di Mariachiara Spallanzani

La saracinesca si è abbassata su un altro capitolo di storia reggiana. A metà gennaio ha cessato l’attività il negozio di pelletterie Giancarlo Vicenzi sotto Broletto, indirizzo storico e luogo di shopping prediletto da tanti reggiani.

In una cornice elegante e mai scontata, per oltre 40 anni Giancarlo è stato il luogo dove darsi appuntamento dopo la spesa del sabato mattina, dove passare per vedere gli ultimi arrivi e guardare le vetrine allestite sempre con gusto impagabile e indiscussa creatività, ma anche dove finire il pomeriggio seduti sulle sedie da regista a parlare di arte, di cinema e di musica insieme a Carla e a Giancarlo, col suo immancabile sigaro.

Circondati da pellami pregiati, sciarpe, guanti e sete preziose, in un ambiente ovattato e famigliare, si sforava spesso l’orario di chiusura tra chiacchiere e aperitivi improvvisati, quando ancora il Covid era un termine sconosciuto e la socialità riempiva le giornate.

La cura per i dettagli, la passione per il prodotto italiano di qualità e una profonda conoscenza della clientela hanno fatto di questa boutique affacciata sui portici sotto Broletto un indirizzo storico nel cuore di Reggio.

Oltre a un altro aspetto non certo secondario in una storia di successo durata 40 anni: il garbo di Carla e Giancarlo. Entrare da loro ha sempre dato la certezza di un’accoglienza calorosa e benevola, preambolo di conversazioni cordiali sempre condite da saggi consigli e riflessioni brillanti.

Aperto nel 1978 con una sola vetrina, il negozio si è allargato negli anni ’80 fino ad arrivare alle dimensioni attuali negli anni ’90 quando vi lavoravano le due storiche commesse e collaboratrici Monica ed Evelina.

Negozio raffinato ed elegante, per decenni è stato anche un punto di riferimento per confronti culturali e racconti d’arte. Una sorta di salotto letterario per appassionati di pittura e scultura, ma anche per artisti celebri, cantanti famosi e amanti dell’opera lirica.  L’arte è infatti l’altra grande passione di Giancarlo Vicenzi, che per anni ha gestito la galleria La Minima, prima in Via Gabbi e poi in Via Resti.

Tanti gli aneddoti nascosti nelle pieghe del tempo che emergono dai ricordi di una vita di lavoro e passione: dalla partecipazione alla storica sfilata di Piazza San Prospero a metà degli anni ’80, alle vetrine allestite a tema in omaggio a qualche iniziativa del centro storico, come il Giro d’Italia o la Gara di scacchi.

Gli anni che passano hanno portato alla sofferta decisione di chiudere, ma per un capitolo che si conclude potrebbero già esserci all’orizzonte scelte diverse, che potrebbero portare a una direzione “artistica” verso il mai sopito amore per pittura e scultura.