E’ morto Germano Nicolini. Il comandante partigiano si è spento ieri sera a Correggio, avrebbe compiuto 101 anni tra un mese. Noto col nome di “Diavolo”, fu accusato negli anni del dopoguerra dell’omicidio di Don Pessina, per esserne poi scagionato negli anni Novanta alla riapertura del processo.

Protagonista della Resistenza – fuggito dalla cattura dei tedeschi divenne comandante del battaglione Sap – nel Dopoguerra divenne sindaco di Correggio (Comune che aveva liberato) ma venne arrestato nel ’47, accusato per l’omicidio di don Umberto Pessina e poi condannato a 22 anni. Uscì dal carcere per un indulto dopo 10 anni. Nel 1990 il caso venne riaperto su invito dell’onorevole comunista Otello Montanari, scomparso nel 2018, che incitò la popolazione, con un articolo ribattezzato Chi sa parli, a rivelare informazioni riguardo ai delitti avvenuti nel Triangolo della morte durante gli anni quaranta in cui numerosi uomini di chiesa vennero uccisi da partigiani comunisti.

Nel 1994 emerse che il vero assassino fu William Gaiti (oggi morto) il quale confessò. Così Diavolo e altri due partigiani, Antonio Prodi, detto Negus, ed Ello Ferretti, Fanfulla, furono scagionati e infine assolti nel processo di revisione celebrato a Perugia.