REGGIO EMILIA – Sabato 13 giugno, agli Orti di Santa Chiara dello Spazio Gerra, sono state premiate con il conferimento del Primo Tricolore le tre “Reggiane per esempio” che si sono distinte per l’impegno a favore delle comunità locale. Le vincitrici sono Mariam Ouhiya, Graziella Primoli Forte e Olga Riccò: a loro si aggiunge, con una menzione speciale, Khadija Lamami. Le donne sono state candidate da associazioni di genere del territorio nell’ambito scelto dalla Amministrazione comunale: Impegno sociale e solidarietà pace/diritti umani.

Il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi
Elly Schlein

A premiare le “Reggiane per esempio” sono stati il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, la vicepresidente della Regione Emilia- Romagna e assessora al contrasto alle disuguaglianze e transizione ecologica Elly Schlein e le assessore alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti, all’Ambiente Carlotta Bonvicini e a Sport ed Educazione Raffaella Curioni. La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sul profilo facebook del Comune di Reggio Emilia.

Annalisa Rabitti

“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale della società’: ad affermarlo era Rita Levi Montalcini, una grande scienziata che si è sempre espressa a favore della donna nella società – ha detto l’assessora alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti – Oggi abbiamo premiato donne di intelligenza brillante e versatile, che si sono distinte per l’impegno sociale e per la loro generosità nei confronti degli altri. Una generosità spesso silenziosa, un impegno quotidiano, un modo di essere profondamente parte di una società. Con grande orgoglio come donna e come assessora assegno questi premi, pensando che siano riconoscimenti dati alla parte più bella della nostra città. L’impegno delle donne è sempre stato fondamentale per la storia di Reggio Emilia e di questo non dobbiamo mai scordarci. C’è ancora bisogno oggi di parlare del femminile, di parlare al femminile, di parlare di emancipazione e accendere fari sullo sguardo di noi donne”.

LE VINCITRICI – Le candidature pervenute – due per la sezione under 40, Diana Bota e Mariam Ouhiya, e sette quelle per la sezione over 40: Graziella Primoli, Carla Tromellini, Mariachiara Alessandra Visconti, Bruna Ganapini, Olga Riccò, Irene Capitani e Khadija Lamami – sono state valutate da una Commissione composta dall’assessora alle Pari opportunità Annalisa Rabitti, dalle rappresentanti delle associazioni femminili di Reggio Emilia e dai delegati di associazioni di rappresentanza che operano negli ambiti di appartenenza delle sezioni delle candidate.

La premiazione di Mariam Ouhiya

Per l’ambito impegno sociale e solidarietà pace/diritti umani under 40 è stata premiata Mariam Ouhiya “per l’impegno e la professionalità dimostrate a favore della comunità reggiana, per il lavoro quotidiano di fiducia e di stima nonché per la sua capacità di fare squadra, lavorando con competenza, rigore, passione e fantasia. È portatrice di due culture, quella araba e quella italiana e in entrambe riesce ad evidenziare le uguaglianze per costruire coesione fra mondi distanti ma vicini. È positiva e propositiva in ogni contesto, tutto questo per favorire l’integrazione e far crescere una cittadinanza consapevole ed attiva soprattutto nelle persone più deboli”. Nata nel 1985,mediatrice, insegnante di lingua italiana per stranieri, da cinque anni lavora con la associazione Filef in modo collaborativo, il rapporto con l’associazione è fatto di lavoro quotidiano, di fiducia , di stima reciproca, in un clima sereno e produttivo. Nel corso degli anni è stata sempre una risorsa preziosa ed è diventata punto di riferimento per volontari ed utenti.

La premiazione di Graziella Primoli Forte

Nell’ambito impegno sociale e solidarietà pace/diritti umani over 40 è stata premiata Graziella Primoli Forte “per aver dedicato la propria vita al servizio della comunità e dei più poveri. Per la sua amabilità e dedizione per l’altro e verso l’altro. Ha da sempre svolto servizi caritativi insieme alla sua famiglia, dalla mensa Caritas, all’armadio del povero per i carcerati mettendo sempre al centro non il solo aiuto materiale ma la relazione vera con l’altro che da sempre la spinge a compiere azioni di solidarietà totalmente gratuiti, senza mai cercare le luci della ribalta”.Nata nel 1938, ha dedicato la propria vita al servizio della comunità e dei più poveri. Ha da sempre svolto azioni di volontariato insieme alla sua famiglia, dalla mensa Caritas all’Armadio del povero per i detenuti. Nella sua attività più che cinquantennale, e che dura tutt’ora ha coinvolto diverse centinaia di giovani e adulti che hanno potuto avvicinarsi al sevizio, al volontariato , alle situazioni di povertà e disagio. Il marito Luciano Forte era segretario della Caritas reggiana. Quando ha compiuto 80 anni, ha chiesto in regalo una bicicletta per raggiungere più velocemente le persone che hanno bisogno.

La premiazione di Olga Riccò

Per l’ambito impegno sociale e solidarietà pace/diritti umani over 40, è stata premiata Olga Riccò “Per aver dato forma concreta e quotidiana alla solidarietà internazionale con abnegazione e volontà di accompagnare il territorio in nuove e innovative forme di cooperazione internazionale che hanno toccato gli ambiti delle politiche sociali, educative, culturali ed economiche. A discapito della propria incolumità accetta di aprire la sua dimora e farla diventare un luogo di rifugio per molti combattenti della libertà del Mozambico, del Sudafrica e della Namibia. Per aver fatto prevalere nella sua azione anche l’aspetto informale della solidarietà, facendo diventare Reggio Emilia una casa sicura per tutti i popoli dell’Africa Australe e facendo conoscere la città di Reggio Emilia in paesi lontani come capitale della solidarietà italiana”. Nata nel 1935, cuoca delle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia, nel 1972 ha accolto a Reggio Emilia il figlio di Samora Machel, all’epoca leader del movimento di liberazione del Mozambico. A discapito della propria incolumità, accettò di aprire la sua casa e farla diventare un luogo di rifugio per molti combattenti della libertà del Mozambico, del Sudafrica e della Namibia. Nel corso degli anni è stata volontaria del Comitato nazionale di solidarietà con l’Africa Australe che aveva sede a Reggio Emilia e supportava tutte le attività di accoglienza e cura dei popoli africani.

La premiazione di Khadija Lamami

MENZIONE – La Commissione ha deciso di attribuire una menzione speciale per l’ambito impegno sociale e solidarietà pace/diritti umani over 40 conferitaa Khadija Lamami “ poiché rappresenta una voce originale e nuova nell’ambito della solidarietà, della pace e dei diritti umani. L’impegno sociale l’ha sempre contraddistinta. Ha dato vita con tante energie e passione, insieme alla Associazione Casa d’Altri, ad un progetto di rigenerazione urbana in un quartiere difficile della città, il caffè letterario Binario49, per riportare fiducia e cultura. Kadija sa essere una portatrice coerente di valori solidaristici, nell’ambito della pace e dei diritti umani”.

Nata nel 1979, marocchina di nascita e italiana di adozione, vicepresidente, animatrice e volontaria di Binario 49, un caffè letterario, un progetto di rigenerazione urbana in via Turri, nel quartiere della Stazione. Mediatrice culturale, una delle sue esperienze più significative vissute è stata quella di volontaria della Caritas diocesana di Palermo nell’ambito della operazione ‘Mare Nostrum’.

Sul sito del comune di Reggio Emilia, all’interno della sezione Pari opportunità, è presente un’aerea dedicata alle precedenti edizioni de “ Le reggiane per esempio” dove è possibile consultare la memoria storica del premio, dalla prima edizione del 2010 ad oggi.