Saman Abbas

NOVELLARA – Saman strangolata, il papà in lacrime quando lo zio è tornato dopo avere commesso il delitto. Questo l’ultimo scenario che si sta ricostruendo sulla base di quanto fino ad ora raccolto dagli inquirenti che indagano sulla scomparsa da oltre un mese di Saman Abbas, la 18enne pachistana che si è sottratta al matrimonio combinato al quale la sua famiglia voleva obbligarla con un cugino. A raccontare questo è sempre il fratello della ragazza, fermato dai carabinieri prima che fuggisse con lo zio, quello zio accusato di essere l’esecutore materiale del delitto. Quello zio che al ragazzo avrebbe detto di non raccontare nulla ai carabinieri. Uno zio violento, temuto nella stessa famiglia e dalla stessa famiglia di saman, ora ricercato a livello internazionale.
Dunque l’ipotesi che sempre più prende consistenza è proprio quella delineata dall’inizio dagli investigatori.

Il 29 aprile le telecamere della videosorveglianza dell’azienda agricola di Novellara in cui la famiglia pakistana lavorava, dall’abitazione escono tre uomini armati di pala (come si vede nel fotogramma)

Sono lo zio di Saman e due cugini. Si presume siano andati nei campi a scavare la fossa per il cadavere di Saman.
Il giorno dopo Saman esce da quella stessa casa con i genitori. Ha uno zaino sulle spalle. Non fa più ritorno. I genitori rientrano in casa senza di lei. Il padre poi esce di nuovo e quando torna ha con sé lo zaino di Saman ma della figlia non c’è più traccia
Papà è tornato e piangeva, avrebbe dichiarato agli inquirenti il fratello di Saman.
Questo l’epilogo agghiacciante della vicenda, mentre ancora , ad oggi, i carabinieri cercano un corpo che non viene trovato.