Andrea Cossarizza, foto Unimore

di Domizia Dalia

Continua il dibattito sui vaccini e sulle terapie per il Covid. A fare chiarezza Andrea Cossarizza, docente ordinario di Patologia generale e immunologia al dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche materne, infantili e dell’adulto dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’illustre professore è anche autore dello studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Nature, sulle nuove possibili frontiere per il trattamento dei pazienti Covid Positivi attraverso la terapia con gli anticorpi monoclonali.

Professor Cossarizza, parliamo di Vaccini anti Covid. Il tema è caldo e tra le molte informazioni spesso incomplete,  si crea confusione. Cerchiamo grazie al suo aiuto, di mettere un po’ d’ordine. Per prima cosa, perché è così importante cercare di fare una vaccinazione di massa? 

L’alta partecipazione alla campagna vaccinale è fondamentale per uscire nel più breve tempo possibile dalla pandemia. Se tutti vengono vaccinati il virus non viene più trasmesso e non circola più. Combinando la vaccinazione con l’uso di mascherine e distanziamento sociale forse potremo arrivare ad una situazione di sostanziale normalità nel giro di un tempo ragionevole. Certamente, e purtroppo, non in qualche mese.

Ultimamente l’attenzione è concentrata sulle varianti del Virus provenienti da diversi Paesi…

Le mutazioni di un virus, e di questo in particolare, per quanto relativamente rare sono inevitabili. L’importante è che non avvengano troppo spesso – come nel virus dell’Hiv, che presenta numerose mutazioni anche nello stesso paziente – e che a modificarsi non siano le regioni verso le quali il vaccino induce la produzione di anticorpi. 

I vaccini di cui si parla sono efficaci anche contro le varianti finora conosciute? 

Sicuramente sono efficaci sulla variante inglese. Gli anticorpi indotti non riconoscono solo una singola parte del virus. Per dirlo tecnicamente, non attaccano solo il punto della proteina che ha subito la mutazione, ma diverse porzioni della stessa molecola. Per questo motivo possono attaccare e bloccare il virus. Va anche sottolineato che trattandosi di vaccini basati sull’utilizzo dell’RNA messaggero sono facilmente aggiornabili contro future varianti. Per rifarne uno per così dire “aggiornato” potrebbe bastare un periodo di 4-6 settimane. 

I ritardi nella consegna hanno causato un dibattito che sta portando alla luce pareri discordanti. È meglio proseguire con i richiami o fornire la prima dose a più persone? 

Per una corretta vaccinazione è fondamentale rispettare i tempi indicati, aspettare troppo tra una dose e l’altra è sbagliato. Senza il richiamo – infatti – il sistema immunitario verrebbe messo in difficoltà perdendo le cellule che dovrebbero generare la memoria immunitaria; per questo motivo il vaccino non risulterebbe efficace. Faccio sempre questo esempio: è come far fare riscaldamento a una squadra di calcio e mandarla in campo tre ore dopo. Funzionerebbe malissimo, sconfitta assicurata. 

Dibattito aperto: chi ha già contratto il Covid deve vaccinarsi? 

I dati finora riportati in letteratura ci dicono che chi ha già avuto il Covid rimane immune per almeno sei mesi. Per questo motivo in questi soggetti può avere senso rimandare la vaccinazione, dal momento che il loro sistema immunitario è già stato attivato e funziona bene.

La terapia con gli anticorpi monoclonali potrebbe essere tra le più efficaci, quali sono gli sviluppi a riguardo?

La terapia con gli anticorpi monoclonali è molto interessante, ma è ancora in fase di sperimentazione. Gli anticorpi monoclonali sono capaci di bloccare il legame del virus al recettore delle cellule del polmone, e quindi potrebbero avere una certa importanza nelle fasi iniziali dell’infezione.

Si parla molto della vitamina D come aiuto nel prevenire o ridurre la possibilità di contagio…

La vitamina D è molto importante per il corretto funzionamento della risposta immunitaria, e sappiamo che gli stati di carenza vitaminica possono creare seri problemi. Ma per quanto riguarda la prevenzione del contagio, non ci sono ancora dati esaustivi.