di Antonio Lecci

NOVELLARA – Ricerche in misura ridotta, questo fine settimana nelle campagne di Novellara. La ricerca del corpo di Saman Abbas prosegue oggi e domani con una serie di carotaggi, con l’impiego di una squadra di carabinieri che sta preparando il terreno con appositi fori in alcune delle zone in cui l’elettromagnetometro nei giorni scorsi ha evidenziato diverse presenze sospette nel sottosuolo. Almeno quindici i punti indicati dal sofisticato attrezzo. Cinque sono stati visionati e controllati, anche con scavi, senza trovare nulla di particolare. Ne resta un’altra decina che dovrà essere verificata nuovamente, anche con i cani molecolari del nucleo cinofili dei carabinieri di Bologna, che dovrebbero tornare a inizio settimana per nuove ricerche nella zona indicata come la più probabile in cui, dopo l’omicidio ipotizzato dalla magistratura, potrebbe essere stato nascosto il corpo della diciottenne pakistana.

Dopo una settimana molto impegnativa dal punto di vista delle ricerche, ora l’attività sta proseguendo con una fase interlocutoria, con quei carotaggi necessari per preparare il campo all’intervento dei cani molecolari. Si sperava nella testimonianza del cugino Ikram Ijaz, ora in stato di arresto, per ottenere qualche indicazione in più su un’area definita in cui cercare. Ma lo stesso giovane pakistano rigetta le accuse e al momento preferisce il silenzio.

Intanto, si conferma la tesi su come da giorni, già da metà aprile, fosse forte nei carabinieri il sospetto che la situazione di Saman potesse degenerare da un momento all’altro. Gli accertamenti del comandante della locale caserma, il luogotenente Pasqualino Lufrano, aveva sollecitato controlli e azioni per riallontanare la ragazza dall’abitazione della famiglia. Ma i servizi sociali avrebbero indicato solo il 3 maggio la data in cui intervenire per trasferire la ragazza in un’altra comunità protetta, pare per non turbare gli equilibri nella famiglia Abbas. Ma il 3 maggio era già troppo tardi per salvare la ragazza da un drammatico destino.