
REGGIO EMILIA – Ha ribadito le accuse verso lo zio Danish Hasnain, ha ribadito la tesi del delitto della sorella, ma continua a difendere i genitori, a chiedere di poter tornare da loro in Pakistan.
Dopo il lungo e impegnativo interrogatorio di ieri, in forma protetta in tribunale a Reggio, nel fratello minore di Saman Abbas resta il desiderio di fuggire dall’Italia. Ci aveva provato il mese scorso proprio con lo zio, quando erano stati fermati a Imperia. Ci aveva provato un paio di settimane fa dalla comunità in cui è accolto in questo periodo.
E risulta averci provato anche ieri, dopo l’udienza, riuscendo a sfuggire per un istante al controllo degli operatori, conquistando un paio d’ore di libertà, prima di essere intercettato dai carabinieri, che lo hanno riportato nella struttura protetta in cui è assistito. Questo atteggiamento fa pensare che il giovanissimo pakistano abbia dei contatti esterni che lo potrebbero sostenere in caso di fuga. Altrimenti cosa potrebbe fare un giovane di 16 anni, senza appoggi e senza documenti, se non essere fermato a ogni controllo di polizia? E’ provato che il giovane abbia avuto indicazioni su cosa dire e probabilmente anche su cosa fare nel caso fosse stato fermato dalle forze dell’ordine.
E forse c’è un piano per farlo tornare dai genitori, pur se questa ipotesi non può essere neppure presa in considerazione, vista l’importanza della sua testimonianza in caso di processo.
Intanto, mentre in Italia la comunità pakistana, almeno in modo formale, si schiera contro il delitto e chiede di assicurare i responsabili alla giustizia, come ha confermato pure il console pakistano in Italia ieri a Novellara, nel paese d’origine di Shabbar Abbas e della moglie sembra essersi alzato un muro di protezione a loro favore. Ai giornalisti italiani che hanno raggiunto la loro abitazione, nel Paese asiatico, è stato risposto che loro non ci sono. Ma ci sono testimonianze che provano la loro presenza nel villaggio di Charanwala. Nello stesso villaggio sembrano inoltre difendere l’operato della famiglia Abbas, in particolare per la fuga d’amore di Saman con il fidanzatino pakistano che vive in Italia, con il quale sarebbe stata in visita a Roma per diversi giorni, a metà aprile, dopo essersi allontanata dalla comunità bolognese dove era ospitata. E questo avrebbe provocato quello strappo finale che l’avrebbe condannata a morte.




