El Greco, San Martino e il mendicante

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

E’ legata alla leggenda di San Martino di Tours, che divise in due il suo mantello per coprire un povero mendicante infreddolito, la ricorrenza dell’Estate di San Martino, che si celebra l’11 di novembre.

Per ricompensare il Santo, il Signore fece in modo che per qualche giorno il clima fosse più mite, nonostante ormai l’autunno fosse inoltrato.

Tante sono le tradizioni legate alla Festa di San Martino, cantata da Carducci nella celebre poesia San Martino e da Pascoli nella lirica Novembre, tradizioni legate soprattutto al vino e alla cultura contadina.

A San Martino ogni mosto diventa vino

L’11 novembre, e in generale la seconda settimana del mese, sono sempre stati giorni importanti per l’agricoltura, in cui si celebrava la Festa del Ringraziamento al termine delle stagione agricola.

Per questo motivo è tradizione fare un bilancio del raccolto ed assaggiare il primo vino. «A San Martino ogni mosto diventa vino» è il proverbio che accompagna la degustazione del vino novello proprio tra il 10 e l’11 di novembre, quando i mosti messi da parte durante la vendemmia, sono ormai diventati vini novelli e possono essere degustati per la prima volta.

Questa ricorrenza dà quindi il via alla nuova “annata” del vino.

Il “déblocage” tricolore – spiega Coldiretti – quest’anno è avvenuto il 30 ottobre, in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico il “vino da bere giovane” viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come i funghi o le caldarroste, ma si abbina bene anche con salumi e formaggi.

In Francia, il novello è nato nella zona del Beaujolais con i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau. La produzione italiana è invece basata da sempre su uve di qualità Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali.

Fèr Sàn Martèin

Nella tradizione contadina l’11 novembre era anche la data consueta per i traslochi e il rinnovo dei contratti di affitto dei fondi rustici, dei pascoli e dei boschi. Fare San Martino infatti è un modo di dire usato nel territorio a vocazione agricola della pianura padana, Significa “cambiare lavoro e luogo di lavoro” o, in senso più ampio, “traslocare”.

L’origine di questa espressione risale ad alcuni secoli or sono e aveva un riscontro pratico sino a qualche decennio fa, quando una significativa parte della popolazione attiva nella pianura padana era occupata nel settore agricolo in qualità di braccianti o mezzadri.

L’anno lavorativo dei contadini terminava agli inizi di novembre, dopo la semina. Qualora il datore di lavoro proprietario dei campi e della cascina, non avesse rinnovato il contratto con il contadino per l’anno successivo, questi era costretto a trovare un nuovo impiego altrove, presso un’altra cascina.

San Martino in Via Emilia Santo Stefano

Sulla pagina Facebook del Comune di Reggio Emilia questa mattina ci ricordano che una rappresentazione del santo con il suo leggendario mantello si trova all’inizio di Santo Stefano: da oltre 60 anni campeggia sulla facciata del palazzo, nascondendosi tra le vetrine dei negozi.