Superano il migliaio le persone in isolamento in provincia di Reggio dopo il balzo nei contagi dell’ultima settimana. E i vertici dell’Ausl reggiana non nascondono la preoccupazione: “Come si temeva, a distanza di una decina di giorni dai festeggiamenti per la vittoria degli europei si è verificato il previsto innalzamento nel numero dei positivi”, afferma la dott. Cristina Marchesi. “In questo momento l’impatto sull’ospedale non è ancora rilevante – precisa – ma avere tanti casi positivi vuol dire un aumento importante della pressione su tutte le altre attività, dal tracciamento, alle Usca, alle conseguenze sulla sanità pubblica e all’impatto sociale, con persone che non possono andare al lavoro o che devono disdire prenotazioni e vacanze. Contavamo che a luglio non ci sarebbero stati questi numeri”.

Aumento di prenotazioni col Green Pass

Intanto da quando si è iniziato a parlare di Green Pass anche a Reggio c’è stato un aumento nelle prenotazioni. “Ci aspettiamo che l’incremento continui anche nei prossimi giorni – specifica il direttore generale – Abbiamo messo a disposizione anche appuntamenti in più già da domenica grazie a consegne più consistenti da parte di Moderna. Chi oggi si prenota tramite i soliti canali trova posto nell’immediato”.

Dott. ssa Emanuela Bedeschi e dott.ssa Cristina Marchesi

Ma per il rilascio della certificazione l’Ausl ricorda che è compito del Ministero. “Siamo stati sommersi dalle telefonate di cittadini che richiedono il Green Pass, ma tutto quello che compete all’azienda sanitaria è registrare l’avvenuta vaccinazione e mettere a disposizione i dati, poi subentra il Ministero. Chi si è ammalato all’estero, deve comunicarlo all’Ausl per l’avvenuta registrazione, poi l’Ausl non c’entra più”.

L’appello è a non intasare i centralini per richieste in cui l’Ausl non può intervenire.

Vacanze e focolai: dai caroselli alle vacanze in Riviera

Le vacanze, i maggiori contatti, spiagge e locali in cui, pur essendo chiuse le discoteche, si balla e ci si muove senza distanziamento, gli Europei che hanno inevitabilmente determinato assembramenti sia durante la visione delle partite che nei caroselli post vittoria, stanno presentando un conto salato, soprattutto tra i giovani e giovanissimi, la categoria più colpita in questa nuova fase della pandemia.

“Da un numero di casi che da settimane si attestava intorno o sotto ai 10, ci siamo improvvisamente trovati a essere stabilmente sopra i 50, con punte sopra i 70, e un’età media molto bassa, sono infatti moltissimi i giovani e giovanissimi a contrarre il virus in questo momento – spiega la dott. Emanuela Bedeschi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica – “una buona parte di loro è sintomatica, anche se le manifestazioni nella maggior parte dei casi non sono gravi. Si tratta di giovani che hanno svolto attività insieme in vacanza o nei festeggiamenti e nella visione delle partite degli europei, anche dagli schermi giganti. Focolai reggiani si sono sviluppati anche tra gruppi consistenti di persone che sono state in vacanza in Riviera, confermati anche dai colleghi della Romagna che registrano numeri molto alti”.

Bedeschi sottolinea la difficoltà nell’attività di tracciamento a causa della scarsa collaborazione e della reticenza a fornire informazioni sui contatti, ma, precisa, “il contact tracing è efficace solo se si può svolgere in tutti i suoi passaggi”.

Cosa prevede il tracciamento di un positivo e quali sono i tempi di quarantena di un contatto

“Il protocollo prevede che nel momento in cui c’è un caso positivo, si vadano a ricercare tutti i contatti stretti avuti dal positivo nelle 48 ore precedenti, cioè persone che siano state per esempio in ambienti insieme, che siano stati vicini a mangiare e parlare senza mascherina, o che abbiano fatto viaggi in macchina. Una volta individuate, a queste persone viene fatto un tampone subito poi un altro dopo 10 giorni. La durata della quarantena di un contatto diventa così di 10-14 giorni. Se dopo 10 giorni la persona è negativa viene liberata. La quarantena si può fare anche nelle case di vacanza e alla fine della quarantena per i contatti basta un tampone antigienico in farmacia”.

“La preoccupazione – conclude Bedeschi – è quella di assistere da una settimana a numeri così alti con l’incognita di cosa ci si possa attendere ad agosto se non si riesce a garantire l’isolamento nei contatti dei positivi e a fermare la nascita di ulteriori focolai”.

Vaccini: il 55% dei reggiani vaccinabili ha già avuto la seconda dose

Sono 334.660 le prime dosi somministrate, e 249.243 le seconde. Su una popolazione di 451.000 persone vaccinabili, si è quindi al 55% del target. “Un buon risultato – sottolinea Marchesi – in linea con la regione, forse anche leggermente superiore. E’ del 75% la copertura con la prima dose, e sommando anche i prenotati è vicina all’obiettivo richiesto da Figliuolo dell’80%”.