
di Ivan Spelti
Le stelle cadenti sono tra le più spettacolari manifestazioni del cielo e suscitano sempre ammirazione e stupore. La massima intensità del fenomeno si manifesterà due notti dopo, appena dopo la famosa notte di San Lorenzo del 10.
E’ uno spettacolo che si concluderà intorno a fine mese, iniziato il 17 luglio e con il suo picco nella notte tra il 12-13 agosto. L’intensità del fenomeno varierà da 60 a 120 meteore all’ora. Tenete presente che dal 10 al 18 agosto saremo in Luna calante, quindi nessun disturbo di illuminazione e con cielo scuro, nottate ideali per ogni osservazione. In più, questi sono giorni di bel tempo.


Ho già svelato che si tratta di meteore. Dunque le stelle non c’entrano, anche se l’immaginario collettivo continua a riferirsi alle “lacrime di San Lorenzo” del 10 di questo mese estivo, che puntualmente ogni anno ci offrono questo spettacolo. Sapete perché sono chiamate le lacrime di San Lorenzo? Perché questo evento, osservato per la prima volta nel 36 d.C. cade proprio in occasione del martirio di Lorenzo, arcidiacono di Papa Sisto II(anch’egli martire), perseguitato dall’imperatore Valeriano e arso vivo su una graticola il 10 agosto del 258 d.C.
Il popolo associò le stelle cadenti alle lacrime versate dal santo durante il supplizio, ad immaginazione di carboni ardenti. Da qui la credenza che immedesimarsi nelle sue lacrime significhi realizzare un desiderio.
Scrittori, poeti, musicisti, si sono sempre ispirati a questo suggestivo fenomeno: molti di noi spesso hanno affidato al cielo l’esaudimento dei desideri umani espressi a occhi chiusi incrociando le dita, come davanti a una Fontana di Trevi celeste. Un desiderio per ogni stella cadente vuol dire prepararsi all’appuntamento con una bella e lunga lista!

Cosa sono quelle che chiamiamo impropriamente “stelle cadenti”?
E perché sono chiamate “Perseidi”?
Sono detriti di polvere e ghiaccio che derivano dalla cometa Swift-Tuttle (cognome di due studiosi del 1862) nel suo passaggio intorno al Sole quando incrocia l’orbita della Terra.
Questa cometa è transitata vicino alla Terra nel 1992 e ripasserà nel 2126. Nessun pericolo almeno per i prossimi 1000 anni! E’ comunque una cometa che ha un nucleo del diametro di almeno 10 km, quanto quella che ha colpito la Terra 65 milioni di anni fa all’epoca dell’estinzione dei dinosauri.
Più in generale, in determinati periodi dell’anno, è possibile osservare altre meteore nel cielo notturno: gli eventi sono chiamati “piogge meteoriche” e si verificano quando la Terra, nel suo cammino intorno al Sole, attraversa delle regioni di concentrazione di detriti cometari lasciati da una cometa. Queste piogge sono chiamate con il nome della costellazione dalla quale sembrano provenire: ad esempio, le Leonidi sembrano originarsi nella costellazione del Leone (15-20 novembre), le Perseidi in quella del Perseo. Naturalmente si tratta di una denominazione di comodo e apparente.
La maggior parte delle meteore che costituiscono le Perseidi sono minuscole come un granello di sabbia, uno o pochi millimetri: oggetti più grandi, se entrassero nell’atmosfera terrestre verrebbero polverizzati (bruciati per attrito e/o sublimati) prima di arrivare sulla superficie terrestre, e se qualcuno vi giungesse sarebbero detti più propriamente “meteoriti”. Naturalmente, qualcuno ce la fa ad arrivare, ma per fortuna si tratta di poca cosa.
Le Perseidi, quindi, come tutte le meteore, sono l’effimera traccia di luce che si produce dall’interazione dei detriti cometari con l’atmosfera terrestre, dando luogo a colorazioni in giallo, rosso, verde, blu: un meraviglioso quadro della natura!
I granelli che penetrano nella nostra atmosfera vengono incendiati al contatto con i gas terrestri e generano questi detriti appariscenti. I granelli arrivano a temperature di 1.500 gradi e scaldano il tipo di gas atmosferico che li circondano dando luogo a strisce diversamente colorate. A livello generale, il calore solare, la sua radiazione e il vento solare fanno evaporare e sublimare lo strato di ghiaccio e polvere che ricopre la superficie della cometa. Secondo una teoria accreditata si ritiene che oltre 4 miliardi di anni essi potrebbero aver fornito i materiali chimici di base per la strutturazione della molecola della vita, il DNA.

Che indicazioni dare per godersi lo spettacolo? Essere in zona buia e fuggire dalla città, sdraiarsi comodi e prepararsi alla lunga notte (dalla mezzanotte alle prime ore del mattino), non usare binocoli per avere maggior porzione di cielo a disposizione, e soprattutto guardare la volta celeste a nord-est, direzione da cui arrivano le meteore. Se volete fare fotografie, usate il cavalletto, massima apertura obiettivo, breve esposizione, ISO elevata.

Potete vedere ogni ora fino a 100 meteore: esse impattano l’alta atmosfera a circa 60 Km/s (circa 250.000 Km/h), all’altezza dal suolo di quasi 100 km, e provocano scie luminose fino a 20 km.
Tra parentesi, il cielo di queste nottate agostane ci riserva anche una bella sfilata di pianeti: gli stupendi SATURNO e GIOVE a sud, Marte che sorge a Est con la Luna intorno a mezzanotte. Prendete come riferimento la luminosa stella Capella a Nord-Est, bassa sull’orizzonte. Salite con lo sguardo e incontrerete la costellazione del Perseo, come vedete nell’immagine circolare sotto.

Godetevi lo spettacolo ed esprimete i vostri desideri!


