La presentazione di “Scuola diffusa” al Centro Loris Malaguzzi

REGGIO EMILIA – La scuola reggiana continua a fare scuola. Lo dicono i fatti. Il progetto ‘Scuola Diffusa’, avviato lo scorso anno sull’onda dell’emergenza sanitaria, basato in altre parti del Paese su presupposti logistici dettati dal distanziamento (semplice delocalizzazione di scolaresche in sedi idonee ma abitualmente non utilizzate per l’insegnamento), a Reggio Emilia si era da subito caratterizzato per i contenuti didattici innovativi, per le opportunità che poteva offrire ben oltre l’emergenza sanitaria. Non solo dislocazione di alunni, insegnanti e personale ausiliario in sedi ‘decentrate’, fra le quali prestigiosi e affascinanti edifici della città, risolvendo così tempestivamente le problematiche legate alla pandemia, ma anche, e soprattutto, tracciare con la scuola e la comunità una nuova strada del percorso educativo e scolastico per la Primaria e la Secondaria di primo grado, in cui i luoghi e i loro ‘contenuti’ entravano a far parte e stimolavano la didattica e l’esperienza scolastica, qualificandole.

La presentazione di “Scuola diffusa” al Centro Loris Malaguzzi

La scuola al centro della comunità, la scuola come luogo di cittadinanza e quindi al centro della città, la scuola che non abdica ma anzi rilancia l’ascolto di bambine e bambini, ragazze e ragazzi per costruire il futuro, per creare conoscenza e relazione fra le persone e fra esse ed i luoghi di vita: una risposta forte e creativa di prossimità, anche sul piano socio-culturale e simbolico, nell’epoca del pur necessario ‘distanziamento’. Una risposta che trae linfa dai 100 linguaggi dei bambini, che vanno ben oltre la fascia 0-6 anni. Gli spazi e i luoghi, in questa prospettiva, non sono ‘posti qualunque’.

Il fare scuola immersi nella campagna e nell’attività agricola all’agriturismo La casa del gufo oppure a tu per tu con le collezioni del Palazzo dei Musei, fra gli scaffali della Biblioteca delle Arti o nelle sale a fianco degli spazi espositivi di Palazzo da Mosto, per fare qualche esempio, significava fare nuova esperienza didattica, significava scoprire e apprendere in maniera ‘diversa dal solito’, attingendo e interpretando quei luoghi, i loro significati, il loro portato.

Questo a riprova, se ve ne fosse bisogno, delle tesi di Maria Montessori e Loris Malaguzzi. La prima definiva lo spazio scolastico non come una struttura statica e limitata, ma come una struttura vivente, accuratamente organizzata e preparata per offrire esperienze di apprendimento autonome. Il secondo sosteneva che lo spazio fisico è talmente importante nel processo di apprendimento da intendersi come terzo insegnante, dove il primo è l’adulto, il secondo è il gruppo dei pari. Ogni spazio educativo è luogo di apprendimento e di riconoscimento di comunità, non è mai un luogo neutro.

NUOVA SEDE AL ‘MALAGUZZI’

Nell’anno scolastico 2021-22, l’Amministrazione comunale non ha potuto che riproporre il modello di Scuola Diffusa, apprezzato da docenti, alunni e famiglie, consolidandone i contenuti, aprendolo al coinvolgimento di 1.050 studenti in 17 sedi e arricchendolo con una ulteriore sede al Centro internazionale Loris Malaguzzi, che ospiterà una classe della primaria Collodi dell’Istituto comprensivo Galilei.

Questa nuova sede di Scuola Diffusa si realizza grazie alla collaborazione con la Fondazione Reggio Children che mette a disposizione lo Spazio Scintillae, con Reggio Children srl che rende disponibili i sette Atelier del Centro internazionale e con l’Istituzione Scuole e Nidi dell’infanzia che, insieme con la stessa Reggio Children srl, rende disponibile un’aula all’interno del Centro internazionale.

La presentazione di “Scuola diffusa” al Centro Loris Malaguzzi

La collaborazione fra Comune e Fondazione Reggio Children prosegue nel prossimo anno scolastico anche nell’ambito dei tre progetti sperimentali ‘Nuovi paesaggi di apprendimento’ a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado Galileo Galilei e Marco Polo, che hanno vissuto e vivranno di nuovo un’inedita esperienza didattica tra spazi interni ed esterni alla scuola. Costruiti da Officina Educativa e dalla stessa Fondazione Reggio Children, questi progetti hanno declinato alcuni spazi di passaggio, esterni agli edifici scolatici, in nuovi contesti educativi di qualità e nascono dall’esperienza maturata nel progetto ‘Fare Scuola’,che fa dialogare architettura e pedagogia, realizzato da Fondazione Reggio Children con Enel Cuore Onlus.

A questi progetti già in corso si aggiungono, in questo prossimo anno scolastico due nuove sperimentazioni, nelle scuole secondarie di primo grado Amedeo d’Aosta e Carlo Alberto Dalla Chiesa, supervisionate dalla Fondazione Reggio Children, dall’architetto Oliver Forghieri e dagli studi di progettazione ‘Lascia la scia’ di Milano e ‘Lapis’ di Reggio Emilia.

La progettazione degli ambienti nasce dall’idea di scuola come ‘grande laboratorio’ in cui ogni singolo spazio o ambiente è ancora una volta interlocutore attivo ed educativo nella didattica quotidiana. Le soluzioni progettuali non nascono in modo provvisorio, in base al solo obbligo del distanziamento sociale, ma – nella filosofia di Scuola Diffusa – vogliono offrirsi come strumenti in grado di potenziare le possibilità di acquisire e scambiare conoscenze in modi diversi. La ‘sicurezza’ diventa quindi un’opportunità per ricercare soluzioni qualificanti che possano continuare ad accompagnare e supportare la scuola alla sperimentazione di nuove modalità di didattica e apprendimento. Mantenendo il distanziamento, ma in ambienti belli e confortevoli, interattivi, il contesto permette di salvaguardare elementi fondamentali dell’educazione: l’inclusione, l’integrazione, il benessere psico-fisico, le relazioni, la cooperazione. Nello stesso tempo è il contesto stesso ad offrire supporti di apprendimento, come il contatto con la natura o l’apprendimento digitale.

La Scuola Diffusa in chiave reggiana non è passata inosservata, al punto che il ministero dell’Istruzione e il Comune di Reggio Emilia sottoscriveranno un Protocollo d’intesa per una più stretta collaborazione sul tema, per rafforzare il progetto, svilupparlo e, ove ritenuto possibile dal Ministero, proporlo ad altre realtà italiane.

Per questo, l’anno scolastico 2021-22 vivrà una ‘introduzione’, oggi venerdi’ 10 e domani 11 settembre al teatro Ariosto, con il convegno ‘Scuola Diffusa – La città che si fa scuola’, con la partecipazione del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Il sindaco Luca Vecchi

 “La nostra scuola riapre con nuovi spazi e nuovi contenuti, servizi e un’organizzazione del trasporto pubblico con le necessarie cautele di prevenzione, dopo un lavoro complesso fra istituzioni e grazie alla stretta collaborazione con insegnanti e famiglie. Questa relazione incide in maniera più ampia sulla città, sia sul piano fisico degli spazi, sia sul modo di costruire insieme: è un valore aggiunto del progetto Scuola Diffusa e fa di questo modello, come volevamo che fosse, un elemento da tenere vivo anche nel dopo-Covid”, ha detto il sindaco Luca Vecchi nel corso della conferenza stampa di presentazione di azioni e progetti per la didattica 6-14 anni al Centro internazionale Loris Malaguzzi.

“Tendiamo a pensare all’innovazione come elemento qualificante dei beni materiali, in realtà essa incide altrettanto se non di più sui beni immateriali, sulle ‘infrastrutture’ culturali, sociali ed educative – ha aggiunto il sindaco – Scuola Diffusa ne è un esempio e questo è stato chiaro al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che domani (oggi 10 settembre) ospiteremo in un importante convegno, che offrirà una sintesi e una riflessione su questo nostro lavoro. Reggio Emilia è da molti anni sinonimo di eccellenza nell’educazione 0-6 anni; è invece la prima volta che un ministero dell’Istruzione ci riconosce un livello di eccellenza in un progetto ampio e innovativo nella didattica 6-14 anni, un progetto che trova radicamento nelle intuizioni e nella filosofia del Reggio Emilia Approach. Una sede di Scuola Diffusa non a caso quest’anno sarà qui, al Centro internazionale. Ciò testimonia questa connessione, questa continuità. E ci fa molto piacere”.

L’assessora Raffaella Curioni

“Nonostante le difficoltà di questa fase storica, la città e la sua scuola non abdicano all’essere comunità educativa e solidale, con un modello di Scuola Diffusa che non significa solo maggiore sicurezza, ma diventa innovazione didattica orientata al futuro, in cui gli spazi con le loro peculiarità e contenuti divengono veri e propri ‘partner dell’apprendimento’ – ha detto l’assessora a Educazione e Conoscenza Raffaella Curioni – Il percorso avviato lo scorso anno ci porta oggi a una scuola ancora più accogliente, a cui tanti attori della città hanno contribuito.

“Vi sono sedi di Scuola Diffusa  – ha aggiunto – già attivate lo scorso anno e quindi confermate e ve ne sono di nuove, come quella che ospiterà classi a rotazione al Centro internazionale, potendo interagire con i suoi diversi Atelier: un’opportunità di grande interesse, che apre ulteriormente il patrimonio di conoscenze della fascia 0-6 anni agli ordini di scuola successivi. Abbiamo lavorato, come emergerà dal convegno di domani, per una scuola non solo ‘possibile’, ma anche ‘auspicabile’”.

L’assessora Curioni ha poi presentato i servizi per il diritto allo studio, sottolineando fra l’altro l’arricchimento dei menù delle mense scolastiche con la reintroduzione di cibi che nell’emergenza dello scorso anno erano stati sospesi; il potenziamento dei progetti educativi pomeridiani, che avranno una ulteriore nuova sede nel palazzo ex Banca d’Italia (per una cinquantina di alunni); il personale educativo per bambini con diritti speciali con un monteore accresciuto del 14%; il servizio di Scuolabus con 450 posti e il trasporto di bambini e ragazzi disabili.

L’assessora Carlotta Bonvicini

Il Trasporto pubblico locale, ha spiegato l’assessora alla Mobilità, Carlotta Bonvicini, “in questo inizio d’anno scolastico osserva la norma di una capienza massima dell’80% dei posti disponibili su ciascun mezzo. E’ una misura di distanziamento a cui si associa l’attivazione degli staff, in tutto 37 addetti, alle fermate degli autobus più frequentate dagli studenti, ovvero personale che accompagnerà e ordinerà salite e discese dai mezzi, evitando resse e favorendo una fruizione più ordinata. Come stabilito nel tavolo di lavoro coordinato dalla Prefettura, avremo un aumento del numero degli autobus e un potenziamento delle linee maggiormente utilizzate dagli studenti. Da ricordare la gratuità dell’uso dei mezzi pubblici, resa possibile dalla Regione Emilia-Romagna, per gli studenti, estesa quest’anno agli under 19.

“Invitiamo – ha concluso l’assessora – gli studenti all’uso anche della bicicletta nei percorsi casa-scuola: è un mezzo salutare, funzionale e indicato nei percorsi di breve e media percorrenza, rispettoso dell’ambiente e della qualità dell’aria. Un buon numero di studenti reggiani lo utilizza, come dimostrano le ricerche svolte. Auspichiamo che questo numero aumenti. Con la collaborazione preziosa gli Istituti scolastici e in particolare dei loro mobility manager, l’Amministrazione comunale svolgerà anche quest’anno una campagna di promozione e informazione sull’uso della bici nei diversi Istituti”.

Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggi Emilia, ha sottolineato che “fare scuola a Reggio Emilia è molto sfidante, perché qui l’eccellenza è nella norma” e, in tema di nomine dei docenti, ha aggiunto che ad oggi sono state già assegnate circa 2.000 cattedre nelle scuole primarie e secondarie, 120 delle quali diventeranno a tempo indeterminato, con il passaggio di ruolo dei docenti: un dato elevato rispetto agli altri anni scolastici, grazie al nuovo sistema di assegnazione.