La tragedia dell’Afghanistan viene seguita con apprensione anche a Reggio che si prepara ad accogliere i primi rifugiati, persone che hanno collaborato con le autorità italiane, con il contingente e con l’intelligence e ora in fuga dalla vendetta dei talebani. Rispondendo a una richiesta della Prefettura di alcune settimane fa le cooperative sociali L’Ovile e Dimora d’Abramo si sono rese disponibili ad accogliere una trentina di persone indicate dal Ministero della Difesa. Gli arrivi potrebbero essere imminenti. L’Ovile sta già seguendo una dozzina di rifugiati afghani giunti in passato che ora lavorano o frequentano la scuola. Tutti in ansia per la sorte delle loro famiglie in patria. Intanto si moltiplicano le richieste affinché la Comunità internazionale si attivi.

Roberta Mori, consigliera regionale coordinatrice nazionale delle Commissioni pari opportunità di Regioni e province autonome – auspica che siano attivati tutti gli strumenti istituzionali, politici, diplomatici per un piano di corridoi umanitari e di accoglienza che limiti la crisi umanitaria in atto in particolare per donne e bambine già oggetto di predazione.