di Antonio Lecci

La casa di riposo di Poviglio è destinata a chiudere durante l’estate. Nonostante il no dell’amministrazione comunale povigliese, appoggiata da gran parte dei familiari dei 22 ospiti della casa protetta e del sindacato Cgil, sembra confermata la delibera approvata dai sindaci della Bassa, soci dell’Asp Progetto Persona che gestisce le case di riposo di Poviglio, Brescello, Luzzara e Gualtieri.

E potrebbero non servire gli striscioni apparsi in questi giorni non solo davanti alla casa protetta ma pure davanti al municipio, invitando a non chiudere la struttura. Ma non sembrano esserci alternative di fronte alla impossibilità di trovare infermieri per sostituire quelli destinatari delle ferie. E così i 22 ospiti della Casa protetta di Poviglio saranno trasferiti in gran parte a Brescello, gli altri fra Gualtieri e Luzzara.

Ieri sera un consiglio comunale straordinario a Poviglio, le opposizioni si sono schierate al fianco del sindaco Cristina Ferraroni. A fare da opposizione ci ha pensato un consigliere di maggioranza, Juri Iemmi, il quale non ha escluso un sì al piano di chiusura provvisoria se questa è l’unica soluzione per garantire sicurezza e salute. Ha poi fatto riferimento a situazioni strutturali, a situazioni debitorie. E ciò ha fatto infervorare il sindaco, che ha ricordato come esista un problema nel piano di evacuazione, ma già riscontrato nel 2014, contestando l’emersione del problema solo ora.

Nel dibattito interviene anche l’Asp Progetto Persona, presieduta da Aspro Mondadori, che con un comunicato espone la propria versione sul fatto. Con un lungo comunicato, l’Asp ricostruire la cronistoria della vicenda. Segnala come già Gualtieri si era proposta di chiudere in estate la propria struttura, ma il numero elevato di ospiti avrebbe reso problematica l’organizzazione nelle altre case protette. La stessa operazione per Le Radici di Poviglio, invece, permetterebbe certezze sugli standard di servizio erogati. La chiusura sarebbe dal 5 luglio al 30 settembre. “In questi giorni si sta provvedendo ad incontrare i famigliari degli utenti ed il personale che sarà direttamente coinvolto in questo progetto per condividerne ogni aspetto. Un ulteriore incontro si terrà con le rappresentanze sindacali”, dicono da Asp, segnalando come per cercare la condivisione della scelta anche con Poviglio la decisione è stata rinviata per ben tre volte, dal 4 giugno in poi.

Asp segnala poi come gli ospiti di Poviglio saranno trasferiti in strutture molto confortevoli, di recente costruzione, che garantiscono standard più elevati di quelli presenti nella struttura di provenienza. L’alternativa a questa proposta sarebbe quella di chiudere temporaneamente dei servizi per liberare risorse umane. Ma questo vorrebbe dire dimettere parte degli utenti in carico, da trasferire non in altre strutture ma al domicilio dei loro familiari.