
di Isabella Trovato
REGGIO EMILIA – A quasi 48 ore dal devastante incendio che ha visto andare in fumo 13 mezzi Seta nel deposito di via del Chionso, da una parte fervono le indagini della Procura mirate a ricostruire con esattezza quanto accaduto e ricercare eventuali responsabili e dall’altra continua l’attenta conta dei danni.
Da quest’oggi anche alla presenza dei periti delle assicurazioni interessate dall’incendio. Oltre ai mezzi di Seta bruciati e quelli danneggiati, per i quali la stima iniziale approssimativa sembrava di almeno 3 milioni di euro, ma che andrà rivista alla luce dell’attuale valore di alcuni autobus già datati, è andata distrutta anche la pensilina sotto la quale erano parcheggiati i bus. L’infrastruttura è di proprietà dell’agenzia per la mobilità. Occorrerà dunque capire se dovrà essere del tutto abbattuta oppure ricostruita. Più di uno dunque i periti al lavoro.
Inoltre si sta visionando anche il registro delle presenze, questo aspetto più sul fronte delle indagini, per raccogliere ancora testimonianze e ricostruire la dinamica dei fatti.
Intanto da quanto finora emerso, se da una parte resta in piedi l’ipotesi di un guasto meccanico da cui sarebbe partito il tutto, dall’altra resta la singolarità della concomitanza del grave fatto con la ripresa delle scuole. L’ipotesi su cui alla fine lavoreranno gli inquirenti potrebbe arrivare dalla visione dei sistemi di videosorveglianza.
Quello che è certo, ad oggi, è che al deposito di Seta, domenica sera si è corso un grande pericolo e a correrlo sono stati i Vigili del fuoco di Reggio accorsi con sei squadre per avere ragione delle fiamme. Il pericolo erano le bombole a Gpl di alcuni autobus in fiamme.


