Cultura, sport e ristorazione in lockdown: la scure dei provvedimenti anti covid si abbatte su ristoranti, bar, teatri, cinema, palestre e piscine e cresce da Nord a Sud la preoccupazione dei gestori per i contenuti del nuovo Dpcm.

Il decreto firmato nella notte e annunciato ieri dal premier Conte prevede infatti la chiusura di ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie alle 18. Stop a cinema, teatri, casinò, sale scommesse. Stop a palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Sospese anche le feste dopo le cerimonie religiose (matrimoni, battesimi, cresime, ecc).

Dure le reazioni da parte delle associazioni di categoria, da Confcommercio a Confesercenti dopo l’annuncio delle misure restrittive: ‘Condanna a morte per tante imprese’.

Il manifesto di protesta in migliaia di bar, ristoranti e pub

Fiepet Confesercenti lancia l’allarme delle imprese di somministrazione: “Senza sostegni immediati non riapriamo più”

“Alle 18.00 costretti a chiudere, ma avere un futuro è un nostro diritto”. È questo il messaggio del manifesto che migliaia di bar, ristoranti, pub e altre imprese della somministrazione aderenti a Fiepet Confesercenti affiggeranno oggi alle 18.00 sulle proprie vetrine per protestare contro le restrizioni introdotte dal DPCM.

“Il provvedimento, di fatto, mette in stato di lockdown la somministrazione. Chiudere alle 18, significa rendere impossibile o quasi il proseguimento dell’attività. Bisogna intervenire subito o le imprese non resisteranno”, commenta Giancarlo Banchieri, Presidente di Fiepet Confesercenti.

“Il Governo deve agire: servono ristori adeguati, soluzioni per gli affitti e per il credito, meno burocrazia. E, soprattutto, è necessario che i sostegni del DL Ristori arrivino fin da subito. Non c’è più tempo da perdere: bar, ristoranti e pub sono già ai limiti dopo un anno disastroso, lo stop decretato dal DPCM rischia di far saltare migliaia di attività e di posti di lavoro”. 

Annalisa Rabitti, assessore alla cultura di Reggio Emilia: “Con questo decreto viene ucciso il pensiero”

Il nuovo DCPM chiude TEATRI, CINEMA e SALE CONCERTO – ha scritto l’assessore Rabitti sulla sua pagina Facebook.

“Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. Lo stesso decreto avvia la SCUOLA (almeno quella superiore) verso la didattica a distanza chiedendo alle scuole secondarie almeno il 75% di DAD.

Non capisco e non concordo su questa scelta: i dati ci hanno dimostrato che teatri, cinema e scuole sono luoghi sicuri. Il problema non è li.

Questa scelta dice che la visione del governo è quella che la cultura sia in più, che non sia importante, e io credo di dovere esprimere la mia voce profondamente contraria.

Sono molto delusa e amareggiata: prima andava chiuso tutto il resto. Scuola e cultura andavano protette, andavano chiuse per ultime. Sarebbe stata una scelta di visione, sarebbe stata una scelta coraggiosa che credeva nel futuro.

Non è andata cosi: e in questo mondo uccidono un mondo intero di cui abbiamo bisogno. Uccidono chi suona, chi recita, chi scrive film. Uccidono artisti produttori e operatori. Uccidono, fra tutti quelli che ci hanno provato, proprio quelli che ci erano riusciti nonostante il nostro paese non sia proprio il paese che sostiene il “mestiere” della cultura. Questo decreto uccide tutti i migliori. Uccide il pensiero e uccide il futuro.

Anche sui giovani la stessa cosa: ma si rendono conto quanto è pericoloso portare dei ragazzi che stanno diventando adulti a stare tutto il giorno davanti ai monitor?

Già passano troppo del loro tempo attaccati a tablet, social e telefoni, ora stiamo dicendo che anche la loro educazione passa da li. Derubrichiamo la scuola del suo ruolo sociale ed educativo e li spingiamo sempre più verso relazioni digitali.

E non parliamo dei ragazzi con disabilità, dei ragazzi con famiglie poco presenti o dei più fragili, quelli che hanno ancora più bisogno degli altri di relazioni, di fisicità, di aiuto. Quelli che faranno ancora più fatica. Quelli che al pomeriggio quelle relazioni non se le potranno creare da soli, quelli che soli lo saranno sempre di più. Io credo che non si rendano conto di quello che stanno facendo.

Ieri sera ero a Teatro Municipale per uno spettacolo di Festival Aperto. Probabilmente ero senza pelle perché avevo appena letto la bozza del decreto, ma durante il concerto mi sono commossa più volte per la verità, l’energia, la speranza che usciva da quel palcoscenico, che celebrava una sorta di struggente saluto al suo pubblico. Fra mascherina e buio ho pianto.

Ed era un pianto di delusione verso il mio paese.

SCUOLA Associazione Nazionale Presidi: “Non si può imporre con un decreto l’organizzazione dell’orario scolastico”

Il Presidente dell’ANP, Antonello Giannelli sul DPCM del 24 ottobre 2020: “Non si può con decreto imporre l’organizzazione dell’orario alle scuole, essendo questa una prerogativa autonomistica. Ricordo che l’autonomia esiste proprio perché le scuole possano organizzare il servizio adattandolo alle esigenze del proprio bacino di utenza. Per questa ragione, lo ripeto, non ha senso obbligare tutto il territorio – nazionale, regionale ma anche provinciale – ad adottare la stessa organizzazione perché i bisogni delle famiglie e degli studenti sono diversi”.

L’ingresso dell’Istituto Professionale Statale Filippo Re

Continua il Presidente ANP: “Ad oggi, e lo dico ragionando sui dati diffusi, ridurre la frequenza a scuola che non è luogo di contagio, o comunque lo è meno di altri, è un controsenso. Voglio poi mettere in evidenza due criticità: gli studenti con bisogni educativi speciali e i portatori di handicap per crescere e integrarsi hanno bisogno del contatto con i compagni, non basta dare loro la possibilità di seguire le lezioni a scuola, da soli, con l’insegnante di sostegno (quando c’è). Inoltre, segnalo la questione degli insegnamenti di tipo laboratoriale che saranno gravemente danneggiati da un utilizzo massivo della didattica a distanza”.

Il Presidente dell’ANP, Antonello Giannelli sul DPCM del 24 ottobre 2020: “Non si può con decreto imporre l’organizzazione dell’orario alle scuole, essendo questa una prerogativa autonomistica. Ricordo che l’autonomia esiste proprio perché le scuole possano organizzare il servizio adattandolo alle esigenze del proprio bacino di utenza. Per questa ragione, lo ripeto, non ha senso obbligare tutto il territorio – nazionale, regionale ma anche provinciale – ad adottare la stessa organizzazione perché i bisogni delle famiglie e degli studenti sono diversi”.

Conclude Giannelli: “In questi sei mesi non si è fatto nulla per potenziare la medicina territoriale e il sistema dei trasporti, auspico che questo venga fatto ora con i fondi appositamente stanziati, in modo che non venga compromesso del tutto questo anno scolastico e con esso il diritto allo studio dei ragazzi delle scuole superiori”.

La rivolta del mondo dello sport

“Chiusura inaccettabile – afferma Paolo Barelli, Presidente di Federnuoto – 3 miliardi a piscine, palestre e società sportive o si muore”. Poi la chiamata di Conte, come raccontato dallo stesso Barelli all’Ansa: “Si è detto dispiaciuto e ha promesso che il governo provvederà nell’immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto”.

Il rammarico e la preoccupazione per le conseguenze del nuovo decreto si evincono anche dal post pubblicato dal CSI Reggio Emilia: “Dal testo del nuovo DPCM apprendiamo con estremo dispiacere che da lunedì 26 ottobre e fino al 24 novembre 2020″restano consentite solo le gare e gli allenamenti degli sport di contatto riconosciuti dalla Direzione Tecnica Nazionale nel circuito dei campionati nazionali”. Questo significa ancora una volta un BLOCCO dello sport di base e uno STOP alle palestre e piscine.Nonostante gli enormi sforzi compiuti in questi mesi dal @Centrosportivoitaliano, dai vari comitati e soprattutto dalle tante società sportive il “nostro” sport torna a fermarsi.Quello che NON si fermerà mai però è il nostro desiderio di tornare a giocare, a divertirci e a fare quello che più amiamo. Per questo motivo come comitato territoriale NON ci fermeremo un istante per rimanere vicini a tutte le nostre società sportive e circoli e studieremo fin da subito un piano sicuro e concreto per una ripartenza che ci auguriamo possa essere il più presto possibile.

Le novità introdotte dal nuovo DPCM del 25 ottobre 2020

Il nuovo DPCM approvato ieri dal Governo entra in vigore da oggi, lunedì 26 ottobre, fino al 24 novembre 2020. Le principali novità riguardano:

Spostamenti

É fortemente raccomandato evitare spostamenti se non per motivi di lavoro, studio, salute, necessità o per svolgere e usufruire di servizi non sospesi.

Ristorazione

  • Ristoranti, bar, pub, pasticcerie, ecc. chiudono, tutti i giorni, alle 18;
  • consegna a domicilio sempre consentita;
  • asporto consentito fino alle 24;
  • tavoli al massimo da 4 persone;
  • vietato consumare cibo e bevande nelle strade e nelle piazze dopo le 18.

Attività ricreative

Chiudono:

  • palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali;
  • teatri, cinema e sale concerto;
  • centri sociali, ricreativi e culturali:
  • parchi tematici e di divertimento;
  • sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Restano aperti musei, biblioteche, complessi museali, ecc. nel rispetto dei protocolli, con ingressi contingentati, obbligo di distanziamento e divieto di assembramento.

Feste ed eventi

Vietati:

  • feste all’aperto o al chiuso, anche derivanti da cerimonie:
  • eventi sportivi con pubblico;
  • sagre, fiere di qualunque genere ed eventi analoghi;
  • convegni, congressi e altri eventi, ad eccezione di quelli a distanza.

É fortemente raccomandato non ricevere a casa persone che non facciano parte del nucleo familiare.

Sport

Sono sospese le competizioni e l’attività sportiva relativa agli sport di contatto non di interesse nazionale.

Resta invece consentita l’attività motoria e sportiva individuale all’aria aperta.

Sono inoltre consentite l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, nel rispetto del distanziamento sociale e senza assembramento e delle linee guida approvate.

Scuola

Le scuole superiori adottano forme flessibili di organizzazione della didattica incrementando fino al 75% il ricorso alla Didattica Digitale Integrata e modulando ulteriorimenti gli orari di ingresso e uscita, anche con turni pomeridiani.

Smart working

É fortemente raccomandato il ricorso a forme di lavoro agile.