
REGGIO EMILIA – Sono stati oltre 1.500 gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado coinvolti, a Reggio Emilia, nel progetto “L’arte a scuola_The Faces of innocence”, promosso da Amministrazione comunale e Fondazione Besharat Art, voluta da Massoud Besharat, mecenate di origini iraniane che lavora e vive tra Stati Uniti e Francia, e la collaborazione dell’artista reggiana Donatella Violi, con l’obiettivo di portare le suggestive immagini di Steve McCurry – uno tra i più grandi fotografi viventi, autore di straordinari reportage e membro della prestigiosa agenzia Magnum – in 25 scuole di Reggio Emilia e provincia. Oltre alle scuole, gli scatti sono stati allestiti anche negli spazi dell’Ospedale pediatrico-Psicologia infantile del Santa Maria Nuova.
Le scuole come gallerie d’arte, dunque, con oltre 800 fotografie in mostre allestite nei luoghi frequentati ogni giorno dagli alunni – spazi comuni, corridoi, cortili delle scuole – in cui l’arte si pone al servizio dell’umanità: il progetto puntava a incoraggiare compassione ed empatia tra bambini e ragazzi di elementari e medie, in un’età non ancora influenzata da pregiudizi, attraverso il contatto quotidiano con una forma di arte che rappresenta le somiglianze tra gli esseri umani, pur mostrandone le differenze.
Intorno alle immagini, in questi mesi gli studenti sono stati coinvolti attivamente in un percorso di osservazione e riflessione a cura del servizio Officina educativa, grazie alla collaborazione con gli insegnanti, e nel raccontare le loro impressioni attraverso le parole, i disegni e la fotografia.

Sono state tante e diverse le suggestioni raccolte, dal punto di vista etico, antropologico, geografico, poetico e interdisciplinare. Da subito le opere hanno incuriosito e affascinato bambini, ragazzi e adulti, suggerendo ipotesi di approfondimento, in relazione ai diversi temi proposti dall’artista, e anche molte domande.
I materiali prodotti dagli studenti reggiani saranno pubblicati in un volume edito dalla Fondazione, insieme agli elaborati delle altre scuole partecipanti in tutto il mondo e si sta lavorando alla costruzione di “gemellaggi” fra le scuole reggiane e altre scuole del mondo coinvolte in questo progetto.
Mercoledì 19 maggio, alle ore 17, è inoltre in programma dalla Scuola primaria Dall’Aglio una conversazione tra il sindaco Luca Vecchi e Steve McCurry, che sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Comune di Reggio Emilia. Per l’occasione sarà presente anche un gruppo di alunni in rappresentanza di quelli coinvolti nel progetto, che porrà domande in inglese al fotografo rispetto al significato delle sue immagini e all’attività svolta in questi mesi nelle scuole. All’iniziativa prenderanno parte anche Donatella Violi e Massoud Besharat: coordina l’incontro Margherita Grassi.
È infine in via di definizione un programma di visite guidate aperte alla città, in giugno, a cura dei bambini che hanno realizzato il progetto, connettendo l’iniziativa a Fotografia Europea.

Il progetto è stato presentato questa mattina in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco Luca Vecchi e l’assessora a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Pertini I Annamaria Corradini e l’artista e curatrice del porgetto Donatella Violi. Era inoltre presente Iride Sassi del Servizio Officina educativa.
“Questo bellissimo progetto, che è arrivato a migliaia di studenti – ha detto il sindaco Luca Vecchi – ha il grande merito di far incontrare l’espressione artistica di uno tra i fotografi più importanti del mondo e l’originale esperienza delle scuole reggiane, in cui la didattica si integra in maniera peculiare con la ricerca e l’esplorazione attraverso linguaggi diversi. E’ la testimonianza di una scuola di qualità, in grado di offrire un contributo importante non soltanto sul piano educativo, ma anche rispetto alla felicità di bambini e ragazzi. Un’esperienza diffusa sul territorio per portare arte e punti di vista culturali a tante persone, innescando riflessione, creatività e apprendimento, e creando relazioni con il mondo”.

“Questo progetto arriva a Reggio Emilia trovando la grande disponibilità e collaborazione delle nostre scuole, che si confermano luoghi curiosi e aperti alle collaborazioni – ha detto l’assessora Raffaella Curioni – Il progetto non poteva che accadere a Reggio Emilia, nella città della scuola aperta e diffusa, che ha saputo costruire una nuova modalità didattica e di apprendimento: grazie alle immagini di McCurry, le scuole diventano gallerie d’arte, in cui i bambini e i ragazzi costruiscono relazioni con i bambini e i ragazzi di altri Paesi molto lontani dalla loro realtà. Si tratta di un punto di partenza, su cui lavorare per costruire gemellaggi fra le nostre scuole e le tantissime altre scuole coinvolte in tutto il mondo, dalla Francia all’America fino all’Australia”.
La dirigente Annamaria Corradini ha raccontato l’apporto delle scuole al progetto, descrivendo le modalità di partecipazione degli studenti e del personale docente, mentre Donatella Violi ha approfondito la collaborazione con la Fondazione Besharat Art; infine Iride Sassi ha ricordato l’apporto del Servizio Officina Educativa e il coinvolgimento delle altre realtà scolastiche a Reggio e provincia.
Le 800 fotografie sono arrivate nelle scuole reggiane grazie alla Fondazione Besharat Art e la collaborazione dell’artista reggiana Donatella Violi. Già avviato negli Stati Uniti e in Francia, Australia, Germania e Grecia, l’ambizioso progetto di Massoud Besharat è dunque sbarcato anche in Italia, a partire dalla città di Reggio Emilia.
“La Fondazione – spiega Donatella Violi – ha ritenuto di prendere Reggio Emilia come esempio per continuarne a proporre lo sviluppo del progetto in tutto il mondo. Aprire la mente e accogliere tutte le realtà così diverse soprattutto in un momento come questo, di chiusura totale, per dar loro nuovi strumenti di cultura e umanità allargando gli orizzonti. Un progetto che si propone di sviluppare compassione ed empatia, in particolare nei giovani, futuri guardiani della Terra e della vita su di essa, compassione come partecipazione alle sofferenze altrui, empatia come capacità di mettersi nei panni dell’altro, perché una società armoniosa, equilibrata e fiorente, deve essere fondata sulle somiglianze che ci uniscono, piuttosto che sulle differenze che ci dividono”.


