REGGIO EMILIA – Tanta gente alla chiesa del Buon Pastore ieri pomeriggio per l’addio a Giancarlo Tarquini, noto magistrato scomparso all’età di 82 anni. Il suo nome, in 43 anni di carriera, è stato legato a importanti inchieste su vicende di cronaca, criminalità, mafia e terrorismo che hanno segnato la storia del nostro Paese: dalle brigate rosse a Paolo Bellini, dal sequestro Soffiantini agli omicidi di Alceste Campanile, dei coniugi Donegani e della 14enne Desirè Piovanelli.

In pensione dal dicembre del 2010, dopo essere stato procuratore capo a Brescia e prima ancora a Parma, Giancarlo Tarquini aveva scelto di impegnarsi come avvocato nello studio del figlio Giovanni, noto penalista, combattendo a lungo con una malattia che si era aggravata negli ultimi tempi.

La celebrazione è stata presieduta da don Giuseppe Dossetti, amico del magistrato dai tempi del liceo classico Ariosto. Un altro amico, Padre Lorenzo Volpe, ha ricordato brevemente i valori che hanno improntato la vita di Tarquini. Nel ricordo di un nipote l’affetto per un nonno molto amato.