“Salvatore è morto ingiustamente per mano di un pazzo, la ndrangheta non esiste in questa cosa”. E’ chiara la posizione della famiglia di Salvatore Silipo, la giovane vittima di un omicidio dai contorni ancora da chiarire avvenuto 8 giorni fa all’interno della ditta Danta Gomme a Cadelbosco Sopra dove lo stesso Salvatore aveva lavorato per anni alle dipendenze di un suo parente acquisito, lo stesso che l’ha ucciso con un colpo di pistola. I familiari sono convinti che la criminalità organizzata non c’entri niente con questo delitto.

L’hanno ribadito anche ieri sera in forma pubblica alla fiaccolata convocata a Cadelbosco Sopra dalla locale amministrazione comunale per dire no alla violenza, a ogni tipo di violenza. Già sul luogo del delitto e davanti all’abitazione della vittima a Santa Vittoria di Gualtieri cosi come ai funerali a Coviolo e a Cutro i famigliari e amici di Salvatore hanno chiesto giustizia e ribadito che non c’entra nulla la ndrangheta con questo delitto. In effetti emergono elementi che fanno pensare che possa trattarsi di questioni economiche legate ai rapporti d’azienda delle parti coinvolte ma saranno gli esiti delle indagini condotte da carabinieri e magistratura a chiarire ogni dubbio.