Data center del Centro Meteo Europeo

E’ stato inaugurato oggi a Bologna il nuovo Data center del Centro Meteo Europeo Ecmwf, all’interno del Tecnopolo bolognese, che ospita il nuovo sistema di supercomputer Atos e che entrerà in funzione a metà del 2022. La nuova struttura offre la possibilità di ospitare le ultime tecnologie in supercalcolo e consentire a Ecmwf di continuare il cammino verso i propri obiettivi strategici, come migliorare significativamente le previsioni delle temperature e dei venti e rendere le previsioni a lungo termine giornaliere, anziché bisettimanali. Un passo avanti fondamentale anche dal punto di vista della prevenzione di fronte a eventi meteo estremi.

Data Center del Centro Meteo Europeo al Tecnopolo di Bologna (foto pag. FB Stefano Bonaccini)

Il cuore tecnologico del Centro Meteo Europeo è solo la prima delle infrastrutture che troveranno sede al Tecnopolo di Bologna. Qui verrà installato anche il supercomputer europeo Leonardo e sta nascendo una vera e propria cittadella della scienza destinata a riunire le più importanti istituzioni scientifiche e della ricerca italiani. Un hub europeo dei Big data e del digitale che concentrerà nell’Emilia-Romagna Data Valley oltre l’80% della capacità di supercalcolo nazionale il 20% di quella europea, con applicazioni pratiche in tutti i settori: transizione ecologica e lotta ai cambiamenti climatici, transizione digitale, sanità, tempi delle città e logistica, imprese e processi produttivi sostenibili, agricoltura.

A regime saranno venticinque i membri del personale Ecmwf che lavoreranno nel nuovo Data center: ingegneri elettrici e meccanici per supportare l’infrastruttura, personale operativo 24 ore su 24 per monitorare le prestazioni dell’edificio, sistemi, applicazioni e servizi e analisti hardware e software non solo per i supercomputer ma per tutti i sistemi di supporto e quello di trattamento dei dati. La metà di essi è già operativa a Bologna, affiancata da esperti dei fornitori delle apparecchiature informatiche.

I nuovi computer ad alte prestazioni sono ora sottoposti a una serie di test, operativi e di affidabilità. Il sistema funziona attualmente in parallelo con l’attuale Cray Hpcf e così sarà fino all’inizio di maggio del 2022, quando il supercomputer di Bologna assumerà in toto la fornitura del servizio per quattro anni, supportando sia le attività operative che quelle di ricerca.

Data Center del Centro Meteo Europeo al Tecnopolo di Bologna

Anche il sistema di gestione dei dati (Dhs), si sposterà entro l’inizio del 2022 da Reading a Bologna, con tutti gli aspetti della migrazione che dovrebbero essere completati.

La decisione di sviluppare un nuovo Data center ha fatto seguito al riconoscimento da parte del Consiglio Ecmwf che l’attuale struttura di calcolo ad alte prestazioni (Hpcf) a Reading, nel Regno Unito, non poteva ospitare la prossima generazione di supercomputer. Nel giugno 2017, a seguito di una gara internazionale, i rappresentanti di tutti gli Stati membri hanno approvato la proposta del Governo italiano e della Regione Emilia-Romagna di ospitare il nuovo Data center a Bologna.

I lavori di costruzione sono iniziati a dicembre 2018. Gli ultimi due anni e mezzo hanno visto notevoli progressi per completare i lavori di costruzione e la procedura di gara per il nuovo supercomputer, in tempi difficili, tra cui la pandemia globale di COVID-19.

Stefano Bonaccini, presidente regione ER (foto da sua pag. FB)

“Oggi è una giornata davvero molto importante, per Bologna e per tutta l’Emilia-Romagna, ma soprattutto per l’Italia intera – ha detto il presidente Stefano Bonaccini durante la presentazione al Tecnolpolo di Bologna – Dopo due anni di lavori, che non si sono mai fermati nonostante la pandemia, al Tecnopolo di Bologna si avvia l’attività del nuovo Data center del Centro meteo europeo. Sempre di più prende forma quella cittadella della scienza in cui come Regione, insieme allo Stato e all’Unione Europea, abbiamo fortemente creduto. Una infrastruttura che rende la nostra regione hub internazionale dei Big Data, del digitale e delle nuove tecnologie, dove si concentrerà l’80% della capacità di supercalcolo nazionale e il 20% di quella europea, tale da porre l’Europa alla pari dei colossi Usa e Cina. Negli oltre 120mila i metri quadri di superficie dell’ex Manifattura Tabacchi, riconsegnati alla città attraverso un’opera di riqualificazione urbana condivisa con amministratori e comunità locale, troveranno impiego 1.500 persone tra ricercatori, tecnici, addetti. Saperi e tecnologie che porteranno soluzioni concrete in tutti i settori: tutela dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici, salute e scienze della vita, riorganizzazione dei tempi delle città e logistica, processi produttivi e agricoltura. Una capacità di leggere il futuro che mettiamo a disposizione del Paese, per ripartire nel segno della sostenibilità, dell’innovazione del lavoro di qualità. Investimenti come questi faticano a finire sulle prime pagine dei giornali, ma da qui passa il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti”