di Nicola Zinelli

Ac. Reggiana – Foto d’archivio

Cremonese, Monza e Cosenza da queste tre partite, da giocare in 8 giorni, passa una buona fetta del futuro della Reggiana. Ma serviranno prestazioni decisamente diverse da quella messa in campo domenica sera contro il Lecce. La squadra vista al Città del Tricolore contro i salentini è stata più arrendevole e demotivata che stanca.

Sicuramente le tante assenze, domenica si contavano 8 giocatori infortunati, hanno influito sul rendimento della squadra, ma quella scesa in campo domenica sera è sembrata rassegnata alla sconfitta. E la sensazione che questa arrendevolezza abbia fatto perdere una grossa opportunità per tentare il colpaccio. Dico questo perché il Lecce arrivato a Reggio non scoppiava di salute: ai salentini mancavano 9 giocatori e le ultime prestazione non erano state degne di una grande squadra.

Infatti i giallorossi pugliesi nelle ultime sei partite hanno perso con l’Ascoli e pareggiato con Brescia, Entella e Pescara. Insomma i recenti risultati hanno messo in evidenza che non sono una corazzata invincibile. Ed è per questo che l’atteggiamento arrendevole e rassegnato con cui si sono presentati in campo Rozzio e compagni fa’ nascere mille rimpianti. Un risultato positivo avrebbe tenuto a distanza il Cosenza e, addirittura, scavalcare la Cremonese. Ma la sconfitta ha lasciato immutato la classifica.

A complicare la situazione ci si è messa la vittoria del Vicenza in casa del Chievo, infatti questo successo ha scavato un piccolo solco di 4 punti tra il gruppetto che si trova a 33 punti e la Cremonese, che è davanti ai granata di 1 lunghezza. Ed è per questo motivo che i prossimi tre incontri, in trasferta a Cremona e Monza e in casa il Cosenza, sono fondamentali per il futuro. Per affrontare nel migliore dei modi sarà fondamentale lavorare sulla testa dei giocatori affinché smaltiscano le tossine mentali lasciate dalla batosta di domenica sera. La speranza è di riuscire a recuperare qualche infortunato. C’è anche un aspetto tecnico da curare: nella sfida ai salentini si è rivista la Reggiana di dicembre, quella che non aveva né capo né coda ed era in balìa degli avversari. Contro la formazione di Corini, Alvini ha commesso l’errore di allestire una formazione sbilanciata con un centrocampo composto solo da due uomini che non sono riusciti ad arginare le folate dei pugliesi che arrivavano da ogni dove. Probabilmente una maggiore copertura avrebbe messo in difficoltà la manovra giallorossa. Questi errori, nel momento decisivo della stagione, non andrebbero commessi. Detto ciò, questa squadra ha l’atavico problema del gol.

Anche i nuovi arrivati non hanno risolto del tutto questo problema: Ardemagni svolge un gran lavoro per far salire la squadra, ma di lui si ricordano pochissimi tiri in porta e, fino ad oggi, ha segnato solo un gol su rigore; Laribi dopo i fuochi d’artificio delle prime partite è calato, complice anche un leggero infortunio; Siligardi è un oggetto misterioso, il suo arrivo non ha ancora dato i frutti sperati. Il solo Del Pinto si è rivelato un acquisto azzeccato. Per fare in modo che la Reggiana esca dalle sabbie mobili della zona retrocessione bisogna tirare in porta. Sembra un concetto banale, ma solo così si possono vincere le partite. Per farlo bisogna che i giocatori di maggior talento siano messi nelle condizioni di rendere al meglio: ad esempio Ardemagni deve ricevere il pallone anche in area, non solo a centrocampo. Dopo la sfida al Cosenza del 20 marzo, ci sarà la sosta e il campionato riprenderà il primo aprile con la trasferta a Frosinone. Per quella sfida dovrebbero essere rientrati quasi tutti gli infortunati, tranne Martinelli. E da quel momento inizierà il rush finale decisivo per le sorti della Reggiana.
Forza Reggiana!