Gli investigatori sono tornati nella casa di via Magnanini 13 a San Martino in Rio, teatro dell’omicidio di Paolo Eletti e del tentato omicidio della moglie, Sabrina Guidetti, avvenuti il 24 aprile scorso. Reati per i quali è sospettato il figlio Marco, di 33 anni, dal 25 aprile in stato di arresto nel carcere di Modena. In mattinata, come previsto, nella casa teatro del fatto di sangue sono arrivati gli specialisti del Ris di Parma, insieme ai colleghi del nucleo investigativo di Reggio, che già nei giorni scorsi avevano scandagliato l’edificio per eseguire una lunga serie di accertamenti. Ma al sopralluogo di oggi, anche con l’ipotesi di incidenti probatori decisivi per il proseguio delle indagini e del chiarimento di quanto accaduto, era presente l’avvocato Luigi Scarcella dello studio legale Bucchi, che assiste l’unico indagato, il figlio della coppia vittima del fatto di sangue. Una presenza che fa ipotizzare l’esecuzione di accertamenti mirati.

Da una parte la Procura della Repubblica punta a ottenere conferme alle proprie tesi accusatorie, che già si compongono di una serie di elementi che fanno pensare ad un’azione del giovane figlio alla base dell’omicidio-tentato omicidio, a cui si uniscono diverse contraddizioni emerse dalle dichiarazioni rese dallo stesso imputato in fase di interrogatorio, nelle ore successive la tragedia, da lui stesso segnalata con una telefonata di richiesta di soccorso alla centrale operativa del 118. La difesa, invece, si dice convinta che vi siano invece diversi elementi a favore delle tesi del giovane indagato, il quale ha da subito negato di essere coinvolto nel delitto, per poi trincerarsi in un silenzio totale in attesa – come ha ammesso l’avvocato difensore – di avere un quadro indiziario più chiaro che possa permettere un’analisi completa a 360 gradi della situazione.

Intanto, con alcuni parenti di Paolo Eletti, insieme all’amministrazione comunale di San Martino in Rio, si sta cercando di organizzare al più presto il funerale della vittima, dopo che già da alcuni giorni la Procura ha concesso il nulla osta, restituendo la salma ai familiari, al termine dell’autopsia e di tutti gli accertamenti medico legali.

Si pensa di fissare un funerale, probabilmente la prossima settimana, per poi provvedere a una tumulazione provvisoria in cimitero, in attesa che la moglie possa riprendersi dal coma in cui si trova dal 24 aprile scorso, per poi decidere come procedere, confermando la tumulazione oppure ricorrere alla cremazione del feretro. L’agenzia di onoranze funebri Rossi si è detta disponibile a concedere gli spazi per la camera ardente, con il Comune che potrebbe farsi carico delle spese per la sepoltura provvisoria.