di Isabella Trovato

Prefettura di Reggio Emilia

Prosegue a Reggio Emilia l’attività antimafia della Prefettura , nata sotto la guida dell’ex prefetto Antonella De Miro. Nel 2020 sono state 15 le interdittive antimafia emesse dall’ente di governo sul territorio e che hanno bloccato altrettante aziende dai lavori pubblici perché, a vario titolo, ritenute vicine a contesti legati al crimine organizzato

Ora questo tipo di attività si struttura ulteriormente con la nascita del Nucleo di Supporto beni confiscati, voluto dall’attuale prefetto Iolanda Rolli, per l’attività di affiancamento all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, cui sono stati chiamati a partecipare i rappresentanti delle amministrazioni del territorio e, in relazioni a specifiche tematiche da affrontare, di volta in volta i rappresentanti degli enti territoriali, del volontariato nonché delle categorie professionali o di altri settori ritenuti utili al raggiungimento degli obiettivi posti.
Segno dunque che il tema del radicamento della ‘ndrangheta, ma anche di altre organizzazioni criminali, non è superato nel reggiano e va costantemente monitorato e stroncato.

Il Nucleo di Supporto svolgerà la fondamentale attività di affiancamento all’Agenzia Nazionale, non solo ai fini di una efficace amministrazione e tempestiva destinazione dei beni in gestione, ma anche per un effettivo monitoraggio dei beni già destinati.

La Prefettura svolgerà un ruolo di sostegno ai Sindaci nel delicato processo di destinazione dei beni confiscati. Il territorio deve proporre programmi sociali utili a generare quell’impatto culturale e simbolico fondamentale per aiutare un processo di partecipazione e condivisione sociale.