Christopher Burns

Il GruppoMeccatronico di Unindustria Reggio Emilia – che rappresenta 400 aziende per un totale di circa 27.000 addetti – partecipa all’iniziativa nazionale di Federmeccanica “I giorni della metalmeccanica”.  Ogni tre mesi viene illustrato il quadro congiunturale di settore, che evidenzia come i segnali di ripresa dell’economia mondiale osservati nei primi mesi del 2021, favoriti dalla diffusione sempre più ampia della campagna vaccinale e dalle misure di sostegno a famiglie e imprese, si stanno ora consolidando e le previsioni sono all’insegna di una crescita robusta sia per l’anno in corso sia per il 2022.

Nella prima metà dell’anno in corso, il settore metalmeccanico ha evidenziato significativi segnali di miglioramento, in linea con i progressi realizzati da giugno 2020. In particolare, nei mesi più recenti si sono recuperati integralmente i volumi di produzione che si realizzavano prima dello scoppio della pandemia.

Mediamente nel terzo trimestre del 2021 la produzione metalmeccanica è cresciuta del 47,9% nel confronto con l’anno precedente, un incremento più accentuato rispetto a quanto fatto registrare dall’intero comparto industriale. Il miglioramento osservato per l’industria metalmeccanica ha interessato tendenzialmente tutte le attività dell’aggregato che hanno evidenziato aumenti a doppia cifra.

Con riferimento alle aspettative a breve, dall’indagine emergono prospettive di ulteriori recuperi di attività produttiva.

Da fine 2020 il fenomeno dell’aumento dei prezzi ha cominciato a emergere fino ad assumere, oggi, i connotati di una vera e propria turbolenza che sta minando alla base la ripresa dell’intero settore. Ultimo aspetto, non trascurabile, è l’impennata dei prezzi dei noli dei container. Tale situazione, e soprattutto l’incertezza sull’evoluzione futura, sta condizionando significativamente la produzione metalmeccanica che è il principale settore utilizzatore di metalli industriali e che comunque si posiziona alla base della filiera.

Forte ripresa delle imprese reggiane che segnano un +55,8% in termini tendenziali rispetto all’anno del lockdown

L’indagine trimestrale sulle imprese reggiane evidenzia una robusta ripresa del settore metalmeccanico nel secondo trimestre: +55,8% in termini tendenziali. Va però sottolineato che tale variazione è condizionata dal raffronto con il periodo 2020 caratterizzato dal lockdown.

Il portafoglio ordini presenta un quadro in miglioramento rispetto al trimestre precedente trainando i livelli produttivi. Gli ordinativi sono risultati in aumento nel 79% delle aziende, stabili per il rimanente 21%.

L’accelerazione osservata è stata determinata anche dall’espansione della domanda interna.

La ripresa del commercio mondiale ha comportato effetti positivi anche sul nostro interscambio commerciale. Nel primo semestre del 2021, le esportazioni metalmeccaniche sono cresciute del 38,3% nel confronto con l’analogo periodo del 2020 e hanno superato del 9,3% l’ammontare di fatturato metalmeccanico esportato nel primo semestre del 2019.

Nel periodo gennaio-giugno 2021 è diminuito il ricorso all’istituto della CIG: le ore autorizzate per gli addetti metalmeccanici sono state, infatti, pari a circa 3 milioni rispetto ai 12 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente (-75,1%).

Sulla base delle indicazioni che emergono dai risultati dell’indagine trimestrale, per i prossimi mesi si evidenziano attese di un consolidamento della crescita anche se permane un clima d’incertezza dovuto all’evoluzione della pandemia e alla dinamica dei prezzi delle materie prime e alla loro disponibilità sul mercato.

Il portafoglio ordini si conferma positivo: sono, infatti, pari al 47% le imprese intervistate che hanno registrato un aumento delle consistenze a fronte del 16% che, al contrario ha subito contrazioni. Con riferimento alla domanda estera, le imprese che prevedono di aumentare gli ordini esteri sono il 37% contro il 12% che pensa di doverli ridurre.

Al buon andamento del portafoglio ordini si accompagnano le valutazioni positive sulle attese dei volumi di produzione: il 53% delle imprese prospetta incrementi a fronte di un 11% che, al contrario prevede contrazioni.

Con riferimento alle previsioni per il terzo trimestre, le dinamiche occupazionali si confermano in positiva evoluzione: a fronte, infatti, del 32% che pensa di dover incrementare gli organici, il 5% prevede di ridurli.