REGGIO EMILIA – Si tratta di un percorso di terapia non farmacologica che mira a valorizzare le doti comunicative delle persone con Alzheimer e altre forme di demenza, facendo riaffiorare ricordi e vissuti, emozioni e parole. Ma anche un’opportunità di stare insieme, superando le distanze che purtroppo l’emergenza sanitaria ha creato. Temporaneamente sospesi nella loro forma in presenza presso il Centro Sociale I Boschi di Puianello, gli incontri di musicoterapia si svolgono da ottobre 2020 sulla piattaforma Zoom grazie al contributo della Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero (Banco Bpm) che ha reso possibile il Progetto e consentito l’acquisto di 15 dispositivi extra, tra cuffie e lettori MP3, per dedicarsi alla musicoterapia anche al di fuori dell’orario degli incontri, ascoltando ognuno la propria playlist.

Cambiano le modalità, ma non la voglia di partecipare e condividere esperienze: tramite la produzione e l’ascolto di musica le persone con demenza godono di uno stato di benessere e recuperano risorse cognitive ed emotive, sentendosi valorizzate nelle loro capacità. Anche chi ha forme di compromissione molto invalidanti è spesso in grado di ricordare melodie e parole dei motivi che hanno caratterizzato la sua vita, perché le aree del cervello associate alla memoria musicale subiscono meno danni rispetto ad altre zone. Vi è dunque un beneficio che riguarda la sfera dell’identità e della consapevolezza, ma non solo: i partecipanti alla musicoterapia sviluppano un forte senso di appartenenza al gruppo, che comprende anche chi li affianca durante gli incontri, familiari e caregiver.

Coordinate dal musicoterapeuta e dalla psicologa-psicoterapeuta, le attività – sedute di due ore con cadenza settimanale – si svolgono grazie al costante impegno di AIMA Reggio Emilia nella cura del benessere delle persone con Alzheimer o altre forme di demenza, e al supporto di Fondazione BSGSP.

«È importante che in questo momento così difficile non venga meno l’attenzione ai più fragili», commenta il Presidente della Fondazione BSGSP, Claudio Rangoni Machiavelli. «Siamo molto felici di essere ancora una volta di supporto alla comunità e di aver dato il nostro contributo per proseguire il Progetto AIMA e integrarlo mettendo a disposizione nuove attrezzature».

«La musica ha il forte potere di unire e liberare la mente. Non soltanto chi interviene in modo più attivo nel corso delle sessioni ne trae beneficio, l’importante è esserci e condividere attimi di serenità e di benessere. Spesso il canto e il movimento sono di per sé liberatori, non mancano poi momenti di dialogo e allegria tra un brano e l’altro», riferisce Nadia Medici, una delle partecipanti dell’iniziativa. «La partecipazione online è molto buona, chi seguiva gli incontri in presenza ha continuato a farlo sul web: la musica non si ferma malgrado le distanze, anche se speriamo di poterci presto rivedere dal vivo».