di Nicola Zinelli

REGGIO EMILIA – È il giorno della finale playoff. È il giorno di Reggio Audace – Bari. La partita che vale la serie B. Siamo arrivati all’appuntamento finale, quello per cui i granata hanno lavorato alacremente da quando siamo entrati nella fase 2. È l’appuntamento che la città di Reggio attende da 21 anni. Infatti l’ultima apparizione della squadra della nostra città in serie B è datata 13 giugno 1999. Poi solo serie C, qualche anno in C2 e tante delusioni, tra cui due fallimenti. Ora la Reggio Audace si presenta all’appuntamento con la storia forte di una società solida, sia economicamente sia a livello di dirigenti, e con una squadra che sta dimostrando tutta il suo valore.

Alvini ha il grande merito di aver creato un gruppo composto da giocatori motivati e molto validi umanamente e tecnicamente. Inoltre lo spartito creato dal tecnico di Fucecchio è di alto livello. La Reggio Audace ha un gioco corale che può mettere in difficoltà chiunque. Inoltre, i nostri stanno dimostrando di saper soffrire quando gli avversari attaccano in massa. E lo si è visto in questi due turni di playoff quando i granata sono stati messi all’angolo dal forcing degli avversari: i nostri non si sono disuniti, anzi sono emerse le qualità gladiatorie dei difensori Spano’, Rozzio e Costa che non hanno concesso nulla agli attaccanti avversari.

Massimiliano Alvini

Anche il lavoro di Varone a centrocampo è stato fondamentale: infatti il Puma ha rincorso e contrastato tutti i giocatori avversari in possesso del pallone. Rispetto alla partita di esordio contro il Potenza, i ragazzi di Alvini contro il Novara sono cresciuti molto sia dal punto di vista della corsa che dal punto di vista del gioco. Fondamentale la presenza di Radrezza nella formazione di partenza. Per stasera non si prevedono novità di formazione. L’unico dubbio riguarda Lunetta che nell’ultimo allenamento ha subito una microfrattura al metacarpo. Fortunatamente non è scomposta, quindi potrebbe giocare con un tutore. Oltre a lui lamentano degli acciacchi Serrotti, destinato alla panchina, e Kargbo, che giocherebbe anche su una gamba sola.

Per Kargbo vorrei spendere due parole: l’attaccante della Sierra Leone si sta dimostrando l’arma un più dei granata. La sua crescita è stata molto rapida. Però non è per niente tutelato dagli arbitri. Lui, sovente, simula però i difensori avversari lo maltrattatano anche a palla lontana e gli arbitri non vedono mai niente. Considerato che il Bari ha dei difensori esperti, vorremmo che l’arbitro fosse imparziale e fischiasse in modo corretto. Dico questo perché nelle due partite giocate dalle finaliste gli arbitraggi sono stati discutibili: i granata hanno avuto arbitraggi non imparziali (il rigore assegnato al Potenza non c’era e nella partita con il Novara sono state annullate due reti di Kargbo regolari) mentre il Bari ha avuto arbitraggi più casalinghi (tutte le due partite sono state ricche di polemiche e di lamentele da parte degli avversari). Quello che a Reggio ci auguriamo di non vedere è un arbitraggio stile Siena, dove l’arbitro al 97° fischiò un rigore inesistente contro i granata. Massima punizione che diede la vittoria ai toscani che poi giocarono e persero la finale.

Foto pagina facebook Reggio Audace

La speranza è che l’arbitro sia imparziale, che la partita sia corretta e che vinca il migliore, ovviamente ci auguriamo sia la nostra Reggio Audace. Anche perché il Bari non ha bisogno di questo tipo di aiuti. I galletti pugliesi hanno avuto le nostre stesse difficoltà. Falliti due anni fa, ora la proprietà è in mano alla famiglia De Laurentiis (si proprio lui il produttore cinematografico e proprietario del Napoli). Quest’anno hanno costruito una corazzata, che però non ha vinto il campionato. Quando il torneo è stato sospeso, il Bari era secondo in classifica a 9 punti dalla Reggina. La rosa è di tutto rispetto, è una formazione più da serie B che da serie C. L’allenatore è Vivarini e il modulo tipo è il 4-3-1-2. La stella è il bomber Mirco Antenucci capitato in serie C solo perché convinto dal progetto dei biancorossi, altrimenti potrebbe giocare tranquillamente al piano superiore o addirittura in serie A. Fino ad oggi il 35 enne ha segnato 19 reti. Ma non c’è solo lui. Gli altri attaccanti sono il roccioso Costantino e il match winner della semifinale Simone Simeri. Le altre pedine chiave della formazione pugliese sono il centrale difensivo leader e capitano Valerio De Cesare, il centrocampista Manuel Scavone e il portiere Pierluigi Frattali. Alle spalle delle punte c’è l’ex Empoli Karim Laribi. Di qualità sono anche i due terzini Ciofani a destra e Costa a sinistra. Come vedete è una formazione completa e di tutto rispetto.

Il Bari in questi playoff è sembrato lontano dalla migliore condizione fisica, è apparso lento, mentre la manovra della Reggio Audace è più fluida e veloce. La difesa è il punto debole dei pugliesi. Sulle fasce lasciano molti spazi e i granata dovranno essere molto bravi ad approfittarne con Kargbo e Lunetta. Ma nonostante questo la formazione di mister Vivarini crea molte palle gol. Le due punte cercano molto il fraseggio tra loro. I pugliesi sanno sfruttare molto bene i calci piazzati, bisognerà fare molta attenzione a non concedergli molte opportunità. In sostanza si sfidano le due squadre che hanno meritato di più durante tutto l’arco della stagione. Queste sono le uniche società che, anche durante il lock down, spingevano per concludere il campionato. Tra le due società la partita è già iniziata. Il Bari sostiene che si doveva giocare in campo neutro, ma non è novità di ieri la graduatoria determinata dalla FIGC quindi non si capisce di cosa si lamentano. C’è da sottolineare che è da 1 mese che hanno prenotato un albergo a Parma. I dirigenti granata, invece, lamentano il trattamento riservato a Kargbo dagli avversari.

Inoltre la stampa nazionale riserva maggiore attenzione ai pugliesi, ma come ha ricordato Doriano Tosi in una intervista rilasciata al Carlino: “si parla molto del blasone del Bari, ma Reggio Emilia non è un paesello sperduto chissà dove e invece è una città tra le principali protagoniste del tessuto economico e sociale dell’Emilia Romagna e di tutto il nord Italia”. In sostanza meritiamo rispetto. Insomma la partita di stasera è tutt’altro che agevole ma se si vuole puntare in alto bisogna sapere soffrire per superare questi ostacoli. È il momento di dimenticare i dolori e gli acciacchi, bisogna stringere i denti e gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Forza Reggiana!