di Antonio Lecci

Foto Antonio Lecci – archivio

La piena dei corsi d’acqua è passata senza particolari problemi nel Reggiano, mentre peggio è andata nel Modenese, a Nonantola, dove il cedimento dell’argine del Panàro ha inondato zone abitate, con circa 400 persone evacuate. Nella notte si è lavorato incessantemente per chiudere la falla, con 150 camion che hanno trasportato sull’argine danneggiato almeno 4500 tonnellate di materiali. Ora il punto di rottura è stato nuovamente rinsaldato. Un evento che ha fatto riaffiorare i ricordi dei residenti di Lentigione, che avevano vissuto una simile esperienza tre anni fa, con l’esondazione dell’Enza. Intanto, tutti i corsi d’acqua reggiani scendono sotto il terzo livello di attenzione. Non si registrano numeri di allerta rossa. A Ponte Alto persiste una quota elevata del Secchia, ma in fase di discesa. Situazione al momento tranquilla su tutto il resto del fiume. Nessun problema dal Crostolo. E anche l’Enza è tornato abbondantemente sotto i livelli di guardia: dopo aver raggiunto gli 11 metri e 20 sabato sera, nella tarda mattinata era sceso intorno ai sei metri. Per fortuna il fiume Po, trovandosi in secca, ha accolto senza problemi il deflusso degli affluenti, evitando possibili rischi a monte. Il Po è salito di oltre quattro metri in meno di due giorni: all’idrometro di Boretto ha toccato quota 2 metri e 23 verso le 14 di ieri, per poi iniziare la discesa, arrivando nella tarda mattinata di oggi a un metro e quaranta, con tendenza a calare ancora. Ora si attendono nuove piogge per i prossimi giorni, ma secondo le previsioni non dovrebbero portare quantità d’acqua simili a quelle registrare lo scorso fine settimana. Resta comunque la massima attenzione, con Protezione civile e autorità pronti a intervenire per ogni evenienza.