
REGGIO EMILIA – La gravità e delicatezza della situazione dei pubblici esercizi richiede sforzi, energie e confronto deciso, continuo e serrato.
“Oggi festeggiamo il terzo mese al verde, senza ristori, con il 90% dei locali chiusi e senza alcun piano per la riapertura. È un momento drammatico, serve responsabilità a tutti i livelli.” Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi in una nota inviata ieri.

Anche a Reggio “il grido di disperazione lanciato nei giorni scorsi dai pubblici esercizi reggiani risuona giustamente nelle vie e nelle piazze deserte della città. Una disperazione che richiede soluzioni e forte impegno nel confronto incessante delle organizzazioni di rappresentanza con le istituzioni” – sottolinea in modo accorato il presidente provinciale FIPE, la Federazione italiana Pubblici esercizi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Fabio Zambelli.
Confronto con le istituzioni cruciale per sostenere le imprese durante la pandemia
«Le proteste – spiega – sono ovviamente condivise: le ingiustizie e iniquità che provano questi ristoratori e il senso di impotenza sono anche le mie». «Ogni giorno – continua Zambelli – la Federazione fa qualcosa per arginare la crisi: discutere l’impianto del decreto sostegno, bloccare gli aumenti contrattuali di marzo 2021, ribattere a Inail la distanza dei due metri, battere i pugni sui tavoli del Pnrr e tanto altro. Alimentare queste legittime proteste non ci farebbe più sedere a quei tavoli dove andiamo a discutere cose così importanti».
«So che le cose qui sopra non valgono tanto quanto la protesta di pancia, che ripeto è legittima, ma dobbiamo riuscire a far convivere le due cose: senza l’operato della Federazione tante cose non le avremmo nemmeno ottenute».
Pubblici esercizi senza liquidità per far fronte alle scadenze fiscali e contributive. Confcommercio: «Senza sostegno economico si arriva per forza alla protesta. Occorrono risposte subito»

La lotta per la sopravvivenza dei ristoratori e dei pubblici esercizi in generale a fronte della pandemia si sta facendo di giorno in giorno più difficile e proprio ieri erano in scadenza iva, ritenute e contributi Inps.
«Da sempre – spiega il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia Davide Massarini – sosteniamo che prima o poi saremmo arrivati al punto di non ritorno in cui i pubblici esercizi non avrebbero avuto più i soldi per pagare: comprendiamo perfettamente la voglia e il bisogno di tanti di protestare in modo anche forte».
«C’è urgente bisogno di risorse economiche – aggiunge Davide Massarini – perché senza un sostegno adeguato si arriva per forza a questo punto. FIPE, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi di Confcommercio, è presente con grande determinazione al tavolo delle trattative. Abbiamo detto che servono ristori proporzionati alla perdita di fatturato e abbiamo raccolto dal Governo dei segnali di apertura in tal senso. Non c’è più tempo, le imprese non sanno più come andare avanti e, come avevamo già evidenziato, sono arrivate al punto di non avere più liquidità per versare tasse e contributi: occorre che il Governo dia delle risposte subito».
«Per i nostri Associati e per tutti i pubblici esercizi il suggerimento in questa fase è, concretamente, e i nostri consulenti lo stanno facendo già per gli Associati Confcommercio, di fare molto bene i calcoli e a seconda dei casi e quando possibile rateizzare, ad esempio per l’iva, o compensare per chi ha dei crediti in quanto tali crediti sono compensabili trasversalmente su tutti i tributi», spiega infine Davide Massarini e conclude: «Siccome poi tanti, anche così, non riusciranno a pagare alla scadenza è indispensabile che venga prevista la cancellazione, almeno, di interessi e sanzioni per chi pagherà in ritardo».


