REGGIO EMILIA – Il giorno tanto atteso è arrivato. Dopo mesi di didattica a distanza, il 50% degli studenti delle scuole superiori della provincia di Reggio Emilia e dell’Emilia Romagna torna in classe questa mattina.

Il Tar ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di 21 genitori sospendendo l’ordinanza del governatore Bonaccini sul rinvio della didattica in presenza al 25 gennaio. Anche il Comitato Tecnico Scientifico, riunito d’urgenza su convocazione del governo, si è espresso con parere favorevole al ritorno in presenza nella misura del 50% e fino al 75%, precisando che se per qualche motivo legato alla contingenza i presidenti di Regione optassero per una scelta diversa, “dovranno assumersi la responsabilità politica delle loro decisioni”. 

“Noi eravamo pronti per rientrare a scuola già il 7 gennaio e siamo pronti anche oggi – le parole del sindaco Luca Vecchi – per questo devo ringraziare  tutto il mondo scolastico per il grande sforzo che ha fatto e per essere stato in grado, non appena saputa la notizia della riapertura, di poter garantire la capacità di far ripartire decina di migliaia di studenti, 22.000 in città, molti di più se si considera anche la provincia, che torneranno in classe dopo diverse settimane di didattica a distanza”.

E tuttavia non mancano le polemiche e le difficoltà. Ieri sera il disastroso rogo divampato in Via del Chionso ha messo a rischio la potenza dei mezzi messi a disposizione dalla Provincia che proprio in vista della riapertura delle scuole ha dispiegato nuovi bus, personale anti-assembramento e un sistema di video sorveglianza. <<Grazie ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine per il lavoro svolto – ha rassicurato ieri sera il presidente Giorgio Zanni – Siamo sul posto al lavoro insieme a SETA e Agenzia della Mobilità per reperire altri mezzi che sostituiranno quelli danneggiati. Domattina saremo pronti per l’importante appuntamento della ripresa della didattica in presenza per gli studenti della nostra provincia».

Sabato una doppia protesta davanti al Liceo Chierici e in Piazza Prampolini, organizzata da Priorità alla scuola, aveva visto genitori, studenti e professori chiedere  una maggiore attenzione nei confronti della scuola: “Le nostre richieste vanno oltre la riapertura: screening di massa, medicina più territoriale anche in rapporto alle scuole – hanno detto – e priorità alle vaccinazioni per i docenti fragili”. “Continueremo a chiedere questi elementi – hanno detto – le fragilità della scuola sono emerse chiaramente con la pandemia. La scuola si cura, non si chiude”.

Stefano Bonaccini, presidente regione Emilia Romagna

Perplessità sulla riapertura erano state espresse ieri dallo stesso presidente Stefano Bonaccini che ieri osservava come “sulla scuola continui una situazione di incertezza che va a discapito in primo luogo di studenti, genitori e di chi nella scuola lavora. Ieri l’Istituto superiore di sanità ha parlato del rischio di pandemia fuori controllo, un’affermazione molto forte e preoccupante. – ha detto il governatore – Oggi il consulente del ministero della Salute ha evocato la necessità di un lockdown generalizzato. Sempre oggi, però, il Cts si è riunito per spiegarci che le sue stesse valutazioni di qualche mese fa sull’incompatibilità della scuola in presenza per la zona gialla sono superate e che la didattica in presenza ora è addirittura compatibile con la zona arancione”.

Evidenziando gli ostacoli derivanti dal rischio di conflittualità tra i diversi pareri degli organi competenti, Bonaccini ha precisato “il Cts farebbe anche salve le diverse valutazioni rispetto all’andamento dell’epidemia nei territori, riconoscendo quindi la necessità di eventuali ordinanze regionali. Ma i diversi Tar accolgono o bocciano le ordinanze regionali a prescindere dall’andamento dell’epidemia, come si è visto negli ultimi giorni. Non ho alcuna intenzione di accrescere il caos. Il fatto poi che avremo Regioni in zona gialla con la didattica a distanza anche per le scuole elementari e Regioni in zona arancione con la didattica in presenza anche per le scuole superiori è una contraddizione che non spetta a me risolvere. Ci penserà il Governo, quando riterrà” ha concluso il governatore.