REGGIO EMILIA – L’attesa è finita. La città riprende ad essere invasa dalla fotografia, in occasione della nuova edizione di Fotografia Europea, dopo un anno di sospensione. Ieri è stata inaugurata ai Chiostri di San Domenico la mostra Collettiva di “Giovane Fotografia Italiana” RECONSTRUCTION, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi.
Il progetto, promosso dal Comune di Reggio Emilia con numerosi partner internazionali, dedicato alla valorizzazione degli artisti under 35, alla sua ottava edizione, quest’anno invita gli artisti a presentare progetti che incarnino un approccio militante nella relazione tra fotografia e immaginazione in dialogo con il tema scelto dal festival.
RECONSTRUCTION presenta i sette progetti di Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, Vaste Programme, Martina Zanin, Elena Zottola, tutti artisti affermati, vincitori di premi prestigiosi, selezionati attraverso una call pubblica da una giuria internazionale, composta dai curatori, insieme ai rappresentanti dei festival partner: Carine Dolek per Circulation(s), festival de la jeune photographie europeénne di Parigi, Shoair Mavlian per Photoworks Festival di Brighton e Chiara Fabro per Panoràmic di Granollers, Barcellona.
Il tema RECONSTRUCTION era stato concepito per l’edizione 2020 e riproposto oggi, assume ulteriori possibili sfumature e interpretazioni. La fotografia può essere un linguaggio tra i più efficaci per ricostruire il passato, costruire il reale nelle sue multiple dimensioni, anticipare nuove visioni e un’idea di futuro.
“Sono entusiasta e orgogliosa di Giovane Fotografia Italiana – ha detto l’assessora a educazione Raffaella Curioni – che negli anni è cresciuta tantissimo, sia in termini di professionalità e competenza. Questa ottava edizione in particolare ha visto una partecipazione straordinaria: su quasi 260 giovani artisti e artiste nazionali e internazionali ne sono stati selezionati solo sette.
Sono anche molto orgogliosa di questa città, che continua a dare a tanti artisti e artiste la possibilità di fare della loro passione un lavoro. Non è una cosa scontata, ma una spinta per continuare ad essere una città particolarmente attenta ai giovani, all’educazione e alle competenze dei nostri talenti; qualità che rendono Reggio Emilia attrattiva da molti punti di vista”.
“È molto bello – ha affermato l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti – lanciare l’ottava edizione di Giovane Fotografia Italiana da questo luogo, i Chiostri di San Domenico, lo stesso da cui l’anno scorso siamo ripartiti con la mostra nei tabelloni pubblicitari “Spazio Libero” che coinvolgeva gli artisti di diverse edizioni di Giovane Fotografia Italiana. Questa nuova edizione sarà preziosa ed è evidente, anche solo guardando il modo in cui è stata pensata, curata e allestita, quanto sia significativa per i curatori, gli artisti e per tutta la squadra che ci ha lavorato. Il tema della ricostruzione vuole darci una prospettiva differente su come reinterpretare il nostro abitare il mondo, attraverso l’arte, la cultura ma soprattutto attraverso lo sguardo dei giovani, sicuramente diverso da quello dei grandi fotografi ospiti al Festival di Fotografia Europea, ma proprio per questo estremamente importante”.
“Era da tempo – sottolinea Daniele De Luigi – che non mi emozionavo così tanto alla presentazione di una mostra, pur facendo questo lavoro da diversi anni. È passato oltre un anno dal lancio della call di Giovane Fotografia Italiana che risale a fine 2019. Il tema prescelto è stato quasi profetico. I progetti di Domenico Camarda, Alisa Martynova, Irene Fenara, Francesca Pili, Vaste Programme, Martina Zanin, Elena Zottola sono molto diversi, ma si armonizzano tra loro per uno sguardo verso il futuro”.
“In un momento in cui si assiste all’esplosione del digitale – afferma Ilaria Campioli – i progetti proposti quest’anno rimandano alla materialità della fotografia: un oggetto nello spazio e nel tempo. I progetti che affrontano temi attualissimi quali gli spostamenti, l’ identità individuale, il rapporto con la natura hanno una forte attitudine all’installazione e includono gli album di famiglia, i dispositivi creati appositamente per la visione, le cartoline d’artista, i tappeti, i libri e altro”.













