Come fare al giorno d’oggi a trovare i fondi per finanziare un’idea, un progetto? Come dare concretezza a quelle iniziative che, se finanziate, potrebbero dimostrarsi rivoluzionarie perché nate nella mente di ragazzi che si appoggiano al presente per migliorare il futuro? Due domande che faticano sempre di più a trovare risposte all’interno del sistema bancario, imbrigliato tra la paura dovuta ai sempre più numerosi fallimenti di aziende e dalle stringenti norme di Basilea, che hanno messo gli istituti di credito nelle condizioni di concedere credito solo ad aziende sane e in grado di rispettare questi stringenti parametri.

Se le banche fossero l’unica strada per trovare fondi, probabilmente la spinta creativa e innovativa di chi sviluppa potenziali progetti innovativi, ma non ha i capitali per farli nascere, morirebbe nella culla. Fortunatamente esistono altri strumenti che vengono sempre più utilizzati da singoli cittadini, neo imprenditori e aziende già strutturate per reperire le risorse necessarie a valorizzare la propria attività. Ed è proprio di questi ultimi canali che si occupa un interessante pubblicazione “Forme di finanziamento alternative al sistema bancario” realizzata da due cittadini albinetani: Alberto Rainieri e Sergio Manini, ed edita da Dario Flaccovio editore.

“Attualmente le banche – spiegano gli autori – devono rispondere a regole sia interne, che europee, nel concedere prestiti per finanziare nuove attività. Ma oggi le garanzie che si pretendono sono un miraggio per chi vorrebbe realizzare progetti rivolti al futuro. Per questo motivo idee imprenditoriali, anche molto interessanti, muoiono sul nascere. Ciò impoverisce enormemente lo sviluppo economico e culturale di una società”.

Ecco allora che nel volume vengono illustrati canali alternativi alla richiesta diretta alle banche. Nella prima parte vengono presi in esame strumenti regolamentati dalle leggi dello stato come il microcredito, il selfiemployment e il “Nuove imprese a tasso zero”. Nella seconda parte si affrontano il crowfounding, il business angel, la private equity e i minibond.

I due autori sono formatori e operatori di settore. Rainieri, laureato in Economia aziendale, collabora come libero professionista con agenzie di marketing e comunicazione, studi professionali e aziende, sia in Italia che in Brasile. Si occupa di formazione professionale in alcuni centri emiliano romagnoli ed è docente alla scuola secondaria di secondo grado in Scienze economico aziendali. Manini si è occupato di sviluppo commerciale in ambito bancario nel reggiano, come esperto nella concessione del credito. Attualmente si dedica alla formazione trattando argomenti inerenti al commercio estero e ai rapporti banca-impresa. Nel triennio 2009-20011 ha ricoperto la carica di presidente regionale dell’Aif (Associazione italiana formatori).

La forza di questo volume risiede nella semplicità con la quale gli autori riescono ad illustrare percorsi finanziari anche ai non esperti nel settore. Il tutto con notevole precisione e accuratezza. Questo libro arricchisce le prospettive del lettore e lascia in lui un rassicurante senso di fiducia derivato dal fatto che, nonostante le paure e le delusioni, ci sia modo di superare le difficoltà attraverso la conoscenza di strumenti già a disposizione sul mercato.

“Le buone idee germogliano in qualsiasi ambito della società: sanitario, culturale, artistico e sportivo – concludono i due – Pensiamo a come questi sistemi di finanziamento alternativo abbiano permesso la nascita del Core a Reggio Emilia, dello stadio della Juventus a Torino, la ristrutturazione del portico di San Luca a Bologna e la pubblicazione di opere artistiche. Sarebbe un vero peccato rinunciare a queste opportunità che il mercato finanziario offre, per il semplice fatto di non esserne a conoscenza tutto questo”.