Villa Levi Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Soprannominata il “gioiello di Coviolo”, la neoclassica Villa Levi è una delle più singolari ville della campagna Reggiana a poca distanza dall’abitato di Coviolo. In occasione delle Giornata FAI d’Autunno, Sabato 16 e domenica 17 ottobre, questa importante residenza storica apre le porte alla città.

Per l’occasione è infatti in programma l’apertura straordinaria del primo piano dello storico edificio. Dopo un lungo periodo di chiusura, sarà finalmente possibile ammirare parte degli spazi interni della villa: a fare da guide d’eccezione saranno gli studenti “Apprendisti Ciceroni” del Fai, oltre 150 giovani volontari provenienti dai licei Moro, Ariosto-Spallanzani e Chierici e dall’Istituto Zanelli, che ne racconteranno la storia e l’architettura. 

Caratterizzata dalla presenza dell’imponente cupola metallica e del finto colonnato a lesene d’ordine gigante nel fronte sud, Villa Levi è stato il Luogo del Cuore FAI più votato in Emilia Romagna nel Censimento dei Luoghi del Cuore 2020 con oltre 8.000 voti e candidata al FAI per un progetto di Valorizzazione del Parco, nell’ambito del Bando nazionale del FAI 2021.

La Villa

Nasce come residenza estiva, probabilmente attorno alla prima metà del 1600, ma viene significativamente rimaneggiata tra il 1790 e il 1810, su commissione dei Besenzi, i primi proprietari. E’ l’architetto Domenico Marchelli a occuparsi della sua ristrutturazione, introducendo il timpano che sopravanza leggermente l’edificio. Al Marchelli è riferibile anche la sistemazione del vasto giardino “all’italiana” e la realizzazione dei due edifici di servizio, adibiti ad abitazione del custode e stalla. Negli anni ’30 del 1800 l’architetto Luigi Poletti vi aggiunge la cupola, sorretta da un maestoso colonnato circolare, completando il prospetto sud con la simulazione del pronao a lesene corinzie e con la realizzazione della scalinata monumentale, a collegamento del livello terreno con il piano nobile. La villa acquisisce così nell’800 un’impronta che rimanda alle influenze palladiane, mentre all’inizio del ‘900 sono riferibili le raffinate decorazioni interne in stile liberty.

Nel 1874 il complesso risulta di proprietà della famiglia Levi, che lo abita con Margherita Levi, nipote del senatore Ulderico Levi e moglie del musicista Alberto Franchetti. Dal loro matrimonio nasce Raimondo Franchetti, grande esploratore dei primi del novecento e protagonista delle originali collezioni zoologiche dei Musei Civici di Reggio Emilia.

Proprio per testimoniare la passione di Raimondo Franchetti, verranno esposti alcuni animali appartenuti all’esploratore che normalmente si trovano nelle collezioni dei Civici Musei: la iena, l’antilope e il serpente, richiami di uno scambio di informazioni e passioni tra i proprietari della Villa.

La visita

Le aperture sono previste, Sabato 16 e Domenica 17 Ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 13.00 (ultimo ingresso alle ore 12.15) e dalle ore 14.30 alle ore 18.00 (ultimo ingresso ore 17.15), e sono rese possibili grazie all’impegno dei Volontari della Delegazione FAI di Reggio Emilia, della Protezione Civile di Reggio Emilia e degli Amici del Comitato Coviolo in Festa.

Un felice percorso di partecipazione e collaborazione

Con l’appuntamento promosso dal Fondo Ambiente Italiano, attraverso la Delegazione Fai di Reggio Emilia, si conclude la prima parte del percorso di co-progettazione che – grazie alla collaborazione tra Amministrazione comunale, Università di Bologna, associazioni e cittadini nell’ambito dell’Accordo di cittadinanza – ha portato a far rivivere il parco storico di Villa Levi già da questa estate con “Villa Levi, festival nel parco”, il cartellone molto partecipato di eventi e iniziative di attività dedicate a socialità, cultura, teatro, benessere e convivialità. Sono stati circa un centinaio gli appuntamenti che hanno permesso di riattivare un bene di grande valore culturale e affettivo per i reggiani e oltre 8.000 le persone che hanno preso parte ai diversi eventi da fine agosto allo scorso 10 ottobre.

La due giorni del 16 e 17 ottobre rappresenta dunque il punto di arrivo di un percorso di partecipazione e collaborazione, ma è allo stesso tempo anche un nuovo punto di partenza: nei prossimi mesi – grazie alla convenzione con l’Università di Bologna, proprietaria dello spazio – proseguirà il lavoro di Comune, associazioni e cittadini per la gestione del bene e la messa a punto di un nuovo programma di appuntamenti che consenta la fruizione del parco di Villa Levi dalla prossima primavera.

La due giorni organizzata dal Fai e il resoconto di “Villa Levi, festival nel parco” sono stati presentati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco Luca Vecchi, l’assessore alla Partecipazione Lanfranco De Franco, la capo delegazione Fai Reggio Emilia Roberta Grassi, il presidente dell’associazione Covioloinfesta Claudio Braglia e Stefano Corazza dirigente dell’Università di Bologna.

“La riapertura di Villa Levi prima con il festival nel parco, e poi con le Giornate d’autunno del Fai – ha detto il sindaco Luca Vecchi – si configura una straordinaria esperienza in termini di rigenerazione urbana e sociale di un luogo simbolico per la città. Soprattutto rappresenta il paradigma del tasso di vivacità di una città, che trova nella dimensione della collaborazione, dell’impegno e del protagonismo civico, la via per uscire da questi mesi particolarmente complessi per riaprire e rendere universalmente fruibile questo spazio”.

600 luoghi in 300 città d’Italia

Saranno in tutto 600 i luoghi che si potranno visitare il prossimo week end, luoghi solitamente inaccessibili o poco noti in 300 città d’Italia tra cui 42 luoghi del Ministero della Difesa, dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, aperti in occasione del centenario del Milite Ignoto.

Con energia, coraggio, voglia di fare, di migliorare e migliorarsi, di condividere e soprattutto con una passione travolgente per il nostro Paese, oltre 5.000 tra delegati e volontari FAI sono pronti a far innamorare tutti gli italiani dell’Italia. L’opportunità, ogni anno nuova e diversa, per accostarsi a un patrimonio smisurato e policromo, raccontato per l’occasione con l’entusiasmo contagioso di tutti i giovani che sposano la missione culturale del FAI: diffondere e coltivare la consapevolezza che l’Italia custodisce tesori inestimabili, fondamento dell’orgoglio che ogni cittadino prova davanti all’eccezionale bellezza del Paese e solida base su cui costruire la prosperità del futuro. Le Giornate FAI sono, dunque, un incontro sentimentale, un abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola: cultura.

Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI. È infatti suggerito un contributo non obbligatorio di 3 euro. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati. Chi lo vorrà potrà anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. Agli iscritti saranno dedicate aperture speciali. Prenotazione online consigliata (salvo diverse indicazioni segnalate sul sito) su www.giornatefai.it; i posti sono limitati.

L’elenco completo dei luoghi aperti in Emilia-Romagna e le modalità di partecipazione all’evento sono reperibili sul portale FAI al link https://fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai- autunno/i-luoghi-aperti/?regione=EMILIA%20ROMAGNA