di Domizia Dalia

Tra il 18 e il 21 maggio prime ripartenza in ambito culturale. Palazzo dei Musei, Galleria Parmeggiani e Museo del Tricolore saranno tra i primi ad aprire le porte seguendo le linee guida ministeriali e regionali adottate per superare l’emergenza Covid19. Un primo passo che insieme alla riapertura delle biblioteche – sia la Panizzi sia quelle decentrate – e ai diversi progetti legati ad eventi, cinema e spettacoli rianimeranno non solo il centro, ma anche i singoli quartieri. Un progetto globale di non semplice organizzazione visto che come sottolinea l’assessore alla cultura Annalisa Rabitti “ogni giorno assistiamo al cambiamento dello scenario a cui noi dobbiamo adattarci. Dare notizie e certezze in questa condizione è impossibile. Ma noi saremo flessibili e cercheremo di esserci, di dare risposte ai cittadini tenendo un punto fermo ossia che la priorità sia la tutela della salute delle persone”. Proprio l’assessore racconta tutti i dettagli e le novità di questa Fase 2.

Assessore Rabitti, avete già messo in pratica le direttive che renderanno possibili la ripartenza di tutte o di alcune attività culturali?

Il compito della pubblica amministrazione è proprio quello di definire una strategia per il periodo definito “Fase 2”, che sarà caratterizzata da un sostanziale cambiamento degli stili di vita dei cittadini e dell’organizzazione della città, dovuti a distanziamenti e precauzioni necessari per fronteggiare una eventuale nuova ondata di coronavirus. Si pone quindi la necessità di far ripartire le attività culturali necessarie a nutrire la mente di bellezza, arte, danza, musica, teatro, cinema e necessarie anche per garantire il lavoro agli operatori della cultura. Siamo però al contempo in attesa di direttive ministeriali e regionali che prevalgono rispetto alla norma locale. Vista l’attuale stato di incertezza e la necessità abbiamo già iniziato a pensare alla ripartenza, con i nostri istituti culturali, Fondazioni e soggetti convenzionati aprendo un confronto realistico sulla ripresa delle attività con l’idea di sviluppare una riflessione su un doppio arco di tempo: una progettualità fino alla fine del 2020 e una sul 2021 di rilancio delle attività.

Questo perché siamo consapevoli che nel momento di ripresa e rilancio della vita economica, l’iniziativa culturale avrà un compito molto più impegnativo e di maggior responsabilità: rilanciare la socialità, l’attrattività dei territori, l’impatto economico.

La cultura e lo spettacolo saranno un punto centrale del rinnovato piano strategico della città che andremo a definire. L’emergenza determinata dal coronavirus produce una contemporaneità diversa, nuova, inaspettata, connotata da una dimensione di intimità a cui non eravamo abituati, un’ intimità talvolta preziosa, talvolta angosciante.

La città, in questa fase due, cerca gradualmente di tornare alla normalità. I cittadini sono ansiosi di sapere quali saranno le attività culturali prossime alla riapertura, ma soprattutto quali saranno le modalità di accesso del pubblico?

Riapriremo il Palazzo dei musei, la Galleria Parmeggiani, il Museo del Tricolore dal 19 maggio – in quanto il lunedì è giorno di chiusura – con l’orario ordinario. Il sabato pomeriggio sarà fruibile anche il Museo della Psichiatria al Padiglione Lombroso del San Lazzaro. Sulle modalità di accesso del pubblico ci atterremo alle linee guida del Ministero dei beni culturali e di quelle specifiche della Regione relative all’apertura dei musei, che pensiamo affini a quelle già attualmente in vigore per gli spazi pubblici al chiuso che comprendono i presidi, l’uso di mascherine, il distanziamento per l’accesso dei visitatori e una valutazione della capienza dei singoli spazi, per una riapertura graduale e contingentata.

La Biblioteca delle Arti effettuerà solo il prestito, e non potrà essere utilizzata come sala studio. Nel rispetto del distanziamento, della capienza degli spazi e delle linee guida ministeriali e regionali adottate per superare l’emergenza, il Museo sarà al fianco dei suoi cittadini per vivere insieme questa lunga estate. Parchi e giardini saranno la cornice per piccoli momenti musicali e teatrali, proiezioni o laboratori rivolti a tutti e per tutti. I chiostri di San Pietro poi riapriranno, dopo lo smontaggio delle mostre che sono state interrotte, per consentire la fruizione di questo splendido complesso monumentale. Tutte le informazioni saranno presenti nel sito dei musei.

Una certezza sarà la riapertura delle biblioteche. Il cittadino come potrà accedere in sicurezza?

La Biblioteca Panizzi e le Biblioteche decentrate (Rosta Nuova, Ospizio, San Pellegrino, Santa Croce) dovrebbero riaprire le loro sedi dal prossimo 18 maggio. L’obiettivo prioritario è che dipendenti e frequentatori di questi luoghi pubblici possano accedere e permanere in condizioni di sicurezza sanitaria, con adeguata possibilità di distanziamento fra persone e sanificazione di oggetti e spazi.

Se per motivi di causa maggiore non si  dovesse riuscire per  il 18,  ma il 20 o il 21 maggio, sarà per assicurare tali condizioni. Non è e non sarà semplice. Le nostre biblioteche sono un sistema molto complesso, abbiamo circa 2.000 accessi al giorno e un centinaio di dipendenti. Verificate le condizioni, la riapertura sarà limitata alla sola attività di prestito di libri e dvd – solo su prenotazione – e restituzione. Resteranno quindi sospesi, per il momento, i servizi di consultazione, lettura e studio, cioè quelle attività che prevedono, oltre a una significativa affluenza, anche una prolungata permanenza nelle Biblioteche Panizzi e decentrate.

Si prevede che il prestito dei libri sarà effettuato ‘su appuntamento’, cioè con prenotazione degli orari di consegna e ritiro dei volumi, per evitare assembramenti.

Quindi prima di recarsi in biblioteca (sia in Panizzi che nelle decentrate) occorrerà contattare la propria biblioteca di riferimento. Per la Biblioteca Panizzi, l’ingresso sarà da via Farini, mentre l’uscita sarà dal portone laterale su via Malta, per evitare contatti fra le persone. Nel rispetto delle disposizioni vigenti sarà possibile accedere in biblioteca esclusivamente con mascherina. I libri prestati e restituiti, prima di tornare in circolazione saranno ‘messi in quarantena’, cioè sosteranno in punti predefiniti di ‘decantazione’: un libro non può diventare fonte di contagio. Siamo convinti che queste riaperture siano fondamentali perché vorremmo che la cultura uscisse dai confini del web alla quale è stata obbligata in questi mesi. Le biblioteche hanno anche un ruolo ‘fisico’ importantissimo, e non dobbiamo sottovalutare il valore di un libro, inteso come oggetto tangibile, ciò vale in particolar modo per i bambini e anziani, che hanno bisogno anche di recuperare contatto con il materiale.

Purtroppo molti eventi sono stati annullati, riuscirete a salvarne qualcuno?

Il comparto culturale e creativo è stato fra i primi a essere colpito dalle misure; i primi a chiudere assieme alle scuole sono stati cinema, teatri e locali. È forte la consapevolezza che proprio questo comparto sarà uno di quelli che più a lungo subiranno gli effetti della crisi o ne saranno trasformati in maniera permanente.

Le conseguenze del ‘lockdown’ a livello cittadino sono state evidenti: concerti, spettacoli, corsi e laboratori cancellati, cinema e musei chiusi, mostre sospese, produzioni interrotte. Come sappiamo, alcuni soggetti hanno reagito rendendo il patrimonio culturale e le proprie attività parzialmente accessibili attraverso piattaforme digitali, ma per la maggior parte del settore il danno è enorme. Ad ogni livello istituzionale, locale, regionale e nazionale, si sta discutendo delle conseguenze economiche causate dalla situazione.

Per l’estate stiamo creando le condizioni per le riaperture graduali degli spazi culturali che tengano conto delle necessità di distanziamento, riorganizzando le condizioni per l’accesso e la permanenza al chiuso e per programmare alcune attività tenuto conto delle condizioni straordinarie in cui ci troviamo. Le aperture dei teatri, della Fondazione nazionale della danza e del cinema Rosebud in relazione alla normativa di sicurezza sono previste in autunno e con  norme stringenti.

I Teatri e la Fondazione nazionale della danza ad esempio stanno valutando la  fase di riapertura delle sale al pubblico con limitazioni (settembre-dicembre 2020), immaginando un periodo di possibile sospensione della programmazione ordinaria attualmente già programmata  in cui  le proposte assumono un carattere extra-ordinario. Si pensa anche alla realizzazione di prodotti artistici creati appositamente per la fruizione digitale, sia per la fase intermedia della chiusura al pubblico (eventi/spettacoli in diretta streaming, incontri virtuali in diretta streaming con artisti, produzioni video, ecc.), sia nella fase di riavvio (contenuti extra sugli spettacoli, dietro le quinte del teatro, ecc.)  e a sviluppare progetti di didattica/formazione artistica digitale.

Gli spazi all’aperto saranno sicuramente i grandi favoriti. Ciò non toglie che anche in questi bisognerà garantire la sicurezza. State valutando anche la possibilità di portare spettacoli ed eventi nei quartieri. In che modo?

Si stiamo progettando attività che siano indirizzate a ripensare gli spazi pubblici, aperti, rimettendo al centro i quartieri, gli spazi verdi, creando un nuovo modo di stare assieme e di fruire gli eventi, senza dimenticare il centro storico. Attività diffuse sul territorio rivolte alla comunità e che adottino nuove soluzioni rispetto alla loro fruizione in relazione alla sicurezza e al distanziamento. Pensiamo a momenti di intrattenimento adatti alle fasce preserali e serali, cinema diffuso, micro-eventi, mostre open air e coinvolgimento dei cittadini. Anche in questi casi occorrerà capire quali saranno gli indirizzi delle norme di sicurezza e distanziamento sociale adottati a livello statale e regionale per queste tipologie di eventi. Queste attività potrebbero essere fruite con modalità diverse. È molto interessante ad esempio il Bike-In, una specie di Drive-In in bicicletta. Una modalità green che consente il distanziamento sociale e smart in quanto permette di immergersi completamente nell’evento con un’esperienza personalizzata e condivisa. 

Cinema all’aperto. Se il distanziamento diminuirà il numero di persone che potranno accedere, bisognerà studiare un modo per rendere l’attività sostenibile…

Il cinema ci sarà anche quest’anno all’arena Stalloni in gestione ad Arci Nuova associazione. Non posso ancora confermare se si aprirà a inizio giugno, ma si aprirà. Il cinema nell’arena è un appuntamento molto atteso dalla comunità reggiana e crediamo che quest’anno lo sarà ancora di più. L’ arena, che ha due requisiti fondamentali: la grande capienza e il fatto di essere all’aria aperta, sarà realizzata a capienza ridotta. Con i gestori stiamo valutando tutte le strade per consentire la fruizione delle proiezioni in sicurezza, ma siamo in attesa di direttive. Le regole saranno ferree. Nell’arena si potrebbe anche svolgere la rassegna del Cinema in piazza, fulcro del cartellone di Restate, nel caso non si riesca a realizzare in piazza Prampolini.

Ci sono altre novità?

Stiamo lavorando per confermare due importanti mostre fotografiche a cura della fondazione Palazzo Magnani in autunno e vorremmo tenere anche “Aspettando internazionale kids”, sorta di anticipazione di Internazionale kids, festival dell’omonimo mensile, che spiega a bambine e bambini i grandi temi dell’attualità che doveva svolgersi a giugno a Reggio Emilia  nel  2020 in attesa di avere la vera e propria versione nel 2021.

Inoltre andrà ridefinito il progetto “Reggio per Emilia 2020” interrotto a seguito del rinvio al 2021 del programma di Parma capitale della cultura.

In questo periodo di lockdown quali sono state le iniziative adottate per tamponare la carenza di eventi in ambito culturale?

Fino ad ora abbiamo reagito al distanziamento e al blocco di tutte le attività e chiusura dei luoghi deputati alla cultura trasferendo i contenuti culturali dalla forma fisica a quella digitale, dando vita come amministrazione al portale “Eventi a casa tua” incluso nel portale eventi del comune. Arte, fotografia, letteratura, cinema, architettura, danza, musica, teatro, storia e bambini sono le categorie in cui rientrano i contributi che giornalmente vengono pubblicati affiancati da una sezione collaterale aperta e partecipativa.

Credo sia un bel progetto, ed è stato un modo per resistere a un momento così difficile e andare nelle case delle persone. Bella la risposta del pubblico, ma ancor di più degli operatori della cultura che hanno inviato materiali interessanti, collaborando con noi settimanalmente. Bella la risposta dello staff del comune che si è reinventato, messo in discussione e ha lavorato tantissimo e con entusiasmo.

Abbiamo “reagito” alla sospensione delle attività a cui stavamo lavorando con passione e ci siamo impegnati a produrre contenuti digitali, ma siamo convinti che non possa essere solo questa la strada, anzi ci pare piena di rischi.

È come se dicessimo che “cambiando” il contenitore abbiamo risolto il problema, ma sappiamo che fruire la cultura dal web non equivale a tenerla aperta. Il balzo in avanti di contenuti nel web è tuttavia positivo e non sarà da abbandonare quando torneremo ad incontrarci.