di Stefano Pagano

Manca poco al Natale, i preparativi fervono, c’è chi scende in cantina a recuperare pile di scatoloni con decorazioni varie, luci e chi sale in soffitta per ritrovare il presepe e tutte le sue statuine, comprate a più non posso nei vari mercatini dei Natali passati…ma permettetemi, non è Natale senza albero! Ma se quello finto oramai è spelacchiato, alla base manca un piede e i rami non stanno più in posizione… perché non portarsi a casa uno vero, che proviene da una filiera sostenibile? Cari lettori, oggi vi spiego passo passo cosa c’è da sapere quando si ha un abete vero in salotto.

Picea abies (abete rosso)

Anzitutto, le conifere più diffuse e vendute sono Picea abies (abete rosso o Peccio), P. excelsa, Abies nordmanniana e P. omorika. Per capire che non sono piante destinate a passare tutta la vita in vaso, vi basti sapere che sono giovanissime quando le trovate in commercio, hanno appena 2 anni di età e sono già alte 2 metri e mezzo. Non male. Individuato l’albero, meglio in zolla/vaso o tagliato e cioè una “punta di abete”? Sono due approcci molto diversi: nel primo caso, se avete il posto in giardino è possibile piantarlo, (certo richiede spazio a maturità!) oppure lo restituite ricevendo un buono di importo pari al prezzo di acquisto da spendere sempre nel negozio che ha promosso questa offerta. Nel secondo caso, invece, passate le feste, va conferito negli appositi centri dove sarà avviato al processo di compostaggio, innescando così un circolo virtuoso.

Abete Blu Argentato

Quest’anno se volete fare l’albero vero, vi posso garantire che vi aspettano tanti momenti felici, dall’acquisto all’addobbo… ma prima di recarsi in vivaio è fondamentale decidere quale sarà la sua posizione (soggiorno, corridoio, terrazzo?) e prendere qualche misura che non guasta mai, per non ritrovarsi con un esemplare troppo grande/alto che tocca il soffitto! Il trasporto a casa non deve essere un trauma né per il vegetale, né per il guidatore: è ovvio che se l’auto è di piccole dimensioni, vi suggerisco di sfruttare anche il divanetto posteriore (abbassando gli schienali) e sistemare in orizzontale tutta la pianta, distendendo comodamente la chioma che l’addetto vi avrà fasciato con il sacco tubolare. Oppure potete fare come Mr. Bean e legarlo al portapacchi sul tettuccio della vostra citycar…

Giunti sani e salvi a casa, liberatelo dal nylon che lo avvolge, districate bene rami e annaffiatelo: all’aperto e al fresco avrà il tempo per riprendersi e si ambienterà (se avete optato per una punta di abete, senza radici/zolla, nebulizzatelo bene in ogni sua parte verde). La difficoltà più grande che il nostro abete deve affrontare sono le alte temperature dentro casa, certamente più consone a piante tropicali che ad una di montagna, e la siccità in genere. Stress che generano una cascola di aghi sul pavimento… Allora, come rimediare? Vi svelo un trucco: se c’è la carta plastificata color oro/argento che copre il vaso assicuratevi di fissarla appena sotto il bordo del vaso (e non stretta alla base del tronco), foratela sul fondo e munitevi di un sottovaso (riempito con argilla espansa) con diametro doppio rispetto al contenitore stesso. Quando dovrete bagnare con l’innaffiatoio utilizzatene uno con il beccuccio lungo e l’acqua in eccesso finirà nel sottovaso e non sul pavimento, generando con l’evaporazione, refrigerio per i rami.

E gli addobbi? Adoro quelli vintage, le palline in vetro iridato (eredità dei nonni), i paffuti angeli, ma anche quelle in carta pesta laccata rossa, quelle dipinte a mano che raffigurano paesaggi invernali, le nappine colorate, pendenti luccicanti e figurine in latta o legno con il fiocco in rafia. Mi piace che sia ricco ma non monotono…variopinto, direi.

Per chi ha poco spazio ma non vuole rinunciare al “profumo balsamico”, esistono in commercio delle conifere nane e cioè varietà prodotte apposta per rimanere basse nel tempo e dal portamento compatto.

Vi suggerisco le Abies koreana ma anche l’abete kosteriana (qui il suo vero nome Picea abies “Koster”). La prima presenta rami coperti di aghi pettinati, leggermente ricurvi e produce incredibili pigne di colore bluastro, stupende; la seconda, invece porta rami argentati, rigidi. In balcone un must è dato dal Pinus mugo, che nella varietà “Winter gold” ci delizia con aghi dorati. Splendido poi nel Rock garden, visto che con il passare degli anni tende ad essere prostrato con un portamento al limite dello strisciante.

Se avete già delle piante sempreverdi sul terrazzo una buona idea è quella di “vestirle a festa”. Sì, avete capito bene… con il vostro gusto, in poco tempo e con poca spesa potrete ricreare un angolo festoso. Per esempio il Boxus a sfera sta molto bene con nastrini rossi, legati a mò di fiocchetti all’apice dei rami, ma anche il Ligustro (ad alberello) si presta ad ospitare un certo numero di palline dorate. E che dire dei Pittosfori, del Prunus laurocerasus, dell’Alloro e del profumatissimo Osmanto di un bel verde bottiglia (che è in fiore proprio in queste settimane)? Qualche lucina a led dal bassissimo consumo crea un bell’effetto anche sui tralci nudi della Wisteria sinensis (Glicine) o sui rami spogli dei frutti…provare per credere. Dai fioristi e nelle serre ci sono anche in vendita dei rami di conifere che si possono legare con del filo di ferro saldamente al parapetto o alla ringhiera: lasciati naturali o decorati, fanno sempre la loro figura…per non parlare dei ciuffi di foglie così grandi, lucide e colorate con frutti carichi di semi rossastri della Magnolie grandiflore “gallisoniensis”: se i giardinieri del vostro vicino la stanno pontando per ricreare la forma a piramide, chiedetegli se potete prenderne qualche ritaglio!

Mettono allegria solo a vederli. Sono i rami, i frutti, le bacche che accompagnano le nostre festività. I Melograni simboleggiano la prosperità, l’Agrifoglio & il Pungitopo, fungono da scacciaguai. Il Vischio con le sue perle lucenti e trasparenti, è tradizione appenderlo sotto l’arco o alla porta, come simbolo di felicità, di amore e di buon augurio per l’anno che verrà.

Ai lettori di STAMPA REGGIANA i miei migliori auguri di buone feste e oggi risuonano a mio avviso come profetiche le parole tratte dal film “Oltre il giardino” del 1979 dove Chanche – the gardener, interpretato da Peter Sellers dice “fin tanto che le radici non sono recise, va tutto bene e andrà tutto bene in giardino. E anche se vengono prima l’autunno e l’inverno, poi (statene certi) ritorneranno la primavera e l’estate”. Lasciamoci contagiare dal giardinaggio anche nel 2021!