Chiostri di San Pietro

REGGIO EMILIA – Il progetto di riqualificazione dei Chiostri di San Pietro sarà al centro di un progetto di studio di peer learning. che questa settimana coinvolgerà 25 soggetti – tra urbanisti, architetti, operatori culturali e innovatori sociali – provenienti da Bulgaria, Francia, Polonia, Grecia, Irlanda, Belgio, Spagna, Svezia, Germania, Cipro, Slovenia, Regno Unito. Il recupero di questo monumentale spazio all’interno del centro storico di Reggio è stato selezionato tra le migliori 30 buone pratiche, nell’ambito del bando europeo “Cultural Heritage in Action”, che premia le esperienze più innovative di valorizzazione e protezione del patrimonio culturale. Ovvero, quelle che hanno avuto impatto e risultati riscontrabili, con caratteristiche di replicabilità e particolare attenzione ai temi di governance partecipativa e qualità degli interventi.

Per questo, a partire da oggi e per tutta la settimana, 21 delegati di vari paesi europei incontreranno – purtroppo virtualmente, in modalità on line – i protagonisti del restauro, della riqualificazione funzionale e della “nuova vita” dello splendido complesso benedettino di via Emilia San Pietro. Obiettivo è analizzare il caso dei chiostri come best practice da approfondire e a cui ispirarsi per replicare in altri contesti un analogo progetto di recupero di spazi collettivi da realizzare insieme alle rispettive realtà di riferimento.

I partecipanti avranno la possibilità di conoscere, oltre al progetto, anche il contesto in cui è stato realizzato, di comprenderne il modello di business e la cooperazione con la comunità locale e gli altri attori del progetto. A illustrare i diversi aspetti che ruotano attorno alla “rinascita” dei Chiostri saranno, oltre al sindaco Luca Vecchi, gli assessori Lanfranco De Franco (partecipazione e patrimonio) e Annalisa Rabitti (cultura e marketing territoriale), Massimo Magnani, dirigente dell’Area progetti speciali del Comune, Andrea Zamboni dello studio Zamboni associati architettura. Interverranno anche gli attuali gestori degli spazi: Davide Zanichelli per la parte monumentale dei chiostri, Antonietta Serri per il Laboratorio Aperto, Paola Cavazzoni per lo spazio ristoro.

“Questo momento di confronto con i partner europei testimonia l’importanza del progetto di recupero funzionale dell’edificio storico, che ha consentito di restituire alla fruizione pubblica uno dei monumenti architettonici più belli e interessanti della nostra città – afferma l’assessore Lanfranco De Franco – Questo spazio, oltre a rappresentare un’attrattiva interessante dal punto di vista dello sviluppo turistico, è luogo e sede di progetti di innovazione sociale e di partecipazione civica a disposizione di imprese, pubbliche amministrazioni, mondo della ricerca, associazioni e singoli cittadini”.

Il progetto europeo Cultural Heritage in Action è un programma di apprendimento tra pari (peer learning) per i responsabili delle politiche locali e regionali con l’obiettivo di condividere e scambiare conoscenze sul patrimonio culturale e consentire alle città e alle regioni di rafforzare le politiche e le iniziative in materia, sviluppando soluzioni innovative per preservare i beni. È finanziato dal programma Europa Creativa ed è sviluppato da Eurocities, Europa Nostra, Kea (centro di ricerca cultura e industrie creative), Errin (European Research and Innovation Network) e il Consiglio degli Architetti d’Europa.