REGGIO EMILIA – L’edificio A del terzo Polo Universitario cittadino è stato ufficialmente consegnato all’Università di Modena e Reggio. Così diventa realtà il progetto UniMoRe 2020. Nato dalla collaborazione tra Diocesi e Comune, nel giro di pochissimo tempo il progetto si è trasformato in uno sforzo corale cui hanno preso parte numerose realtà pubbliche e private del territorio.

L’imponente ristrutturazione dell’immobile dell’ex Seminario, iniziata il 29 aprile 2019 e proseguita senza interruzioni nonostante l’emergenza sanitaria, ha dato vita ad una struttura che ospiterà circa duemila persone, tra studenti e personale.

Ad oggi sono stati investiti 7,7 milioni di euro per l’intero Lotto A. L’obiettivo era quello di rendere fruibile alla città una struttura dalle dimensioni molto importanti e situata nel cuore pulsante di Reggio Emilia. Il modo migliore per farlo era dedicarlo a luogo di cultura e formazione per i giovani studenti universitari.

L’arch. Mauro Severi (Foto Artioli)

“Questa splendida giornata è un segnale di ottimismo per quello che verrà dopo le difficoltà del momento attuale. Oggi si è concretizzato un sogno, il miracolo laico di cui ha parlato Mons. Camisasca. Nonostante la pandemia, non abbiamo subito ritardi sul nostro programma di lavori e di questo andiamo molto fieri. Gli step che avevamo programmato e che fin dal principio erano per noi la risposta alla fiducia dei nostri committenti sono stati rispettati. – ha dichiarato Mauro Severipresidente del Comitato Reggio Città Universitaria – Quello di oggi è un primo, importante passo. Ci auguriamo che da domani i lavori possano proseguire allo stesso ritmo”. Severi ha anche sottolineato l’importanza dell’edificio disegnato da Enea Manfredini nel 1954 “Sorprendente pensare che un’opera così moderna sia stata scelta dalla chiesa 66 anni fa, espressione questa della giovinezza della chiesa che sa scegliere. Nel convinto sostegno generalizzato di cui abbiamo avuto testimonianza c’è il motore di una nuova cultura professionale e la forza di un nuovo sviluppo delle competenze a disposizione delle imprese, la spinta tangibile di un’apertura nazionale e internazionale da parte di Reggio Emilia”.

L’assessore regionale Alessio Mammi

“Il progetto di riqualificazione dell’ex seminario in viale Timavo è uno straordinario risultato – ha spiegato Alessio Mammi, Assessore all’agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna, intervenuto anche per portare il saluto del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini -, che ha visto coinvolte le forze migliori della città e della provincia. La Regione ha partecipato con un importante contributo di 500mila euro, nel solco di una strategia condivisa in tutto il territorio regionale di sostegno alla formazione, al sapere, ai giovani, e compiendo una grande operazione di rigenerazione urbana. Con l’ex seminario trasformato in Università, la città di Reggio Emilia acquista il terzo polo dopo la sede di Palazzo Dossetti all’ex caserma Zucchi e la riqualificazione del Campus San Lazzaro”.
Ha proseguito poi Mammi: “La nostra terra ha una caratteristica unica: sappiamo portare a termine i risultati con efficacia, e sappiamo farlo condividendo strategie e obiettivi. Credo di dover porgere doverosi ringraziamenti a Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Massimo Camisasca per aver avuto la lungimiranza del valore di un progetto di tale portata per la città, al comitato Reggio Città Universitaria e al suo Presidente Mauro Severi, alle altre istituzioni coinvolte, a tutti i donatori pubblici e privati, ai tecnici e alle maestranze che hanno portato a casa questo bel risultato in un tempo perfetto”.

“La consegna del primo lotto del nuovo Polo universitario – ha riferito il Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – rappresenta un segnale di speranza per la nostra comunità, chiamata ad affrontare questi difficili mesi di emergenza sanitaria. Lo è per il rispetto del cronoprogramma, nonostante proprio la complessità del momento, che conferma come – anche in Italia ed anche oggi – sia possibile lavorare bene, onorando tempistiche ed impegni. Lo è per il livello di eccellenza di questo ambizioso piano di riqualificazione del sistema educativo ed urbano di una parte importante della città che oggi inizia a vedere la luce e che, da domani, inizierà ad ospitare i giovani – e dunque il futuro – di tutta la nostra provincia, e non solo”.

Il presidente della provincia Giorgio Zanni (Foto Artioli)

“Il recupero del Seminario vescovile di Reggio Emilia – ha commentato il Rettore dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro – oltre a rappresentare un’importante opera di riqualificazione urbanistica di uno spazio adiacente al centro cittadino, segna la sua restituzione ad una funzione attiva nello sviluppo sia culturale sia formativo del territorio. Con l’ingresso dell’Università in questi spazi, dove troveranno sede aule e laboratori per attività didattiche, un auditorium, studi di docenti e una residenza per studenti, prende corpo attraverso questo terzo polo l’idea di quella “città universitaria” immaginata e sottesa nell’accordo firmato recentemente col Comune di Reggio Emilia”.

Il rettore Carlo Adolfo Porro


Ha proseguito il Rettore: “Nella Curia di Reggio Emilia abbiamo trovato un attore fondamentale e attento a cogliere le nostre esigenze e nel Comitato Reggio Città Universitaria un interlocutore puntuale e competente nel soddisfare l’urgenza di poter disporre in tempi brevi di questa struttura, divenuta fondamentale e indispensabile per la grandissima crescita di iscritti della sede reggiana di UniMoRe. Accogliere un numero crescente di studenti e studentesse in spazi e luoghi adeguati è un compito che come UniMoRe ci siamo assunti con responsabilità perseguendo, costantemente, l’obiettivo di un Ateneo di qualità, radicato nel territorio e con lo sguardo, al contempo, aperto al contesto nazionale e internazionale”.

Il sindaco Luca Vecchi (Foto Artioli)

“La terza sede universitaria di Reggio Emilia è realtà. Un fatto di importanza determinante per il futuro di una città che vuole impostare il proprio domani sul sapere e sulla conoscenza e che, al contempo, ha a cuore il riuso di spazi prestigiosi quali sono quelli del Seminario”, ha affermato il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi. “Questa operazione ha radici antiche, si è concretizzata con una serie di atti della Giunta comunale già diversi anni or sono ed è nata grazie al confronto sincero, collaborativo e improntato al bene pubblico, che abbiamo instaurato da tempo con il Vescovo della nostra città, monsignor Massimo Camisasca, che ringrazio. Dal dialogo con la Curia e con l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia ha preso il via questa straordinaria avventura, che arriva in porto felicemente. Al tempo stesso voglio ringraziare gli enti pubblici – Regione e Provincia in testa – per aver sostenuto la terza sede universitaria di Reggio al Seminario, e la città diffusa, le associazioni di categoria, i tanti attori del mondo economico che con sensibilità e lungimiranza sono stati al nostro fianco”.

“Come prima cosa vorrei dire ‘Grazie’ ha detto Monsignor Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla – ‘Grazie a Dio’! Ho definito questo progetto un ‘miracolo laico’ da laos che vuol dire popolo:questo è un miracolo del popolo il cui fondamento è Dio. Questo è un esempio della responsabilità pubblica che la Chiesa ha verso la polis. Questa non è l’opera voluta dal Vescovo Massimo, è l’opera di tutta la Chiesa di Reggio. Non è un favore che qualcuno ha fatto a qualcun altro, ma è un’opera voluta da tutti per i nostri giovani.

Mons. Massimo Camisasca (Foto Artioli)

Questa è Reggio! E’ il segno della sua capacità di sacrificio e della sua determinazione. E questa è l’Italia! Perchè in questo momento di ansia e di grande difficoltà dobbiamo ritrovare la lucidità della speranza e del controllo. Gli altri non sono nemici, non sono untori, ma sono fratelli con cui dovremo ritrovarci”. Entrando nel merito dell’edificio il vescvo ha proseguito: “Fino nella struttura architettonica ideata da Enea Manfredini questo edificio è una casa di luce. Per molti anni questa luce ha accompagnato la formazione dei giovani che si preparavano al sacerdozio. Ora, divenendo polo universitario, esso non dismette, ma anzi continua e approfondisce la sua vocazione educativa investendo con la sua luce e la sua storia nuove generazioni di giovani che si preparano a guidare e servire il nostro Paese”, ha dichiarato monsignor Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. “Mi auguro che il fondamento cristiano di questo complesso assieme alla memoria della donazione e del servizio di tutti coloro che negli anni passati hanno studiato e vissuto tra queste mura possano contribuire a ispirare i cuori di coloro che abiteranno questo edificio, aprendoli alle dimensioni più profonde e vere dall’esistenza”.

Un ampio servizio sul Terzo Polo Universitario di UniMoRe al Seminario sarà pubblicato sul prossimo numero del mensile STAMPA REGGIANA