Foto di Irwan iwe

Il test HPV è il metodo di screening più efficace per ridurre incidenza e mortalità del cancro alla cervice uterina: a confermarlo è un articolo comparso sul prestigioso New England Journal of Medicine del quale è coautore il dott Paolo Giorgi Rossi, Direttore della Struttura di Epidemiologia dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia.

Quello alla cervice uterina è il secondo tipo di cancro più diffuso nelle donne ed è anche la seconda causa di morte per tumore nella fascia di età 15-44 anni in tutto il mondo. Il suo sviluppo è stato associato all’infezione da Papillomavirus, fattore che ha reso questo tipo di cancro in gran parte prevenibile attraverso la vaccinazione e lo screening, con un adeguato follow-up e trattamento.
Un gruppo di esperti internazionali, tra i quali il dr Giorgi Rossi, è stato convocato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) per esaminare e valutare tutti gli studi disponibili sugli attuali metodi di screening del cancro della cervice uterina in termini di effetti sull’incidenza e sulla mortalità.

“I risultati degli studi mostrano che il Pap test, la citologia a base liquida e il test HPV sono efficaci nel ridurre l’incidenza e la mortalità del cancro alla cervice e, tra questi tre, il migliore è il test HPV – spiega Giorgi Rossi – Le prove di efficacia dello screening con HVP vengono da trial in gran parte europei, il più grande dei quali è italiano. Reggio Emilia è fra i centri che hanno contribuito a studiare l’efficacia del test HPV e ha partecipato all’implementazione già dai primi studi pilota”.
L’HPV test permette di rilevare la presenza di DNA di ceppi di HPV ad alto-medio rischio, prima ancora che le cellule del collo dell’utero presentino alterazioni riscontrabili con il Pap-test.
“L’IRCCS di Reggio Emilia e, in particolare, il gruppo guidato da Paolo Giorgi Rossi sono protagonisti a livello internazionale della ricerca sugli screening – commenta Massimo Costantini, Direttore Scientifico dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia – La pubblicazione sul New England, la più prestigiosa rivista scientifica del mondo, è lo straordinario punto di arrivo di un percorso che Reggio Emilia ha intrapreso molti anni fa”.