REGGIO EMILIA – Tornano alla carica i membri del comitato “Dalla parte dei GiardiniPubblici”, e lo fanno con una lettera per sollecitare un’attenzione più costante nei confronti del ‘polmone verde della città’ che, scrivono, “non può essere oggetto di attenzione episodica”.

“Nei primi giorni di aprile, dopo lungo tempo, sono (finalmente) state ripulite dalle foglie secche e detriti le aree dei giardini pubblici – sottolinea a nome del Comitato la prof. Flavia Rossi – Anche alcune zone, dove erano da lungo tempo abbandonate bottiglie di vetro, lattine e sacchetti di plastica sono state ripulite. Ce ne rallegriamo. Tuttavia, i nostri Giardini Pubblici, il più vasto polmone verde della città, non possono essere oggetto di attenzione episodica: la pulizia dovrebbe essere regolare e sistematica, come pure la manutenzione. Perché le panchine, per esempio, che sono di ottima fattura e robusta struttura, oltre che di gradevole disegno e cromia, non vengono manutenute/riparate? E’ così difficile provvedere a mettere qualche asse di legno dove mancano? Non si vorrà aspettare lo stanziamento dei 200.000 euro (cifra promessa, ma non certa) per questi basilari interventi! O c’è forse lo sciagurato progetto di lasciarle sempre più deperire per poi sostituirle con altre, come quelle più recenti il cui “legno” si è in breve tempo completamente rovinato e che si inseriscono nel verde circostante meno organicamente? Si sappia che noi saremmo assolutamente contrari! E che dire dei servizi igienici inagibili dal settembre del 2019?“.

“In attesa dell’incontro con l’assessora Bonvicini e i tecnici competenti sull’area (la richiesta del nostro Gruppo è stata inviata lo scorso 15 marzo), – continuano – si ribadisce che lo stato del Giardini Pubblici non è degno della nostra città. I diversi aspetti di degrado, incuria e abbandono, sia del patrimonio monumentale che di quello arboreo e del verde in generale, necessitano di interventi strutturali nel quadro di un progetto globale per la loro RINASCITA. E i cittadini (i Giardini Pubblici non sono forse chiamati “Parco del popolo”?) meritano ascolto”.