REGGIO EMILIA – Arriva dal Ministero della Salute l’aggiornamento delle misure di quarantena e di isolamento raccomandate alla luce della circolazione delle nuove varianti SARS-CoV-2 in Italia ed in particolare della diffusione della variante Delta.

“Con la circolare dell’11 agosto, il Ministero ha preso atto delle valutazioni fatte sulla circolazione delle varianti – ha spiegato la Dott.ssa Emanuela Bedeschi, Direttore del dipartimento di Igiene pubblica – verificando che la variante delta ormai è diventata prevalente a livello nazionale, e ha modificato l’impostazione della circolare del 21 maggio scorso, concentrando l’attenzione sulla variante Beta, Sudafricana, ancora non circolante nel nostro paese, e differenziando tra vaccinati e non vaccinati i provvedimenti presi nelle diverse situazioni”.

Il provvedimento, applicato da ieri, solo nella nostra città ha liberato in un giorno oltre 160 persone, ancora chiuse in casa a seguito delle misure contenute nella precedente circolare.

QUARANTENA

VACCINATI

  • La circolare prevede che i contatti ad alto rischio (contatti stretti) di casi Covid, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 7 giorni (e non più di dieci) dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico, si può concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di tampone.
  • I contatti asintomatici a basso rischio di casi con infezione Covid, se hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie previste per contenere la diffusione del virus, quali indossare la mascherina, mantenere il distanziamento fisico, igienizzare frequentemente le mani, seguire buone pratiche di igiene respiratoria, ecc.
  • Qualora i contatti ad alto rischio siano operatori sanitari o altre persone che forniscono assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non si applica la misura della quarantena bensì la sorveglianza sanitaria attiva dall’ultima esposizione al caso

NON VACCINATI

Per i soggetti non vaccinati o che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni che siano:

  • contatti ad alto rischio (CONTATTI STRETTI) possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il decimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico
    per la ricerca di SARS-CoV- 2 (Tabella 1).
  • I contatti asintomatici a BASSO RISCHIO non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie previste per contenere la diffusione del virus, quali indossare la mascherina, mantenere il distanziamento fisico, igienizzare frequentemente le mani, seguire buone pratiche di igiene
    respiratoria, ecc.
  • Qualora i contatti ad alto rischio siano operatori sanitari o altre persone che forniscono assistenza diretta ad un caso COVID-19, che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, non si applica la misura della quarantena bensì la sorveglianza sanitaria attiva

ISOLAMENTO

  • Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 da variante VOC non Beta sospetta o confermata o per cui non è disponibile il sequenziamento, possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni a partire dalla data di prelievo del tampone risultato positivo, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico* con esito negativo.
  • Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 da variante VOC non Beta sospetta o confermata o per cui non è disponibile il sequenziamento, possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare o antigenico* con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi
    (esclusi anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) In caso di riscontro di ulteriore positività al test diagnostico eseguito dopo 10 giorni dalla comparsa
    dei sintomi o dal tampone risultato positivo negli asintomatici, è consigliabile ripetere il test dopo 7
    giorni (17° giorno).
  • Casi positivi a lungo termine da variante VOC non Beta (sospetta o confermata) o per cui non è disponibile il sequenziamento che continuano a risultare positivi al test molecolare o antigenico, in caso di assenza di sintomatologia da almeno 7 giorni (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia), potranno interrompere l’isolamento al termine del 21° giorno
  • Per i casi di SARS-CoV-2 da variante VOC Beta sospetta o confermata, sia sintomatici che asintomatici, restano vigenti le indicazioni relative alla gestione dei casi COVID-19 da varianti precedentemente chiamate VOC NON 202012/01 (sospetta/confermata) previste nella Circolare n 22746 del 21/05/2021