“Il terremoto: 3070 giorni dopo”. Questo potrebbe essere il “titolo” di un diario se qualcuno volesse raccontare cosa è accaduto a Reggiolo dal 29 maggio 2012 al 24 ottobre 2020. Tanta la strada fatta da quelle drammatiche giornate di fine maggio di otto anni, e non solo in termini metaforici. Soprattutto a Reggiolo questo è immediatamente tangibile. Nella provincia di Reggio Emilia, da subito, Reggiolo risultava essere, infatti, il Comune più colpito dalle scosse simiche: inagibili tutti gli edifici pubblici (municipio, biblioteca, scuole, teatro); feriti i più significativi monumenti di arte e storia (rocca medievale, chiese, ville storiche); non sicure la quasi totalità di abitazioni private e pubblici esercizi.

Da quel momento, dopo analisi dei danni, studio delle criticità, proposte per i recuperi, la sinergia tra Istituzioni e privati sono stati il motore che ha dato il via a una molteplicità di interventi che – dopo la fase emergenziale – hanno consentito in pochi anni la riapertura di tanti edifici e di intere aree urbane, precedentemente precluse per ragioni di pubblica incolumità.

A Reggiolo, dopo il progressivo recupero delle chiese delle frazioni del capoluogo, e mentre ci si prepara al varo del grande cantiere che vedrà il sorgere dei nuovi locali di ministero pastorale finalizzati all’accoglienza e alla formazione in particolare delle giovani generazioni reggiolesi, finalmente la Comunità cristiana potrà varcare la soglia della sua chiesa maggiore, chiusa al culto per ben 3070 lunghissimi giorni. Oltre 3 milioni di euro quelli investiti in questa prima fase dei lavori con risorse pubbliche e private; già assegnati dalla Regione Emilia Romagna un altro milione di euro per il completamento dei lavori strutturali, mentre sono state e saranno ancora a carico della parrocchia le opere di finitura e di adeguamento funzionale.

Stefano Bonaccini assieme al Sindaco Angeli hanno presieduto alla Santa Messa celebrata da Monsignor Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia, in occasione della riapertura della Chiesa di Santa Maria Assunta a Reggiolo, gravemente danneggiata dal sisma che colpì l’Emilia otto anni fa, il secondo più disastroso per danni nella storia del Paese, dopo quello dell’Irpinia: oltre 14 miliardi di euro.
Stefano Bonaccini “Stiamo procedendo verso il completamento di una ricostruzione che ormai vede mancare soltanto poco più del 5% di ciò che era stato demolito o danneggiato. Oltre 40 comuni sul totale dei 59 colpiti hanno già completato ricostruzione pubblica e privata. Fino a che anche l’ultimo mattone non sarà ricollocato dove deve posarsi non avremo pace. Allora la gente dell’Emilia-Romagna ha dimostrato una tempra ed una tenacia torpida di chi anche di fronte alle tragedie si lamenta poco e si rimbocca le maniche. Ne siamo usciti insieme allora. Per quanto ancor più tragica questa pandemia, ne usciremo ancora una volta soltanto lavorando tutti assieme: istituzioni, parti sociali, cittadini.”