascherine dalle 19 alle 6 di giovedì, venerdì, sabato, domenica, dei prefestivi e dei festivi infrasettimanali in via Vittorio Emanuele II (tra la rotonda con la sp21/37 e piazza Cavicchioni), in via Crocioni, in piazza Cavicchioni, in via Caduti della Libertà (tra via Buonarroti e piazza Cavicchioni), in via Morandi e in via Garibaldi Sp63 (tra piazza Cavicchioni e via Da Vinci). Inoltre l’obbligo si estende all’interno dei locali e nelle aree di pertinenza, anche private, delle attività commerciali, artigianali e dei pubblici esercizi di somministrazione di cibi e bevande che si affacciano sulle strade e sulle piazze sopra citate.

L’eccezione riguarda i casi in cui l’uso del dispositivo di protezione sia materialmente incompatibile con esigenze personali del momento come bere, mangiare e fumare. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nelle due ordinanze le multe andranno da 400 a mille euro, con la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni.